Le competenze del CNEL in tema di professioni non regolamentate


In attuazione della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali, il decreto legislativo 9 novembre 2007 n. 206 affida al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro il compito di esprimersi sulla idoneità delle associazioni professionali che ne facciano richiesta a partecipare alla messa a punto di uno strumento europeo di riconoscimento preventivo di competenze professionali e profili formativi.

Il decreto, al fine di garantire la piena applicazione del diritto di stabilimento - ossia del diritto di ogni cittadino europeo di stabilirsi in qualunque Paese dell'Unione e di esercitarvi l'attività esercitata nel Paese d'origine - ha introdotto nel nostro ordinamento lo strumento delle cosiddette piattaforme comuni.

L'art. 26 del citato decreto prevede che nella definizione di tali piattaforme siano coinvolte, con diverse procedure, sia le professioni regolamentate (quelle per il cui esercizio è necessaria l'iscrizione ad albi), sia le associazioni rappresentative sul territorio nazionale delle professioni non regolamentate.

Il comma 3 dell'art. 26 indica in dettaglio i requisiti che le associazioni non regolamentate devono possedere al fine di essere individuate fra i soggetti da coinvolgere.

Il comma 4, infine, stabilisce che l'individuazione di tali associazioni avvenga formalmente con decreto del Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministro per le Politiche europee e del Ministro competente per materia, previo parere del CNEL.

Il CNEL esprime un parere (in base al disposto della legge 30 dicembre 1986, n. 936, art. 11) obbligatorio ma non vincolante, sul possesso da parte di ogni singola associazione dei requisiti indicati dal citato art. 26.

Il parere è richiesto dal Ministero della Giustizia, non dalla singola associazione, e comporta non già un riconoscimento dell'associazione, ma una valutazione sull'idoneità della stessa a partecipare all'eventuale elaborazione delle piattaforme comuni a livello europeo.

Per ogni richiesta pervenuta al CNEL dal Ministero della Giustizia, la Commissione politiche del lavoro (II) - competente sul tema del lavoro professionale - avvia un'istruttoria avvalendosi dell'Ufficio II di supporto agli organi collegiali. Il procedimento prende avvio in sede ministeriale.

Il CNEL diffida ad utilizzare qualsivoglia riferimento a forme di riconoscimento da parte di questo Consiglio, in quanto non previste da alcuna normativa vigente, nonché al logo e al nome del CNEL in qualsiasi forma.