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Banca Dati Statistiche Territoriali

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Quadro economico

In questa sezione, rivolta a fornire una prima immagine delle singole economie locali e dell’Italia nel suo complesso, vengono esposti alcuni aggregati che consentono, sia pure a grandi linee, di valutare le principali caratteristiche strutturali di ciascuna area ed il livello di sviluppo.

All'interno dell'area tematica Quadro economico sono contenuti gli indicatori riferiti ai seguenti macro fenomeni:

Valore aggiunto
Il valore aggiunto di una data unità produttiva (impresa o istituzione) si ottiene sottraendo dal valore della produzione realizzata il valore della materie prime ed ausiliarie e dei servizi acquisiti presso altre unità produttive (consumi intermedi) e impiegati nel processo di trasformazione di quella in esame. Esso si identifica con l’ammontare delle remunerazioni (salari, stipendi, contributi sociali, rendite, interessi, profitti), al lordo delle imposte dirette spettanti ai fattori primari che hanno contribuito alla sua realizzazione, compreso l’ammortamento. Per passare dal valore aggiunto “ai prezzi base” di tutte le branche produttive presenti in una determinata area al Pil “ai prezzi di mercato”, occorre sommare al primo l’ammontare delle imposte indirette nette sui prodotti e delle imposte sulle importazioni.

Investimenti
Dell’ammontare complessivo dei beni e servizi finali, destinati ad essere utilizzati nell’ambito di ciascun’area, fanno parte l’aggregato dei consumi e quello degli investimenti: quest’ultimo comprendendo, a sua volta, oltre agli investimenti fissi (al lordo degli ammortamenti) anche la variazione delle scorte. Gli investimenti fissi, o formazione del capitale, si identificano con il valore delle costruzioni (comprese quelle residenziali), delle macchine, attrezzature, messi di trasporto e prodotti vari, il cui utilizzo, da parte delle varie unità produttive, si protrae nel tempo. Dividendo gli investimenti fissi di ciascun’area per il valore aggiunto si ottiene il “tasso di accumulazione”, generalmente espresso in percentuale.

Consumi
I consumi finali comprendono sia le spese sostenute delle famiglie per l’acquisto di beni e servizi da destinare al soddisfacimento dei bisogni dei propri componenti, sia i costi sostenuti dalle varie branche della Pubblica Amministrazione per le prestazione dei servizi destinati alla collettività nel suo insieme (difesa, istruzione, giustizia, sanità, servizi economici, ecc.). Essendo attualmente calcolati su base “interna”, i consumi delle famiglie incorporano anche le spese dei turisti presenti pro-tempore nel territorio considerato, mentre escludono le analoghe spese effettuate dai residenti che si recano, sempre per turismo, in altre parti d’Italia o all’estero.

Scambi con l'estero
L’interscambio commerciale con il resto del mondo comprende, rispettivamente, una componente attiva (esportazioni “fob” secondo l’area di provenienza delle merci) ed una passiva (importazioni “cif” secondo l’area di destinazione). Riflettendo il momento dell’effettivo trasferimento delle merci da e verso l’estero, i dati in questione divergono da quelli della bilancia dei pagamenti, che riflettono invece i relativi movimenti valutari. Al fine di rendere comparabili i valori dell’interscambio a livello sia temporale che spaziale, si ricorre all’uso dei saldi “normalizzati”, calcolati con la formula : (Exp-Imp)/(Exp+Imp).