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LA CRISI OCCASIONE PER RILANCIARE IL PROGETTO EUROPEO
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LA CRISI OCCASIONE PER RILANCIARE IL PROGETTO EUROPEO

Settanta anni fa si sono poste la basi per la costruzione del più grande progetto politico della storia contemporanea. L’Europa unita ha rappresentato non solo la più grande area di libertà, diritti e tutele per i propri cittadini, ma ha contribuito alla stabilità mondiale e rappresentato un riferimento politico globale di civiltà”.

 

È un passaggio della Dichiarazione, nata da un’idea di Tiziano Treu, presidente CNEL; Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale europeo; e Patrick Bernasconi, Presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale di Francia, presentata oggi durante il webinar promosso da CNEL e Cese dal titolo “L’Europa che verrà”, in occasione del 70esimo anniversario della dichiarazione di Schuman.

 

 “Oggi, nel momento forse più critico per la popolazione e gli Stati europei dal secondo dopoguerra in poi, le parole di Robert Schuman parlano al nostro presente e ammoniscono, ancor più per il nostro futuro”, si legge nella dichiarazione, a cui hanno aderito anche i presidenti del Consiglio economico e sociale dei seguenti Paesi: António Correia de Campos(Portogallo), George Vernicos (Grecia), Iacob Baciu (Romania), Julián Ariza (Spagna), Larry O’ Connell (direttore, Irlanda), Lalko Dulevski (Bulgaria), Rudolf Kropil(Slovacchia), Andrzej Malinowski (Polonia).

 

“Ora più che mai, occorre uno sforzo collettivo. I Consigli economici e sociali europei sono un luogo privilegiato di elaborazione e proposta e di convergenza delle forze vive delle nostre società, che possono consentire alle istituzioni nazionali e comunitarie di assumere decisioni forti e condivise. Questa crisi drammatica può essere l’occasione per dare nuovo fondamento al progetto europeo. Il futuro dell’Europa dipenderà dall'impegno, l'immaginazione e il coraggio che sapremo mettere nelle scelte da compiere nei prossimi mesi. Insieme, con la sintesi feconda delle nostre diversità”, è scritto ancora nel testo.

 

Per il presidente Jahier, “Oggi più che mai dobbiamo far sì che l'Europa rimanga unita e utilizzi questa crisi per rinforzarsi. Come ha detto ieri il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier in occasione dell'8 maggio, anniversario della fine della seconda guerra mondiale, dobbiamo tenere insieme l'Europa, pensare, sentire e agire come europei. Se non teniamo insieme l'Europa, anche durante e dopo questa pandemia, allora ci saremmo dimostrati non meritevoli dell'8 maggio. Se l'Europa fallisce, anche il ‘mai più’ fallisce. Sono parole forti che oggi, giorno della festa dell'Europa interpellano tutti noi”.

 

“La situazione che l’Europa si è trovata improvvisamente a fronteggiare costituisce, paradossalmente, un’opportunità storica per ripensare il progetto europeo conservandone lo spirito fondativo e semplificando gli aspetti operativi. Bisogna intervenire concretamente su quei fattori che consentano il rafforzamento dell’UE sui grandi temi sociali, economici e di sviluppo che hanno fatto perdere competitività all’Unione e in essa ai singoli Paesi sullo scenario internazionale, puntando a colmare il gap con Usa e Cina. È il momento di investire con decisione sulle grandi infrastrutture materiali e immateriali, sulla ricerca e sull’innovazione con una logica di economie di scala”, ha aggiunto il vicepresidente CNEL Elio Catania.


Scarica la dichiarazione "L'Europa che verrà"

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