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PNRR, TREU: MANCA UNA VALUTAZIONE DELLE RICADUTE OCCUPAZIONALI
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PNRR, TREU: MANCA UNA VALUTAZIONE DELLE RICADUTE OCCUPAZIONALI

“La nuova versione del PNRR approvata dal Consiglio dei ministri il 12 gennaio appare più elaborata e precisa della prima, grazie all’introduzione di innovazioni di merito su obiettivi e risorse destinate ai singoli progetti, all’incremento di risorse e alla destinazione coerente con le indicazioni europee contenute nelle Linee guida del NGEU ma restano ancora tante criticità. La prima e più importante è la definizione della governance delle procedure e del monitoraggio, sulla previsione degli impatti dell’investimento e sul raggiungimento degli importanti obiettivi trasversali attraverso le missioni indicate. Vale la pena sottolineare che la scelta di un particolare strumento per realizzare un obiettivo non è neutrale né sul piano politico, né su quello economico e sociale”.

Lo ha detto il presidente del CNEL Tiziano Treu nel corso dell’audizione odierna in Parlamento sul PNRR.

“L’individuazione di tre priorità trasversali (donne, giovani e Sud) quale motivo ispiratore di tutte le missioni del PNRR incontra il favore del CNEL, che su questi temi ha elaborato e trasmesso al Parlamento specifiche proposte e che, nel recente ‘Rapporto del Cnel sul mercato del lavoro 2020’ denuncia lo scarso investimento nelle nuove generazioni e il dato che vede la crisi pandemica penalizzare l’occupazione femminile – si legge nel documento - Questi fenomeni privano il Paese delle  competenze e delle sensibilità di una parte maggioritaria di popolazione, che riducono  la prospettiva di questi soggetti di contribuire al futuro comune e aggravano, per questa via, le diseguaglianze all’interno del Paese”.

L’allocazione delle risorse europee, potenzialmente molto ingenti, può e deve diventare l’occasione per delineare una visione di Paese. Una visione che, partendo dall’analisi dei territori e dalla consapevolezza dell’interdipendenza fra settori messa drammaticamente in evidenza dalla pandemia, si incentri sulla promozione di uno sviluppo equo e sostenibile. Di fronte al più importante piano di politica economica degli ultimi trenta anni, occorre interrogarsi sugli obiettivi che vogliamo realizzare e sui metodi per realizzarli, per trasformare l’emergenza pandemica in una straordinaria opportunità di superamento dei deficit strutturali del Paese e per guardare con più serenità al futuro. Ricordiamo che il nostro Paese è il massimo beneficiario dell’intero piano NGEU: ciò pone sulle nostre spalle una grandissima responsabilità di fronte all’Europa”, ha aggiunto Treu.

“L’urgenza di procedere all’individuazione di una nuova politica industriale che qualifichi il progetto-Paese, e che riposizioni il Paese in una divisione globale diversa del valore, ne fissi le priorità e dia un’indicazione precisa della sua identità competitiva Si osserva, inoltre, che nel PNRR non si rinviene un orientamento allo sviluppo equo e sostenibile come invece si evince con nettezza nel programma Next Generation EU al di là della pur presente aggettivazione nella formulazione degli obiettivi. Inoltre, per le parti sociali rappresentate al CNEL, ogni componente di missione dovrebbe essere corredata da una previsione dell’impatto occupazionale in modo da delineare un quadro chiaro della capacità dei vari investimenti di contribuire anche alla qualità e quantità della occupazione”, è scritto ancora nella memoria.

“Per supportare gli interventi del Governo in questa direzione, il Consiglio ha ritenuto di attivare un tavolo aperto a quanti hanno contribuito negli ultimi anni al dibattito sul tema ed ha presentato un primo documento incentrato sulla necessaria riforma della tassazione del reddito delle persone fisiche. Va anche aggiunto, peraltro, che tale riforma è unanimemente considerata strettamente correlata con ogni processo riformatore che si intenda avviare nel Paese. Perché si realizzi non un ritorno allo status quo ante pandemia, ma la costruzione di un Paese più equo, più sostenibile, nel quale alle infrastrutture materiali si affianchino adeguate infrastrutture sociali, sono indispensabili un effettivo coinvolgimento delle parti sociali, una fitta opera di community engagement, l’attuazione delle annunciate riforme strutturali, fisco e giustizia in primis, e  un’innovativa  riforma del sistema di ammortizzatori sociali, connessa con il potenziamento e il rinnovamento delle politiche attive del lavoro e con un salto di qualità nel sistema di educazione e formazione continua, nonché con un processo di educazione dell'utente/candidato e dell'impresa alle politiche attive”, ha concluso il CNEL.

Scarica e leggi il Documento di Osservazioni e proposte del CNEL

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