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TREU: DOPO LA FIRMA DEI CONTRATTI DI METALMECCANICI E TLC INIZI LA ‘STAGIONE’ DEI RINNOVI
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TREU: DOPO LA FIRMA DEI CONTRATTI DI METALMECCANICI E TLC INIZI LA ‘STAGIONE’ DEI RINNOVI

I rinnovi dei contratti delle tele­comunicazioni e dei metalmeccanici sono due segnali importanti che rompono una stasi durata troppo a lungo della contrattazione nazionale e che mi auguro siano forieri di una nuo­va stagione contrattuale all’altezza delle sfide che stanno davanti al mondo del lavoro, fortemente alterato dalla pandemia. Anche se sono stati sottoscritti due importanti accordi, il 62,8% dei contratti è scaduto. Ri­tardi così gravi nei rinnovi dei CCNL non si erano mai registrati fi­nora e configurano una grave anomalia del siste­ma con ripercussioni pesanti sia sulle retribuzioni e sulle con­dizioni di lavoro di milio­ni di lavoratori sia sulla dinamica della domanda interna e sulla intera eco­nomia nazionale, soprattutto perché milioni di famiglie si reggono solo sullo stipendio della persona di riferimento, come ci ha ricordato in questi giorni l’Istat”.

 

Lo scrive il Presidente Tiziano Treu nell’editoriale del nuovo numero del Notiziario sul mercato del lavoro e la contrattazione del CNEL in cui sono riportati anche i dati aggiornati dell’Archivio Nazionale dei contratti. Dei 935 CCNL vigenti censiti al 31 dicembre 2020, 587 risulta­no scaduti, mentre i restanti 348 (37,2%) hanno la data di scadenza successiva al 31 dicembre.

 

“Diverse le novità del contratto metalmeccanici. L’incremento salariale (medio) è più alto di quello che sarebbe risultato dalla applicazione del criterio previsto dalle regole fin qui vigenti che rinviano all’indice dell’inflazione, notoriamente alquanto basso in questi anni. La giustificazione della cifra maggiore prevista è particolarmente signifi­cativa, perché è ricondu­cibile al nuovo inquadra­mento professionale e ai suoi contenuti innovativi di un accordo fermo al 1973. La novità principale è il nuovo sistema di inqua­dramento che consiste non solo nell’aver alleggerito i livelli professionali ma soprattutto nell’aver mo­dificato i criteri della loro individuazione. La nuova classificazio­ne si basa non più come nelle vecchie declaratorie sulle mansioni attribuite ai lavoratori ma sul di­verso concetto di ruolo svolto, che è individuato e articolato nei contenuti della professionalità dei lavoratori, comprensiva di vari aspetti, anzitutto del grado di autonomia, di responsabilità, di poliva­lenza - aggiunge Treu - C’è l’urgenza di adeguare le regole della classifica­zione professionale alle grandi trasformazioni produttive e del lavoro in­tervenute negli ultimi cinquant’anni. Per rispondere a tale ri­tardo non poche impre­se, specie medio grandi, avevano dovuto adattare, talora con forzature, gli schemi nazionali con ac­cordi aziendali variamen­te modificativi”.

 

Nel notiziario, spazio anche al dibattito sul salario minimo; ai nuovi strumenti per implementare lo smart working nelle Amministrazioni pubbliche; al lavoro a distanza nella contrattazione collettiva a partire dai dati dell’analisi dei CCNL italiani nell’ambito del progetto europeo COLBAR; al programma Horizon Europe e, infine, agli approfondimenti sui contratti dei metalmeccanici e delle telecomunicazioni e le principali novità normative e istituzionali.


 

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