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L'IMPORTANZA DEL TECNOPOLO PER IL FUTURO DI TARANTO
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L'IMPORTANZA DEL TECNOPOLO PER IL FUTURO DI TARANTO

Taranto non è solo l’ex Ilva ma un sistema economico-produttivo vivace che ha nell’economia del mare un asset di sviluppo strategico e può diventare un punto di riferimento per i Paesi del Mediterraneo grazie alla costruzione del Tecnopolo. 

E’ questo, in sintesi, il messaggio emerso dall’assemblea straordinaria del CNEL su “Il Tecnopolo del Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile: governance e lancio di un programma Paese”.

Ai lavori aperti dal presidente CNEL Tiziano Treu, alla presenza del Segretario generale Paolo Peluffo, sono intervenuti la Ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il presidente dell'Autorità del sistema portuale del Mar Ionio Sergio Prete. Interventi anche dell’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e della professoressa Daniela Caterino dell’Università di Bari

La genesi del Tecnopolo di Taranto e il focus sulla governance e lo statuto sono state illustrate da Eleonora Rizzuto, fondatrice e presidente AISEC, l'Associazione Italiana per lo Sviluppo dell’Economia Circolare.

La realizzazione dell’ Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, denominato “Tecnopolo” con sede a Taranto ha l’obiettivo di istituire una sede riconosciuta a livello nazionale ed internazionale per lo sviluppo della conoscenza e della ricerca, del progresso tecnico- scientifico, della valorizzazione delle innovazioni e dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, dell’economia circolare e di strumenti volti a promuovere la crescita sostenibile dell’intero Paese e il miglioramento della competitività del sistema produttivo nazionale. 

A due anni dalla sua progettazione, il Tecnopolo del Mediterraneo ha visto crescere la sua importanza nel dibattito sulle misure efficaci di sostenibilità e nelle iniziative di policy, soprattutto tra le imprese. Istituito con Legge di bilancio 2019, il suo statuto è entrato in vigore il 17 aprile 2021. La sua istituzione è considerata una leva importante per una visione sostenibile di futuro e driver strategico in grado di sviluppare investimenti ed opportunità occupazionali.

Abbiamo promosso il confronto sul progetto del Tecnopolo con tutti i soggetti pubblici e privati interessati, tra cui ben 4 ministeri, attraverso un’assemblea straordinaria perché riteniamo questo progetto strategico per il Mezzogiorno e per l’economia del Paese in una logica euro-mediterranea”, ha affermato il presidente CNEL Tiziano Treu durante i lavori.

Quella di Taranto è per il governo Draghi, e per quanto di mia competenza, una priorità assoluta - ha detto la ministra Carfagna - Occorre però seguire la via della concretezza e del pragmatismo: da una parte, l’Italia non può privarsi della produzione di acciaio per il bene e la solidità della sua economia. Dall’altro, Taranto non reggerebbe l’impatto dello tsunami occupazionale che seguirebbe la chiusura della fabbrica. A questi interessi socio-economici tuttavia non possiamo sacrificare la salute e la vita dei cittadini. Risanare l’ambiente e sviluppare un’industria sostenibile è la strada che ha scelto l’Europa con il Green Deal e con gli investimenti di Next Generation EU. Da questo punto di vista, il Tecnopolo, non a caso chiamato Tecnopolo “del Mediterraneo, può dare un grande contributo. L’idea che sta maturando è quella di rendere questo istituto un attore fondamentale nello sviluppo di una vera e propria economia del mare, incentrata sui principi della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica”.

Sono passati più di due anni dall’approvazione della prima norma che conteneva l’idea del Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile e oggi viviamo in un mondo che è cambiato radicalmente: la ricerca ha fatto molti passi avanti da allora, grazie anche alla rete per le università per lo sviluppo sostenibile, inserendo gli obiettivi dell’Agenda 2030 al centro dei progetti. Il valore del Tecnopolo è quello di essere un hub per fare rete e valorizzare attività ed eccellenze imprenditoriali che hanno scelto lo sviluppo sostenibile, superando le frammentazioni. C’è però bisogno di far partire il Tecnopolo operativamente il prima possibile - ha dichiarato il ministro Giovannini - Aver scelto il Sud, aver scelto Taranto, non è soltanto un elemento simbolico, ma è una scelta di rete per colmare i divari. E’ in questa direzione che il Governo si sta impegnando. Per le parti di nostra competenza, portare l’Alta Velocità al Sud fino a Reggio, fare investimenti senza precedenti sulla cura del ferro migliorando l’accessibilità dei territori, connettere i porti con aeroporti e ferrovie, vuol dire colmare i ritardi infrastrutturali e attirare nuove fonti di finanziamento e nuove opportunità”.

A seguire si è svolto un dibattito tra le imprese con gli interventi di rappresentanti di Maire Tecnimont/Nextchem, Ferrero, Technip Italy Direzione Lavori, Gruppo Greenthesis, Gruppo Falck Renewables.




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