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TREU: L’ACTION PLAN PER L’ECONOMIA SOCIALE RAPPRESENTA UNA NUOVA VISIONE DELL’EUROPA
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TREU: L’ACTION PLAN PER L’ECONOMIA SOCIALE RAPPRESENTA UNA NUOVA VISIONE DELL’EUROPA

L’Action plan for the Social Economy rappresenta un segno di una nuova visione dell’Europa non solo nel solco di un nuovo tipo di sviluppo economico, più sostenibile, ma anche di una riscoperta della missione sociale dell’Europa. Occorrono, però, due cose: investimenti mirati e un impegno della comunità civile. L’economia sociale vive se è immersa nei territori, se è di prossimità e se è sostenuta dal motore umano. E’ un settore dalle grandi potenzialità ma ha bisogno di competenze”.

Lo ha detto il presidente CNEL Tiziano Treu, oggi a Roma, durante i lavori del workshop “Quali opportunità per l'Italia dall'Action plan for the social economy?”, promosso da CNEL e MEF nell’ambito dell'accordo di collaborazione interistituzionale sottoscritto dalle parti che ha consentito di avviare il completamento della Riforma del Terzo Settore, lo studio di strumenti di credito adeguati, la misurazione dell'impatto economico del settore e la definizione della disciplina delle organizzazioni e imprese che operano in questo ambito. Nell’ultima legge di Bilancio, è stata inserita una norma che istituisce al MEF un fondo autonomo per consentire all’Istat di varare il “Conto Satellite” sull'economia sociale, strumento internazionalmente riconosciuto per misurare in tutti gli aspetti un dato segmento economico.

Martedì prossimo il CNEL ospiterà una riunione dei presidenti dei ‘Cnel’ dei vari Paesi europei che faranno un’analisi parallela del Next Generation in questi Stati: vogliamo insieme che il monitoraggio che viene fatto sull'andamento di questi piani sia il più possibile parallelo e dia una spinta europea anche nella fase di attuazione”, ha aggiunto.

L’Action plan della Commissione Europea punta a promuovere l’economia sociale, che in Europa conta 2,8 milioni di organizzazioni che occupano 13,6 milioni di lavoratori, pari al 6,3% della popolazione in età da lavoro mentre in Italia le cooperative, le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni no profit ammontano a circa 400.000 organizzazioni con un valore aggiunto complessivo di quasi 50 miliardi di euro.

L’Italia è sul pezzo, siamo i primi a mettere sul piatto l’idea del conto satellite sull’economia sociale, che non può più attendere e che con una norma passata in legge di Bilancio ci permette di avviarci a questo lavoro.  Ringrazio di cuore CNEL e Istat che lavoreranno con noi. In questi mesi abbiamo avviato una stretta collaborazione con altri Paesi europei, in primis Francia e Spagna, pronti a coordinarci su molti fronti. Si passa dal fisco, alla possibilità di individuare criteri uguali per il reciproco riconoscimento. C’è molto lavoro da fare, anche con la Commissione Europea. L’Europa è contenta di come l’Italia sta affrontando questo tema”, ha affermato la viceministra dell’Economia e Finanze Laura Castelli.

Al fine di valutare l’effettivo contributo delle istituzioni non profit al sistema economico sembra più che mai necessario lo sviluppo di un conto satellite che vada oltre gli attuali standard.  L’Istat, quindi, di concerto con il MEF, si è recentemente impegnato in un progetto, che si svilupperà nel prossimo quinquennio, che prevede la stima di conti satellite annuali del settore dell’economia sociale non profit in Italia per gli anni 2021-2023, e la loro messa a regime nella produzione statistica corrente della contabilità nazionale per una loro diffusione a cadenza regolare”, ha dichiarato il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo.

Per il consigliere CNEL e capodelegazione Terzo Settore Non Profit Gian Paolo Gualaccini, “Con l’Action Plan, la Commissione Europea propone un salto di qualità nella concezione politica del ruolo dell’economia sociale non più residuale e subalterno rispetto alle politiche pubbliche del welfare ma un soggetto capace di ridisegnare l’economia post-Covid attraverso modelli economici inclusivi e sostenibili, capaci di dar luogo a una trasformazione ecologica, economica e sociale più equa”.

Ai lavori, moderati da Gianni Todini, direttore responsabile Askanews, sono intervenuti anche Giovanna Melandri, presidente Human Foundation; Gianluca Salvatori, segretario generale Euricse; Paolo Venturi, direttore AICCON - Università di Bologna; Vanessa Pallucchi, portavoce Forum Terzo Settore; Luca Jahier, past president CESE; Ruth Paserman, direzione DG Employment, social affairs and inclusion alla Commissione europea.

 

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