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IL CNEL DÀ VOCE AI GIOVANI CON LA CONSULTAZIONE PUBBLICA
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IL CNEL DÀ VOCE AI GIOVANI CON LA CONSULTAZIONE PUBBLICA

I giovani, in Italia, sono sempre più minoranza, purtroppo non solo demografica. E conseguentemente anche le scelte della politica si sono orientate verso altre priorità. Gli ultimi dati Istat ci dicono del costante e preoccupante calo del numero di giovani nel nostro Paese. La fascia d’età tra i 18 e i 35 anni nel decennio 2012-2022 ha perso 1,3 milioni di persone e quella tra i 60 e gli 80 anni ne ha guadagnato 1 milione. Se di fatto risultano assenti reali politiche di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro e se mancano anche quelle di sostegno alla conciliazione vita e lavoro è evidente che il declino demografico appare inevitabile. Sempre guardando i dati scopriamo che i giovani hanno tassi di occupazione nella fascia 25-34 anni di 10 punti inferiore rispetto a quella 35-49 anni e stipendi molto più bassi rispetto ai loro genitori e ai nonni.

Per fare una fotografia della situazione reale il CNEL ha promosso una consultazione pubblica dedicata e rivolta proprio ai giovani con l’obiettivo di raccogliere le loro aspettative, ansie, proposte sull’Europa, gli effetti della pandemia e il PNRR e trasferirle al Parlamento e al nuovo Governo.

L’iniziativa si configura come una grande campagna di ascolto varata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e Ricerca, il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, il Dipartimento per gli Affari europei della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Consiglio Nazionale dei Giovani e Rai per la sostenibilità.

La consultazione pubblica, fruibile attraverso la piattaforma digitale www.generazioneeu.cnel.it e i principali social network, è stata lanciata nel luglio scorso dopo essere stata presentata in anteprima ai responsabili delle rappresentanze giovanili delle parti sociali presenti al CNEL.  

“In questo contesto drammatico il CNEL ha voluto porre al centro dei suoi lavori, come ha fatto dall’inizio della consiliatura nel 2018, proprio la situazione giovanile ascoltandoli, innanzitutto e poi dando loro voce. L’obiettivo è rimettere al centro dell’agenda politica  il mondo giovanile con le sue evidenze ed esigenze. Non si tratta di aprire all’ ‘agenda Giovani’ magari in contrapposizione all’ ‘agenda Silver’ ma di occuparsi realmente delle prospettive economiche e sociali future dell’Italia: questo coinciderà necessariamente con politiche che andranno a vantaggio dei giovani”, afferma il Consigliere CNEL e Coordinatore Commissione Politiche UE e Internazionali, Gian Paolo Gualaccini che aggiunge: “questa consultazione sviluppata su una piattaforma interattiva e attraverso i social network è anche un ulteriore passo avanti nella prospettiva di coinvolgere i giovani, magari in maniera permanente, nelle attività del CNEL, soprattutto sui temi dell’economia e del lavoro. Se troppo spesso ci ritroviamo coinvolti in un dibattito politico e istituzionale puntato solo sul presente adesso è necessario, se non vogliamo assistere impotenti al declino del nostro Paese, puntare sul futuro e quindi sui giovani”.

Il progetto si rivolge ai giovani dai 14 ai 35 anni: questa fascia include sia studenti della scuola secondaria di secondo grado, ragazzi e ragazze della cosiddetta Generazione Z., ma anche universitari e specializzandi, in gran parte ascrivibili alla generazione dei Millennial. Si tratta di ragazzi cresciuti a cavallo tra l’era analogica e quella digitale, e quindi definibili come nativi (o pionieri) digitali.

La campagna di ascolto si rivolge anche ad attivisti e impegnati, gruppi di giovani particolarmente consapevoli del proprio ruolo nel mondo e dell’urgenza di agire, come quelli appartenenti a movimenti di protesta il Fridays for Future, o a giovani attivi nell’associazionismo o nel volontariato. Tutta la campagna di comunicazione sarà accompagnata dal claim sotto forma di domanda “L’Europa pensa ai giovani?”.

 

Aiutaci a dar voce ai giovani.

Clicca qui per partecipare (o far partecipare) alla consultazione.

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