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Pensioni. TREU: "Su quelle d'oro attenzione a profili di costituzionalità"

Pensioni. TREU: "Su quelle d'oro attenzione a profili di costituzionalità"

“Le proposte di intervento retroattivo sugli assegni pensionistici pongono il problema della legittimità di operazioni che incidono sui diritti patrimoniali di una platea ristretta di soggetti, i quali sarebbero destinatari di un intervento che contrasta con il principio costituzionale di uguaglianza e con il principio costituzionale che pone a fondamento del prelievo tributario la capacità contributiva”.


Lo ha detto Tiziano Treu, presidente del CNEL, oggi in audizione alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

 

“Negli ultimi anni, la Corte Costituzionale, pur maturando consapevolezza sulla necessità di correttivi, si è espressa affermando che interventi peggiorativi sulle pensioni sono tendenzialmente ammissibili soltanto se ritenuti “non irrazionali” né “arbitrari”, “non eccessivamente lesivi” dell’affidamento del cittadino, ma improntati ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità”, ha aggiunto.

 

“Gli interventi correttivi proposti dalle proposte di legge attualmente in discussione, invece, non sarebbero inquadrabili come contributi previdenziali in senso tecnico, ma si configurerebbero come prestazioni patrimoniali imposte. La spesa pensionistica si attesta attualmente attorno al 16% del Pil, le pensioni di anzianità rappresentano il 45% del totale, mentre il 10% delle pensioni più elevate costituisce all’incirca il 25% della spesa. Sussistono inoltre disuguaglianze in ambito pensionistico. L’Italia è divisa in tre “platee”: lavoratori che percepiscono un trattamento sganciato dagli effettivi contributi versati, lavoratori che percepiranno un trattamento strettamente connesso a quanto versato e infine lavoratori che avevano aspettative oggi disattese per effetto del passaggio al regime contributivo, ha sottolineato.

 

“Sono da perseguire senza indugio gli obiettivi di una maggiore equità di trattamento, del contrasto alla povertà e alle diseguaglianze, ma la strada tecnicamente meno rischiosa è l’introduzione di uno strumento di solidarietà di scopo. Uno strumento limitato a tre anni e improntato ai criteri di proporzionalità, ragionevolezza e progressività. Così è più facile superare la valutazione di costituzionalità e ribadire le ragioni di solidarietà previdenziale, mirante ad accrescere il tasso di occupazione e il rapporto attivi-pensionati”, ha concluso il presidente Treu.



Scarica il parere presentato in audizione

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