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CASELLATI: CNEL PATRIMONIO DI CONOSCENZE E COMPETENZE
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CASELLATI: CNEL PATRIMONIO DI CONOSCENZE E COMPETENZE

“Il CNEL non è soltanto una sede istituzionalizzata per favorire il confronto tra le parti sociali e i rappresentanti delle categorie produttive: è un patrimonio di conoscenze e di competenze, come ci testimoniano i tanti documenti predisposti nel corso della sua attività, tra pareri, osservazioni, proposte, rapporti, relazioni, studi, ricerche e disegni di legge”.

 

Lo ha affermato il Presidente del Senato, Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati, intervenendo all’Assemblea Straordinaria che si è svolta a Villa Lubin in occasione della giornata celebrativa del 60° anniversario dell’istituzione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

 

Il presidente Casellati, poi, ha voluto esprimere il suo apprezzamento per il lavoro svolto nell’ultimo anno dal CNEL, dal Presidente Tiziano Treu, dal Segretario Generale Paolo Peluffo e dai consiglieri, espressione di 34 forze sociali e produttive del Paese.

 

“Ritengo quindi doveroso riconoscere al Presidente Treu e a tutti i componenti dell'attuale Consiliatura il merito di essersi fatti promotori di un significativo processo di autoriforma, teso a creare i presupposti perchè il CNEL possa trovare una nuova collocazione all'interno dell'ordinamento”.

 

Il Presidente del Senato ha indicato anche una serie di attività per rafforzare il ruolo del CNEL.

 

“L’analisi e il riordino della contrattazione collettiva, innanzitutto; la certificazione della rappresentatività sindacale e delle associazioni datoriali;  la predisposizione di strumenti digitali per raccogliere i dati relativi ai percorsi educativi e professionali di ogni singolo lavoratore, al fine di offrire un quadro aggregato di informazioni su cui elaborare efficaci piani di sviluppo economico; esprimersi in materia di competitività e di crescita sostenibile anche nell'ambito degli obiettivi di politica economica e sociale fissati dall’Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite”.

 

Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Salvatore Giuliano che ha espresso apprezzamento per l’attività del CNEL negli ultimi mesi con particolare riferimento alla consultazione pubblica sul futuro dell’Europa a cui hanno risposto già oltre 12.000 cittadini, tra cui migliaia di studenti. L’Assemblea si è chiusa con la lectio magistralis del prof. Massimo Luciani.

 

“Il CNEL è e vuole essere non solo organo di alta consulenza a Governo e Parlamento, ma espressione istituzionale della società organizzata; un luogo dove le parti sociali e le associazioni possono dare il loro contributo alla vita del Paese”, ha affermato il Presidente Treu concludendo l’Assemblea Straordinaria.

Siamo convinti che oggi più che mai la nostra società disorientata e liquida ha bisogno di un collante fatto della partecipazione attiva delle persone e delle organizzazioni. Per le stesse ragioni, la complessità sociale in cui siamo immersi richiede mediazioni sostenute da analisi intelligenti e inclusive, non semplicismi e scorciatoie “verticali”. Ne abbiamo bisogno per tenerci insieme: da una parte per vincere le solitudini e le paure, per contrastare le diseguaglianze e dall’altra per vincere le tentazioni populiste e autoritarie. Queste convinzioni sono condivise dalle organizzazioni presenti al CNEL e sono state autorevolmente espresse questa mattina dai loro rappresentanti. Essi hanno confermato l’appello approvato dalla assemblea del CNEL qualche tempo fa e lanciato a tutte le organizzazioni sociali e politiche per chiamarle a condividere i nostri valori, chiedendo non approvazioni o critiche aprioristiche ma stimoli e contributi per interpretare meglio la nostra missione”, ha rilevato il presidente Treu.

“Ora la sfida è di adeguare strategie e strumenti per svolgere efficacemente il nostro ruolo in un contesto così diverso da quello delle origini. E’ una sfida non solo per il CNEL ma per tutte le rappresentare sociali, civili e politiche che hanno a cuore i principi costituzionali e vogliono operare per renderli vivi nel nostro tempo. Il nuovo CNEL è stato riattivato dopo il referendum del dicembre 2016 per iniziativa dei presidenti Mattarella e Gentiloni, non solo per rispetto dell’esito referendario, ma per la loro profonda convinzione della perdurante attualità della missione affidatagli dalla Costituzione - ha aggiunto - Il CNEL è e vuole essere non solo un organo di alta consulenza del Governo e del Parlamento, ma anche una espressione istituzionale della società organizzata; un luogo istituzionale dove le parti sociali e le associazioni civili possono dare liberamente il loro contributo alla vita democratica del Paese. Siamo convinti che questo contributo è prezioso e insostituibile. E’ prezioso perché si avvale oltre che di alte competenze tecniche anche di una expertise sociale, come la chiamava De Rita, che è essenziale per affrontare con competenza e saggezza, senza improvvisazioni e facilonerie, le maggiori questioni sociali del Paese. Per questa sua composizione e per le competenze accumulate, il CNEL può promuovere quella coesione sociale e quella cooperazione fra forze e idee diverse che è necessaria per fare progredire la società e la stessa economia. La coesione e la collaborazione sociale sono beni pubblici necessari per dare fiducia alle persone e per mobilitare le energie migliori della nostra popolazione”. 

L’Assemblea straordinaria a cui hanno preso parte numerose autorità, è stata preceduta nella mattinata dalla tavola rotonda su “L’attualità del ruolo del CNEL, la funzione dei corpi intermedi e la rappresentanza in Italia” con la partecipazione del presidente del CNEL Tiziano Treu, quello di Confindustria Vincenzo Boccia, il Segretario Generale della CGIL Maurizio Landini, della CISL Annamaria Furlan, della UIL Carmelo Barbagallo, il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, quello di Legacoop Mauro Lusetti e Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore in rappresentanza del mondo associativo.

 

“Sono orgoglioso del ruolo che i corpi intermedi assumono per il Paese nei momenti più delicati. La democrazia è anche il rispetto della rappresentanza, che qui al CNEL ha il suo riconoscimento naturale nel solco tracciato dalla Costituzione - ha affermato il Presidente Boccia - Risedersi al tavolo con i sindacati con l'obiettivo di un nuovo patto, un ‘Patto per il Lavoro’, sarà occasione di confronto con i tre segretari specialmente in questo momento delicato della vita del Paese”.

 

Pensiero rafforzato ulteriormente da Furlan: "Non si può abbandonare il modello della rappresentanza, politica e sindacale. È necessario ora più che mai un maggiore riconoscimento del ruolo dei corpi intermedi”.

 

Secondo Barbagallo, “L’accordo per la rappresentanza esiste da anni. Il fatto che Cgil, Cisl e Uil siano rappresentativi in questo Paese non abbiamo bisogno di dimostrarlo ogni volta. Dobbiamo rimettere al centro costituzionale questa istituzione”.

 

Landini, per ribadire il ruolo del CNEL e richiamare il valore costituzionale del ruolo delle parti sociali, ha voluto ricordare Giuseppe Di Vittorio: “Vanno bene i valori per cui siamo ancora qui - ha detto - ma dobbiamo affrontare temi nuovi, avere l'umiltà di cambiare per affrontare le nuove sfide poste dalla realtà. Insieme ci dobbiamo confrontare anche con un nuovo modello di produzione e con il tema della sostenibilità ambientale”.

 

Secondo Merletti, “il valore dei corpi intermedi è sociale oltre che economico, irrinunciabile il ruolo della #rappresentanza delle piccole e medie imprese. Il futuro dell’Italia è nella qualità dei prodotti non nella dimensione delle imprese”.

 

“E’ importante accordare la rappresentanza non solo su bisogni e aspirazioni, ma anche sulle sfide future delle nostre comunità e del Paese, a partire dai nuovi modelli di sviluppo, di lavoro, di civismo, di protezione sociale”, ha detto Fiaschi.

 

Nel pomeriggio la presentazione del libro “Per una storia del Cnel. Antologia di documenti (1946-2018)” (Il Mulino, 2019), a cura dello storico Salvatore Mura, dell’Università di Sassari con Paolo Peluffo, il presidente Treu, il consigliere Gianpaolo Gualaccini, il prof. Francesco Bonini, Rettore dell’Università Lumsa di Roma e Giuseppe Scanni, giornalista e saggista.

 

“E’ la prima volta che viene pubblicato un elenco completo degli atti prodotti dal CNEL in 60 anni di attività. Dopo tante cose dette, senza conoscenza, senza approfondimento, su questo organo previsto dalla Costituzione repubblicana quale presidio vivente dell’idea sociale e partecipativa dell’economia, ecco dei dati oggettivi”, ha ricordato Peluffo, come ha scritto anche nella prefazione del libro.

 

“Ebbene, troviamo in appendice l’elenco dei titoli dei 1011 atti deliberati in sessanta anni di attività - un periodo irto di ostacoli - che sono stati ciascuno il risultato di un lavoro preparatorio di dimensione impressionanti, che ha coinvolto organizzazioni del mondo produttivo rappresentative di milioni di lavoratori e operatori. Per esempio si comprende finalmente che i 22 disegni di legge del CNEL vanno valutati integrandoli con i 367 documenti di “Osservazioni e Proposte”.

 

“Nel linguaggio regolamentare del CNEL si tratta di atti di suggerimento legislativo al Parlamento e Governo che, per rispetto delle prerogative dell’articolo 64 della Costituzione, il Consiglio ha preferito elaborare in forma di documento discorsivo e non di articolato. Tanto è vero che le Osservazioni e Proposte vengono approvate dall’Assemblea non già in base all’articolo 99 comma 2 della Costituzione ma del comma 3, ovvero della iniziativa legislativa che il CNEL condivide con i soli consigli regionali. Sono tanti o sono pochi? Ciascuno valuti in coscienza. Certo come potremmo valutare il documento di Osservazioni e Proposte approvato il 4 giugno 1985 - relatore Luigi Mengoni - che aprì la strada dell’accordo sul costo del lavoro del 1992-1993? Quell’atto del CNEL fu la base di tutte le riforme del mercato del lavoro, delle forme contrattuali, degli anni Novanta e Duemila. Quanto pesa quel solo documento di Osservazioni e Proposte nella storia d’Italia? Quanto pesa il disegno di legge sulla difesa del lavoro femminile, primo intervento storico in Italia a tutela della parità di genere alla fine degli anni Cinquanta? O la proposta legislativa per proibire il licenziamento delle lavoratrici per matrimonio? Fu il CNEL il primo a indicare nell’introduzione dell’informatica nella Pubblica Amministrazione fin dagli anni Ottanta la strada per la riforma e per l’efficienza; fu promotore, tra l’altro, della creazione del Servizio sanitario nazionale, della scuola media unificata. Come valutare la concezione e la firma – sotto la guida di Giuseppe De Rita - di 109 patti territoriali nel 1997 per lo sviluppo dei sistemi locali della produzione, prima della riforma del Titolo V della Costituzione? O l’elaborazione con ISTAT dei parametri del Benessere Equo e Sostenibile (BES)? E che cosa dire di 370 rapporti, relazioni e studi, tra i quali i venti rapporti sul mercato del lavoro, le sei relazioni sulla qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni, centrali e locali? Un lavoro imponente che non ha eguali anche in centri studi di primo piano”.


 

Leggi il discorso del Presidente Alberti Casellati


Leggi il discorso del Presidente Treu

 

 

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