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IL FUTURO DEL LAVORO ALLA LUCE DEI CAMBIAMENTI SOCIALI ED ECONOMICI
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IL FUTURO DEL LAVORO ALLA LUCE DEI CAMBIAMENTI SOCIALI ED ECONOMICI

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Nel corso degli ultimi anni si è assistito a un’impressionante crescita del part time (anche involontario) ed è aumentato il lavoro “povero”, cioè quello che non garantisce il reddito necessario. Sono due dei dati che emergono dal XX Rapporto "Mercato del lavoro e contrattazione collettiva”, elaborato dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro in collaborazione con ANPAL e INAPP che sarà presentato giovedì 16 maggio a Roma nell’ambito del ForumPA.


Presso la “Nuvola” di Fuksas all’Eur il CNEL promuove il convegno su "Il futuro del Lavoro alla luce dei cambiamenti sociali ed economici”. Dopo i saluti di Carlo Mochi Sismondi, presidente di ForumPA e l'introduzione del presidente del CNEL Tiziano Treu, sono previsti gli interventi della prof.ssa Silvia Ciucciovino, consigliere del Cnel e ProRettore dell'Università RomaTre; della Sen. Nunzia Catalfo, presidente della Commissione Lavoro del Senato e del Sen. Tommaso Nannicini, economista. Coordina il caporedattore del TG1 Marco Frittella.


La ripresa dell’occupazione è senza dubbio un fatto positivo tanto più in un periodo di debole crescita, ma che non si sia tradotta in un aumento del volume del lavoro rispetto al periodo pre-crisi, perché tra le persone occupate sono molte di più quelle che lavorano a orario ridotto che quelle impiegate a tempo pieno (la quota delle seconde cala dell’8%) - afferma il Presidente Treu - È cresciuta anche la quota del part time involontario, soprattutto per le donne il saggio sottolinea come le differenze di genere, il carattere involontario dei nuovi part time e la loro distribuzione diversificata sul territorio con la penalizzazione del sud, mostrano che non siamo di fronte a una felice ridistribuzione del lavoro fra le famiglie, ma ad una minore intensità del lavoro e a una disoccupazione diseguale, disoccupazione che oltretutto ora manifesta nuovi segnali di aumento. E per di più tali fenomeni critici, pur presenti anche in altri Paesi, sono particolarmente accentuati in Italia.


Il Rapporto di quest’anno tocca i principali aspetti della regolazione del lavoro e delle relazioni contrattuali: l’evoluzione dei lavori e delle condizioni dei lavoratori, le politiche attive e le politiche passive, la contrattazione collettiva e i suoi contenuti. Il rapporto raccoglie contributi diversi di esperti del CNEL, di ricercatori dell’ANPAL e dell’INAPP con cui il CNEL ha da tempo una attiva collaborazione, nonché di economisti, sociologi e giuristi.

A fronte dell’aumento del lavoro part-time, si sono ridotte notevolmente le ore lavorate a testa. Se prima della crisi erano in media 38 ore a settimana (tra i dipendenti), nel 2015 la media era scesa a 36,9 ore, per effetto soprattutto di una caduta del numero di ore lavorate dai decili di bassi, ovvero da chi lavora meno delle “tipiche” 40 ore settimanali da orario full time”, si legge nel Rapporto. “La ripresa dell’occupazione osservata nelle statistiche è stata prevalentemente in termini di occupati, ma non di ore lavorate; ciò è dovuto al moltiplicarsi di impieghi a orari ridotti, ad esempio utilizzando i contratti a chiamata o i voucher (fino alla loro abolizione). Se per definire il lavoro povero si utilizza il reddito mensile, anziché il salario orario, è possibile cogliere nell’area di povertà anche quei lavoratori che, pur percependo salari orari adeguati, hanno impieghi a orari ridotti che non consentono loro di ottenere redditi mensili dignitosi, ovvero sopra la soglia di povertà (calcolata a partire dalla mediana dei redditi mensili, basata sul salario orario mediano e sulle ore lavorate mediane). Il numero di lavoratori in povertà è più elevato, pari a quasi 4,1 milioni di lavoratori (corrispondenti al 24,1% dell’occupazione dipendente): la differenza nella quantificazione, pari a circa 1 milione di occupati, rispetto alla precedente definizione basata sul salario orario è da ricondurre alla ridotta intensità di lavoro, in termini di ore lavorate”.


Questo evento è il secondo appuntamento di un ciclo di incontri che prevede la presentazione del Rapporto "Mercato del lavoro e contrattazione collettiva” in diverse città italiane. Il prossimo incontro è in programma a Napoli il 5 giugno presso il foyer del Centro di Produzione Rai di Napoli.

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