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IL LAVORO RACCONTATO DAI MEDIA
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IL LAVORO RACCONTATO DAI MEDIA

Le competenze dei lavoratori sono inadeguate rispetto alle esigenze delle imprese, soprattutto nel Mezzogiorno. I media hanno un ruolo fondamentale nel raccontare com'è cambiato il lavoro e quali sono gli aspetti su cui formarsi”. Ad affermarlo è Tiziano Treu, presidente del CNEL, in vista della presentazione del XX Rapporto “Mercato del lavoro e contrattazione collettiva” del CNEL, in collaborazione con ANPAL e INAPP, in programma a Napoli mercoledì 5 giugno (ore 9.30) nel foyer dell’Auditorium del Centro di Produzione della Rai.

I media hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nel mercato del lavoro, ruolo che diviene ancora più attuale oggi alla luce dei cambiamenti epocali che stanno interessano proprio l’evoluzione del lavoro, di cui la gig-economy è uno dei fenomeni più evidenti.  

A Napoli, a partire dai contenuti del XX Rapporto “Mercato del lavoro e contrattazione collettiva” il CNEL propone una riflessione con esperti di comunicazione, giornalisti ed economisti sull'influenza dei media sul mercato del lavoro e sulle sue evoluzioni, anche normative.  

Dopo i saluti iniziali di Francesco Pinto, direttore del Centro di produzione Rai di Napoli e di Antonello Perillo, caporedattore TGR Campania, ne discuteranno Tiziano Treu, presidente CNEL Paolo Peluffo, segretario generale CNEL; Michele Renzulli, caporedattore TG1; Massimo Lo Cicero, economista dell’Università Suor Orsola Benincasa; Virgilio D’Antonio, direttore del dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno.

Coordina Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania.  

Il Rapporto analizza le dinamiche del mercato del lavoro dopo la crisi, le novità istituzionali introdotte negli anni recenti con le riforme dei rapporti di lavoro e le misure di contrasto e i principali fenomeni in corso. 

Dai dati emerge che oltre 3 mln di lavoratori - ma si arriva a 5.2 se si considera il reddito annuale invece di quello mensile - e 2.2 mln di famiglie risultano povere nonostante almeno un componente sia occupato, resta alta la disoccupazione.  

Le migliori pratiche italiane e internazionali confermano che un insegnamento all'altezza delle sfide attuali deve saper combinare in modo nuovo la formazione di competenze tecniche e specialistiche con l’arricchimento delle conoscenze di base e con lo sviluppo delle capacità relazionali e di risposta positiva ai cambiamenti - aggiunge TreuQueste sono capacità che le macchine intelligenti non possono replicare e che continueranno a essere richieste anche in contesti ad alta intensità tecnologica. Inoltre le stesse pratiche indicano la importanza di lasciare l’accesso ai vari istituti formativi nel corso della vita alle scelte dei singoli e di dotarli di strumenti adeguati come quello previsto dalla normativa francese sul cosiddetto conto personale di formazione”.

Scarica il XX Rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione collettiva 

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