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MATTARELLA AL CNEL PER L’INCONTRO SUL FUTURO DELL’EUROPA
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MATTARELLA AL CNEL PER L’INCONTRO SUL FUTURO DELL’EUROPA

“Le disuguaglianze costituiscono non solo la più grave ingiustizia sociale ma anche un ostacolo alla crescita perché concentrano le risorse e i beni comuni in pochi privilegiati e precludono la mobilitazione delle energie di molti”. 

Lo ha affermato il Presidente del CNEL Tiziano Treu nell’intervento di apertura dell’Assemblea straordinaria del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro in occasione della Riunione annuale dei Presidenti e Segretari Generali dei Comitati Economici e Sociali dei paesi europei alla presenza del Presidente della Repubblica. 

Sergio Mattarella, accolto da un lungo applauso, non ha voluto mancare alla riunione dell’organismo europeo, confermando la sua attenzione alle sorti e al futuro dell’Europa. Quello di Villa Lubin, infatti, rappresenta un momento importante di confronto tra i rappresentanti delle parti sociali e delle forze produttive di tutta Europa in vista dell’insediamento del nuovo Parlamento europeo, a cui sarà indirizzato il documento conclusivo contenente indicazioni e proposte per l’azione politica. 

“I nostri Consigli sono tutti impegnati, con le forze del mondo produttivo, del lavoro e della società civile che rappresentano, a sostenere le nuove istituzioni europee e a promuoverne una azione coerente in vista degli obiettivi dell’agenda 2030”, ha aggiunto Treu

E proprio l’agenda 2030 è stata al centro degli interventi di Luca Jahier, il presidente del Cese, il Comitato Economico e Sociale Europeo, del Ministro per gli affari europei Enzo Moavero Milanesi e di Enrico Giovannini, portavoce dell’Asvis. 

“Ogni anno in Europa 500mila persone muoiono per patologie ambientali. Sull’agenda 2030 bisogna decidere con urgenza da che parte stare”, ha detto Giovannini. Prima di lui è stato Jahier a introdurre il tema dell’incontro dei rappresentanti europei dei CES, anticipando i temi del documento finale che sarà inviato al nuovo Parlamento europeo. 

“L'agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 adottata dalle Nazioni Unite deve diventare la strategia centrale dell'Unione Europea - ha sottolineato Jahier - I cittadini europei con il voto del 26 maggio hanno dato all'Ue un'opportunità: hanno voluto dare altri cinque anni ad un governo europeo capace di prendere decisioni e di consolidare le finalità del progetto europeo. Al prossimo Parlamento europeo e alla prossima Commissione - ha aggiunto - chiediamo una leadership politica, ferma e risoluta, magari con un vice presidente preposto all'attuazione dell'Agenda 2030. L’Europa ha di fronte 5 grandi trasformazioni: quella economica, dettata dalla 4° rivoluzione industriale; quella energetica e ambientale; la trasformazione sociale e del lavoro; quella democratica e geopolitica. Sfide in cui, rispetto al passato, non si potrà non tenere in conto le aspettative delle forze sociali e produttive di ogni singolo Paese”. 

“Bisogna mettere la persona al centro dell’attività normativa ed esecutiva”, ha osservato il Ministro Moavero Milanesi. “Essere attenti all’ambiente significa prestare attenzione allo sviluppo e alla preservazione del territorio, alla salute delle persone e alla spesa sociale. La crisi del 2008-2013 ha lasciato una pesante eredità nell'Unione europea con un’accentuazione delle disuguaglianze e delle asimmetrie tra gli Stati membri e tra i cittadini. Bisogna cercare di agire per colmarle”. Poi concludendo: “La mancanza iniziativa legislativa del Parlamento Europeo è un problema da risolvere. L'Unione europea dovrebbe farsi promotrice di un accordo inter-istituzionale in base al quale la Commissione debba fare proprie alcune delle iniziative legislative promosse da uno o più gruppi all'interno del Parlamento europeo. Sono necessari interventi e riforme per riflettere su prospettive comunitarie. Chi segue le vicende europee sa bene che il sociale non è sicuramente il settore in cui sono stati fatti i progressi più significativi, nonostante un certo numero di iniziative pregevoli in questo senso: possiamo e dobbiamo fare di più”. 

All'ssemblea straordinaria hanno preso parte i vicepresidenti del Senato e della Camera dei deputati, Ignazio La Russa e Mara Carfagna; il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti; il Vice Ministro all’istruzione Lorenzo Fioramonti; il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema, il Segretario Generale Franco Massi e il Capo di Gabinetto, Mauro Orefice, la Capo rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Beatrice Covassi, i segretari della UIL, Carmelo Barbagallo e della CGIL, Maurizio Landini

“I diritti devono essere implementati con strumenti più efficaci del passato, come il Cnel Italiano ha sostenuto nel suo appello per l’Europa proponendo di investire di più nelle infrastrutture sociali (educazione, sanità, politiche abitative, politiche e attive del lavoro). L’obiettivo è di costruire un social compact Europeo, un patto sociale e istituzionale in grado di intervenire sui bisogni più urgenti delle persone. Siamo convinti che perseguire coerentemente i diversi obiettivi della sostenibilità è funzionale anche a un crescita equilibrata e duratura. Serve a promuovere una competitività fondata sulla qualità delle imprese, sulla innovazione e sui talenti delle persone, piuttosto che sullo sfruttamento delle risorse, sul peggioramento delle condizioni di lavoro e sulla riduzione dei diritti”, ha concluso Treu.

Al termine della cerimonia, il presidente Mattarella, accompagnato dal presidente Treu, ha visitato la mostra fotografica, allestita a Villa Lubin, dal titolo “CNEL60, l’Italia in cammino tra Costituzione e lavoro” (nella foto in gallery). Le immagini, una trentina, sono estratte da un volume, realizzato per l’occasione dall’agenzia ANSA, che ripercorre i primi 60 anni di storia del Cnel, raccontando il ruolo dell’organo costituzionale negli snodi fondamentali della vita sociale, politica, economica e culturale del Paese.


La sintesi dell'evento nel filmato del Quirinale

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