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CONSIGLI ECONOMICI, L'AGENDA 2030 SIA PRIORITARIA PER L'UE
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CONSIGLI ECONOMICI, L'AGENDA 2030 SIA PRIORITARIA PER L'UE

“L’Agenda 2030, adottata dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 e approvata dall'Unione europea, deve essere la priorità generale e incontestabile dell'Unione europea per il prossimo decennio”

Questa è la sintesi delle conclusioni della riunione annuale dei presidenti e dei segretari generali dei Consigli economici e sociali dei Paesi UE e del CESE che si è svolta a Roma, al CNEL e che sono già state inviate al Consiglio europeo che si riunirà domani e venerdì. 

L’Agenda 2030, con i suoi 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile, è l’unico strumento che “consente di rispondere efficacemente alle sfide economiche e sociali che l'Europa deve affrontare, tenendo conto delle limitate risorse del pianeta.  L’Europa si trova di fronte due sfide fondamentali, quella della povertà e delle diseguaglianze e quella della tutela ambientale”. 

Ogni anno, come è emerso dal meeting di Roma, oltre 500mila persone muoiono per patologie legate all’inquinamento ambientale. 

Nel documento, si legge anche che “che le questioni sociali, economiche e ambientali sono strettamente interconnesse e che un’Europa equa e sostenibile potrà essere conseguita soltanto se saranno realizzati progressi sostanziali in tutte queste dimensioni e in modo integrato. Inoltre, sulla base del pilastro europeo dei diritti sociali sono già state adottate importanti misure, e che tale impegno deve essere ulteriormente rafforzato, in quanto elementi significativi del pilastro non sono stati, in gran parte, ancora affrontati e rimangono da attuare (come il capitolo “Protezione sociale e inclusione sociale”). Il pilastro deve essere utilizzato come strumento per attuare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, dal momento che gli obiettivi sono collegati ai diritti e ai principi che ne derivano”. 

L’Agenda 2030 - secondo i rappresentanti delle forze sociali e produttive di tutta Europa che si sono incontrati al CNEL - è la strategia vantaggiosa per tutti, per i datori di lavoro perché è evidente che la vera battaglia per la competitività si svolgerà, a livello mondiale, nei settori della mobilità, auto elettriche, energie rinnovabili, trasformazione della plastica e batterie. Le imprese sostenibili, come fonte di innovazione, creatività e ricchezza, stanno diventando la nuova realtà. E’ vantaggiosa per i lavoratori, diversi obiettivi di sviluppo sostenibile sono legati alla dimensione sociale del progetto europeo: abolizione della povertà, eliminazione della fame, salute e benessere, istruzione di qualità, parità di genere, lavoro dignitoso e crescita economica, riduzione delle disuguaglianze. L'Agenda 2030 rappresenta pertanto un baluardo estremamente solido per arginare le disuguaglianze sociali, e potrebbe costituire la base per il contratto sociale del XXI secolo”. 

L’Agenda, infine, è “la strategia vantaggiosa per la società civile, perché essa potrebbe rivelarsi decisiva ai fini di un adeguato monitoraggio dell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile”. 

La rete dei Cnel europei può contribuire, in qualità di corpi intermedi, a rinsaldare il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini “diventando anche consigli per la partecipazione civica incaricati dell’organizzazione di consultazioni pubbliche”.


Leggi il documento contenente le conclusioni finali 

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