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BANCHE, PREVISIONI PER IL TRIENNIO 2019-2021 POSITIVE SECONDO IL CER
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BANCHE, PREVISIONI PER IL TRIENNIO 2019-2021 POSITIVE SECONDO IL CER

Il 2018 si è chiuso in modo positivo per il sistema bancario italiano. L’utile è stato di oltre 12 miliardi, quasi raddoppiato rispetto al 2017, che era interamente dovuto a poste straordinarie. A questo risultato ha contribuito il netto calo degli accantonamenti (oltre 9 miliardi in meno), il miglioramento dei margini e la riduzione dei costi. Sono alcuni dei dati che emergono dal primo Rapporto “Banche” 2019 del CER presentato al Cnel nell’ambito del convegno “L'eccezione e la regola. Conti delle banche italiane, bail-in, national discretion”. Con il presidente Vladimiro Giacchè ne hanno discusso il Segretario Generale del CNEL, Paolo Peluffo, l’economista Antonio Forte, il prof. Alessandro Carretta, Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari dell’Università Tor Vergata e il sondaggista Nicola Piepoli, presidente dell’omonimo istituto di ricerca.

Critica, invece, la situazione nei rapporti con le imprese. “Non sembra ritrovare slancio” – si legge nel Rapporto – “il credito erogato al settore produttivo. Nel corso del 2018 la riduzione dello stock si è arrestata, ma nella prima parte del 2019 è ritornato a contrarsi. La relazione tra banche e imprese sembra essersi strutturalmente deteriorata”. Tutt’altra storia il mercato del credito alle famiglie, in continua crescita. Si conferma più vivace il credito erogato alle famiglie, ormai in espansione da molti mesi. Se la riduzione dello spread si rivelasse permanente ciò potrebbe moderare ulteriormente i tassi di interesse bancari e dare un po’ di impulso alla domanda di credito”.


Le banche italiane continuano a mostrare, nel confronto europeo, una più accentuata focalizzazione sull’attività creditizia”, ha detto Vladimiro Giacchè, introducendo il convegno. “Il miglioramento previsto nei conti nazionali per il 2019 e il cambiamento nella maggioranza di governo hanno prodotto una rapida riduzione dello spread tra i tassi d’interesse italiani e quelli tedeschi facendo calare i tassi di interesse dei titoli di stato italiani verso nuovi minimi. Nel corso degli ultimi 12 mesi rilevati dalle statistiche, cioè tra maggio 2018 e maggio 2019, gli impieghi totali erogati dal sistema bancario italiano sono

diminuiti del 3,0%, contro un aumento del 7,8% in Francia, del 4,1% in Germania e del 3,2% nell’Area Euro”.

 

Nonostante il buon risultato complessivo realizzato nel corso del 2018, vi sono, infatti, ancora problemi irrisolti nel sistema bancario italiano. Non sono più problemi sistemici come in passato, ma le difficoltà di alcune banche incidono su tutto il sistema.

 

Nel nuovo Rapporto Banche del CER l’analisi non è stata limitata ai numeri e alle dinamiche del settore, ma è state estesa alle National discretion, cioè a quelle regole bancarie che sono modificate dalle autorità di vigilanza nazionali creando disparità di trattamento tra le banche attive all’interno del mercato unico europeo.

La possibilità, ammessa da Direttive e Regolamenti, che le autorità nazionali possano modificare alcune impostazioni della regolamentazione bancaria contribuisce a creare confusione in quello che dovrebbe essere un mercato unico e uniformemente vigilato. L’impatto che tali scelte nazionali possono avere sulle banche non è trascurabile, come mostrato nel recente Working Paper BCE”.

 

Nel corso del convegno, il Segretario Generale, Paolo Peluffo, ha presentato le proposte del CNEL sulla riforma dell’Unione bancaria, sul ruolo della BCE e sul bail-in contenuto nel documento di Osservazioni e proposte Il processo di integrazione dell’Unione bancaria europea: i vecchi problemi aperti e le criticità del nuovo assetto di regole”.

Il Cnel e le 38 forze sociali rappresentate nel Parlamentino, anche alla luce dei casi italiani e delle ultime sentenze in materia, chiedono all’Italia di prendere una posizione definita in ambito europeo. “Occorre superare un modello basato esclusivamente sulla proposizione di riforme strutturali improntate all'austerità e che incidono principalmente sulle fasce più deboli della società”.

 

I dati del Rapporto CER testimoniano un sistema bancario Italiano risanato e solido. Serve fiducia per tornare a crescere nel sostegno alle imprese. Con l’introduzione del bail-in abbiamo rischiato con clausole asimmetriche sfavorevoli. Tuttavia, oggi le banche italiane sono uscite dalla fase di ristrutturazione”, ha concluso Peluffo.

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