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IL 70% DEGLI ITALIANI RITIENE FONDAMENTALE IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI NELLA RIPRESA
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IL 70% DEGLI ITALIANI RITIENE FONDAMENTALE IL RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI NELLA RIPRESA

Le associazioni giocheranno un ruolo chiave nella ripartenza dopo la pandemia. Se lo aspettano 7 italiani su 10, convinti che proprio i corpi intermedi possano integrare le attività delle istituzioni pubbliche o supplire alle loro carenze. Le priorità attese sono: aiutare le famiglie in difficoltà (41%) e assistere anziani (40%) e disabili (34%).

E’ quanto è emerso durante la presentazione della ricerca “Una società di persone? I corpi intermedi nella democrazia di oggi e di domani”, che sarà pubblicata dal Mulino a fine giugno, che raccoglie i risultati di un’ampia indagine sui problemi e le prospettive dei corpi intermedi nella società e nell’economia italiane, alla quale hanno partecipato molti dei maggiori esperti del settore, condotta da Ipsos per CNEL, Fondazione Astrid e Fondazione per la Sussidiarietà.

All’incontro, insieme ai curatori del libro, Tiziano Treu, presidente CNEL; Franco Bassanini, presidente Fondazione Astrid; Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, sono intervenuti Silvana Sciarra, giudice della Corte Costituzionale; Giuliano Amato, giudice della Corte Costituzionale; Maurizio Lupi, presidente Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà e ne hanno discusso Carola Carazzone, segretaria generale Assifero; Maria Carmela Colaiacovo, consigliera CNEL e vicepresidente Confindustria Alberghi e Federturismo di Confindustria; Paola Vacchina, consigliera CNEL e presidente di Forma e Ivana Veronese, segretaria Confederale UIL. Ha concluso Elena Bonetti, Ministra per le pari opportunità e la famiglia.

Poco più di 3 italiani su 10, secondo l'indagine, sono cittadini attivi, cioè partecipano alle attività di almeno uno dei seguenti corpi intermedi: associazioni, organismi professionale o imprenditoriali, sindacati o partiti. Gli italiani partecipano alle associazioni per rendersi utili (38%), coltivare a una passione (30%) o contribuire alla vita sociale, locale o nazionale (22%). Due terzi degli intervistati (in totale 2.000 persone) dichiarano un interesse medio o elevato per la politica (66%). La metà (49%) ha occasione di discutere di politica attraverso i social media.

Il 62% vorrebbe dare più poteri a Regioni o Comuni.

Le associazioni di volontariato restano in testa nella fiducia degli italiani (72%), seguite dagli organismi a tutela dei consumatori (61%) e dalle fondazioni culturali (58%).

Per il post-Covid gli italiani si aspettano dalle associazioni soprattutto aiuti alle famiglie in difficoltà economica (53%), assistenza agli anziani (40%) e sostegno nella ricerca di un lavoro (34%).

Alle associazioni imprenditoriali 8 italiani su 10 chiedono di promuovere un modello di sviluppo più equo e sostenibile. Ai sindacati 76 italiani su 100 domandano maggiore tutela per i giovani.

I corpi intermedi hanno un ruolo insostituibile nella vita del Paese perché anche in una società fortemente disintermediata come quella digitale c’è e ci sarà sempre la necessità di raccogliere e rappresentare in maniera indipendente istanze comuni ad intere categorie di persone, al mondo economico, produttivo o culturale e sostenerne il riconoscimento presso le istituzioni e il legislatore. È l’idea che spinse i padri costituenti a ipotizzare un organismo terzo come il CNEL in cui la società civile possa essere pienamente rappresentata, organismo, peraltro, che esiste in oltre 100 Paesi del mondo”, ha detto Treu.

Il Covid ci ha fatto riscoprire il valore della socialità e dei corpi intermedi - ha affermato Vittadini - non solo per l’aiuto alle persone fragili, ma per l’impatto economico e l’azione di coesione su tutto il sistema. L'Italia ha una grande vitalità sussidiaria che è stata riscoperta in questa fase difficile.

Emerge peraltro in modo chiaro dalla nostra ricerca che le grandi sfide della nostra epoca (il cambiamento climatico, la globalizzazione, la trasformazione digitale, le migrazioni di massa, da ultimo le pandemie) non potranno essere affrontate solo con le forze dello Stato e del mercato. L’apporto delle comunità intermedie - ha rilevato Bassanini - è decisivo per la sostenibilità sociale e ambientale delle nostre economie e per la rilegittimazione democratica delle nostre istituzioni”.

“Dobbiamo passare da una concezione difensiva della sussidiarietà a una pratica positiva. Questo è importantissimo, per esempio, per il Terzo Settore. Non si tratta di concedere qualcosa ‘di pubblico’ a enti privati ma di rispettare la natura di ogni soggetto, natura con la quale concorre all’interesse generale”, ha   proposto Lupi.

“Ringrazio il Cnel e il suo presidente Tiziano Treu per questa occasione di confronto su questioni oggi necessarie per la costruzione di una società di persone che con la loro energia e creatività contribuiscano fattivamente al bene comune - ha sottolineato la Ministra Bonetti - Grazie al contributo di riflessione offerto dalle sue autorevoli firme, il volume che presentiamo segna un punto di chiarezza nell’approfondimento dei temi della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e sociale e della sussidiarietà. Un lavoro che ci interroga in maniera ancor più significativa oggi, in un tempo inedito nella nostra storia di Paese, nel quale è sempre più chiara la consapevolezza che per ripartire serve liberare le energie inespresse di tutte e tutti, e serve farlo come comunità”.


Rivedi il seminario con la Ministra Bonetti

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