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DAL CNEL UN PATTO SOCIALE PER RIFORMA E RILANCIO DELLA UE
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DAL CNEL UN PATTO SOCIALE PER RIFORMA E RILANCIO DELLA UE

“L’Unione europea va riformata perché oggi non risponde più alle esigenze dei cittadini e dei Paesi membri. È necessario e urgente rafforzare il bilancio UE, superare il fiscal compact e liberare risorse per investimenti strategici e sul fronte del lavoro, garantire un salario minimo e indennità disoccupazione per tutti i cittadini europei”. 

L’appello viene dalle 38 forze sociali e produttive rappresentate al CNEL, in occasione della festa dell’Europa, che hanno sottoscritto il testo “Unire l’Europa per cambiarla”, un documento programmatico in 10 punti, tutti argomentati, che nasce su impulso del CESE, il Comitato economico e sociale dell’Europa e che sarà presentato a Roma il 20 maggio con il Presidente Luca Jahier. 

Il documento, che raccoglie le idee e le analisi di un ”ampio numero di associazioni sociali e produttive, anche oltre le 38 rappresentante al CNEL, condiviso dalle principali organizzazioni economiche e sociali, dai sindacati a Confindustria, le associazioni di categoria, datoriali e del terzo settore si conclude con 10 proposte. 

Le forze sociali e produttive chiedono all’Europa più investimenti e innovazione per un modello di sviluppo sostenibile; l’aumento graduale di risorse dell’Unione al 3% del PIL per progetti comuni sulle priorità economiche e sociali decise dal Parlamento europeo senza comportare aggravi a carico di lavoratori e imprese; un social compact europeo: contrasto alle diseguaglianze e alle povertà, reddito minimo, indennità europea di disoccupazione, lotta al dumping contrattuale, gestione europea delle migrazioni; un anno di Erasmus per tutti i giovani europei: studio, servizio civile, inserimento al lavoro; un piano europeo per la formazione continua e digitale; l’avvio dell’armonizzazione fiscale e fiscalità comune per grandi progetti strategici; un’accelerazione del processo di integrazione politica: elezione diretta del Parlamento europeo e attribuzione di pieni poteri legislativi al Parlamento stesso; il potenziamento del dialogo sociale e sostegno alla contrattazione collettiva europea; la promozione di consultazioni dirette dei cittadini e riconoscimento ad essi del potere di petizione verso le istituzioni europee. 

I contenuti del documento scaturiscono anche dai dati emersi dalla prima consultazione pubblica sul futuro dell’Europa che ha condotto il Cnel nei mesi di febbraio e marzo raccogliendo ben 13.500 questionari di cittadini e giovani. 

“Proponiamo un percorso di cambiamento verso un nuovo modello di Europa, più unito politicamente, più forte economicamente per fronteggiare le sfide con gli altri attori globali e molto più attento al sociale. Va in questa direzione la proposta di un social compact che renda certi alcuni diritti e tutele sociali per tutti i cittadini europei. Il documento si conclude con 10 proposte concrete che rappresentano la sintesi del nuovo indirizzo che le organizzazioni economiche e sociali chiedono alle forze politiche”, dichiara il presidente del CNEL Tiziano Treu. 

I dati mostrano una situazione per molti aspetti positiva. L’economia dell’Unione, in termini di PIL, supera quella degli Stati Uniti; l’Unione produce circa il 16,5% del prodotto mondiale e il commercio pesa all’incirca il 15% degli scambi complessivi. Con 500 milioni di consumatori e oltre 20 milioni di imprese, l’Europa è la più grande area globale in cui è assicurata la libera circolazione delle persone e il libero scambio di merci. Abbiamo oltre 240 milioni di persone occupate, il numero più alto mai registrato. Viviamo il più lungo periodo di pace mai esistito, i più bassi tassi di morte per malattie e mai la tutela dei diritti individuali e collettivi è stata garantita come in questa epoca. nella fase storica. 

Eppure, in un contesto che sembrerebbe esprimere un alto tasso di benessere, viviamo un calo di fiducia nelle istituzioni europee, spinte centrifughe crescenti e il diffondersi di sentimenti anti europei che hanno ragioni complesse ma trovano un comun denominatore nella “paura del futuro” che attraversa ormai da un decennio le nostre società. 

“Solo l’Europa unita può continuare a garantire i diritti, le tutele e le libertà individuali e collettive di cui godiamo. Solo l’Europa unita può garantire la crescita, il benessere e lo sviluppo sostenibile di cui abbiamo bisogno. Solo l’Europa unita può assicurare la tutela e la valorizzazione del comune patrimonio culturale che rappresenta la radice della nostra civiltà - si legge nel documento - Oggi l’Europa si trova ad attraversare uno dei passaggi cruciali della sua storia politica e istituzionale. Un passaggio nel quale convivono contraddizioni e spinte contrapposte. Le imminenti elezioni possono rappresentare uno spartiacque decisivo nel futuro del progetto europeo”. 

Il documento approvato dall’Assemblea del CNEL rappresenta l'esito di un percorso di elaborazione che il CNEL sta conducendo anche in vista dell'importante evento europeo che si terrà dopo le elezioni di maggio. Il 13 e 14 giugno 2019, infatti, a Villa Lubin, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del Ministro Enzo Moavero e del Presidente del Comitato economico e sociale Europeo (CESE), è in programma l’annuale Assemblea del CESE dei Consigli economici e sociali dei Paesi dell’Unione che ha l'obiettivo di redigere le raccomandazioni in materia di sviluppo sostenibile e pilastro sociale da presentare in coincidenza con l’avvio della nuova legislatura europea.


Leggi l'Appello "Unire l'Europa per cambiarla"

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