Monnanni: “L’obiettivo è rafforzare la sinergia tra istituzioni e mondo accademico”
“Vogliamo rafforzare la sinergia tra istituzioni e mondo accademico per offrire un contributo concreto e basi solide alle nostre proposte in tema di reinserimento socio-lavorativo dei detenuti”. È quanto ha affermato il Segretario Generale del CNEL Massimiliano Monnanni, nell’aprire i lavori della prima “Giornata nazionale della Ricerca Universitaria in favore dell’art.27 della Costituzione”, l’iniziativa organizzata dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro nel quadro del programma Recidiva Zero.
I lavori, a cui prendono parte docenti universitari provenienti dai principali atenei del Paese, sono strutturati in due sessioni di lavoro: una la mattina, con i panel dedicati alla dimensione giuridica, alla marginalità, al reinserimento e al ruolo della ricerca per il sistema penitenziario; una seconda il pomeriggio, dedicata ai temi degli spazi per l’inclusione, al benessere in carcere, all’analisi dei dati in materia di giustizia e recidiva.
“L'obiettivo dell’evento di oggi – ha aggiunto Monnanni – è quello di fare sistema, coinvolgendo l’intero mondo della formazione, dell'università e della ricerca che si occupa di carcere. È fondamentale uno sforzo collettivo, volto a costruire un ponte solido tra gli istituti penitenziari e la società esterna, partendo proprio dal valore della ricerca e della formazione come strumenti di riscatto e di abbattimento della recidiva. Il lavoro che stiamo portando avanti, anche attraverso il confronto costante con i rettori delle principali università italiane, punta a definire un modello d'intervento che sia organico e duraturo nel tempo”.
Nel primo ciclo di interventi della Giornata ha preso la parola Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente CRUL, che ha sottolineato il valore della Giornata organizzata dal CNEL come “punto di partenza prezioso per percorsi di ricerca sempre più integrati e interdisciplinari”. Come sancito dall’art. 27 della Costituzione, la pena “non è solo sanzione – ha aggiunto – ma deve avere una funzione rieducativa. Tor Vergata è impegnata da anni su questo fronte, con il polo penitenziario di Rebibbia, per dare concretezza alle opportunità di inclusione e reinserimento sociale dei detenuti”.
A evidenziare il significato dell’iniziativa anche Francesco Bonini, rettore dell’Università LUMSA e vicepresidente della CRUI, che ha ribadito l’importanza del dialogo tra le istituzioni, con il pieno coinvolgimento di tutte le realtà universitarie. “Questa impostazione – ha affermato – mostra in pieno il carattere dell’università nel XXI secolo, cioè un’università aperta e al servizio del Paese, anche a un livello più alto, che pone la persona al centro, che coinvolge tutte le forze vive della società, che favorisce l’interdisciplinarità e sa assumere un ruolo da protagonista in un mondo sempre più complesso”.
Per Giancarlo Monina, presidente del CNUPP (Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari), il tema della Giornata nazionale si pone come un vero e proprio manifesto programmatico, volto all’attuazione dell’art.27 della Costituzione, fornendo utili orientamenti alla ricerca scientifica in questo ambito. “Io sono ottimista – ha affermato – sul ruolo centrale che può essere assunto dall’università, un ruolo che dobbiamo saper conquistare e saper svolgere, dal punto di vista della ricerca, della didattica e della terza missione. Un obiettivo che si raggiunge passo dopo passo e in tal senso voglio rivendicare il ruolo importante del CNUPP”.
Alla sessione mattutina hanno preso parte anche i vicepresidenti del CNEL Floriano Botta e Claudio Risso, il consigliere Fiovo Bitti e il consigliere Emilio Minunzio, presidente del Segretariato permanente per l'inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà.
MINUNZIO: RECIDIVA SI ABBATTE COINVOLGENDO SOCIETÀ CIVILE, UNIVERSITÀ ATTORI FONDAMENTALI
"Questa prima giornata nazionale sulla ricerca scientifica in favore dell'articolo 27 della Costituzione – ha dichiarato Minunzio – è un evento particolarmente significativo all'interno del percorso del progetto Recidiva Zero, quella che oggi definiamo davvero una straordinaria intuizione, che nasce da un accordo interistituzionale con il ministero della Giustizia. L’iniziativa odierna si aggiunge a una lunga serie di appuntamenti ciclici che ci permetteranno di interagire in modo straordinario con la società civile. È fondamentale che questo obiettivo venga accompagnato dall'intera società: se pensiamo di poter risolvere l'abbattimento della recidiva restando solo all'interno delle mura delle istituzioni, commettiamo sicuramente un'ingenuità. In questo contesto, le università sono attori principali. L'adesione straordinaria di oggi dimostra quanto l'asticella dell'attenzione si sia elevata. E la buona notizia è che la macchina è finalmente partita”.
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