APPREZZAMENTO DELL’ASSEMBLEA CNEL PER LA RIORGANIZZAZIONE DELL’ARCHIVIO DEI CCNL

22 aprile 2026

Il dibattito nel corso della seduta odierna

Nel corso della seduta odierna dell’Assemblea del CNEL, il consigliere Michele Tiraboschi, presidente della Commissione dell’Informazione, ha illustrato la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro che la stessa Commissione ha approvato lo scorso 20 aprile all’unanimità. Nel dibattito che ne è seguito è emerso il livello di condivisione e apprezzamento per il risultato raggiunto. Di seguito gli interventi che si sono susseguiti nella Plenaria Marco Biagi.


GIANLUCA BIANCO (CISL)

"È stato un percorso lungo, sapientemente guidato dalla presidenza e dal prezioso coordinamento del Professor Tiraboschi, che ha portato a un’operazione di grande valore politico e sindacale. Grazie a questo lavoro, oggi disponiamo di un Archivio dei contratti che colma finalmente gravi lacune informative e ridimensiona il fenomeno del dumping: la narrazione dei mille contratti cede il passo alla realtà di circa 150 accordi autenticamente radicati, capaci di garantire vera qualità normativa e retributiva. Questo risultato, frutto di un confronto costruttivo tra le parti sociali anche su temi complessi come la rappresentanza, rafforza il ruolo prioritario della contrattazione e qualifica l'intero sistema CNEL all'esterno”. Lo ha affermato Gianluca Bianco, consigliere CNEL in quota CISL.


ALESSANDRO GENOVESI (CGIL)

"Ringrazio gli uffici e il presidente della Commissione dell’Informazione Michele Tiraboschi per aver permesso alle parti sociali di condividere un percorso che non aggiunge né toglie nulla, ma mette a fuoco i dettagli della realtà contrattuale. Il CNEL non è una semplice casella postale, ma il luogo in cui si qualifica il prodotto delle relazioni industriali reali, distinguendolo da altre operazioni meno trasparenti. Questa attività valorizza l'unità delle forze del lavoro. Voglio anche sottolineare la rilevanza della collaborazione con ANAC, che permette di fornire uno strumento fondamentale per le stazioni appaltanti. Mettere l’Archivio a disposizione di chi gestisce gli appalti pubblici significa garantire che il denaro pubblico sostenga finalmente la parte migliore del lavoro e delle imprese”. Lo ha affermato Alessandro Genovesi, consigliere CNEL in quota CGIL.


PAOLO CARCASSI (UIL)

“La Commissione dell’informazione ha approvato all’unanimità un documento frutto di un intenso lavoro di confronto, svolto nel rispetto della normativa vigente e in attuazione dell’articolo 35 del regolamento dell’Archivio dei CCNL. Il provvedimento definisce parametri chiari per la riorganizzazione dell’Archivio e ne avvia l’implementazione, distinguendo tra le diverse tipologie contrattuali. Rafforza quell’elemento di chiarezza che è alla base dell’Archivio. Questo rilevante risultato si inserisce nel più ampio dibattito tra le parti sociali sulla rappresentanza e offre strumenti di conoscenza funzionali all’assunzione di ulteriori decisioni. Così Paolo Carcassi, consigliere CNEL della Uil.


FIOVO BITTI (UGL)

“L’Archivio dei contratti collettivi può diventare una grande sfida per chi vuole fare sindacato in maniera corretta, propositiva e innovativa. Non dobbiamo concentrarci solo sull’aspetto retributivo, ma anche sulla carenza di competenze, su cui le parti sociali possono agire in modo concreto. Un tema fondamentale è la necessità di rafforzare la rappresentanza a livello aziendale: il ruolo del sindacalista sul posto di lavoro è decisivo. Altro tema rilevante è quello della partecipazione, oggi molto richiamato e valorizzato anche attraverso i primi ‘bollini’ del Cnel assegnati alle buone prassi. Un tema che cresce e si rafforza nelle imprese e richiede un ruolo propositivo del sindacato". Lo ha affermato il consigliere CNEL dell'Ugl, Fiovo Bitti.


ALFONSO LUZZI (CONFSAL)

"Mi associo ai complimenti per l'eccellente obiettivo raggiunto: un accordo unanime su un documento complesso di oltre duecento pagine, frutto dello spirito costruttivo e del metodo dialettico del professor Tiraboschi. Questo lavoro rappresenta un fondamentale 'work in progress' che ora richiede una lente d'ingrandimento ancora più precisa sui dettagli contrattuali. L’obiettivo è fornire una rappresentazione completa che affianchi ai dati quantitativi quelli qualitativi, evidenziando sia le criticità nei contratti più diffusi, sia le eccellenze spesso presenti in quelli meno rappresentativi. Con questa prospettiva di trasparenza e analisi del merito, confermiamo con soddisfazione il nostro parere favorevole”. Lo ha detto il consigliere CNEL in quota CONFSAL, Alfonso Luzzi.


LUIGI TARANTO (CONFCOMMERCIO)

"Esprimo vivo apprezzamento per il riordino dell’Archivio, un processo urgente per supportare politiche pubbliche basate su dati certi e per contrastare la patologia del dumping contrattuale. Attraverso il principio del radicamento statistico minimo e lo strumento delle schede contrattuali, l’Archivio facilita un confronto operativo tra contrattazione leader e minore. Emerge chiaramente la densità strutturale dei contratti leader, definita non solo dai numeri ma anche dalla storicità, dalla proiezione europea e dal welfare contrattuale dei firmatari. Questo lavoro rappresenta anche un contributo di assoluto rilievo al dibattito sulla rappresentatività”. Così Luigi Taranto, consigliere CNEL della Confcommercio.

MARCO MENNI (CONFCOOPERATIVE)

“La contrattazione collettiva del lavoro in questo Paese è una ricchezza che andava difesa ed è quel che abbiamo fatto con la riorganizzazione dell’Archivio, che rappresenta uno strumento di grande valore. Uno strumento che abbiamo valorizzato e la cui rilevanza dovrà essere misurata nel tempo. Dovremo vedere come gli utenti si comporteranno nell’utilizzo dell’Archivio e come questo percorso di sistemazione, così come lo stiamo ipotizzando, sarà orientato alla salvaguardia dei contratti collettivi nazionali”. Così Marco Menni, consigliere CNEL di Confcooperative.

PAOLA PALMIERI (USB)

“Penso che questo lavoro sia importante e dovrà essere utilizzato dalle parti sociali — mi riferisco in particolar modo alle organizzazioni sindacali — in modo che emerga la correttezza e la legalità di tutta una serie di inquadramenti dei lavoratori. I datori svolgono la loro funzione, ma altrettanto, e con più determinazione, devono fare le organizzazioni sindacali. Faccio l’esempio di quel che accade per il personale sanitario, inquadrato con il contratto multiservizi. Ma vi sono tanti casi analoghi. Quindi, con la riorganizzazione dell’Archivio è stato fatto un lavoro importante, che può aiutarci ad approfondire la condizione reale che c’è nei luoghi di lavoro. In ultimo, credo che sia assolutamente necessaria una legge sulla rappresentanza. Non pensiamo che possano essere gli accordi a definire il piano della rappresentanza e della rappresentatività delle organizzazioni sindacali”. È quanto ha dichiarato la consigliera CNEL Paola Palmieri (USB).



ALBERTO MARENGHI (CONFINDUSTRIA)

“Desidero complimentarmi con la Commissione dell’Informazione per il lavoro realizzato. Confindustria ha partecipato attivamente, contribuendo con il proprio stile a un dibattito costruttivo per giungere a una sintesi che consideriamo un solido punto di partenza. Questo è esattamente il ruolo che spetta al CNEL, permettendo di raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissati all'inizio della Consiliatura. Con questo risultato il Consiglio riafferma con forza il senso della propria esistenza e della propria visione, dimostrando di essere un presidio fondamentale per il Paese”. Così Alberto Marenghi, consigliere CNEL di Confindustria.



GUIDO CARELLA (CIDA)

"Ringrazio il presidente e tutti i protagonisti di questo risultato per il lavoro svolto. Un risultato che, dopo decenni, rappresenta un momento fondante per il futuro del mercato del lavoro. Finalmente si offre una base tecnica solida e un esempio straordinario di condivisione unanime, su cui costruire scelte strategiche. Ora la partita decisiva spetta alla responsabilità delle parti sociali: è necessario fare un passo avanti per rafforzare la contrattazione autentica e contrastare ogni forma di dumping. Il tema non è solo salariale, ma riguarda la qualità del lavoro, la correttezza del mercato e la nostra credibilità complessiva”. Lo ha sottolineato Guido Carella, consigliere CNEL in quota Cida.

 

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