AUTOMOTIVE: RAPPORTO CNEL SU RICONVERSIONE E DIVERSIFICAZIONE INDUSTRIALE DELLA FILIERA

27 maggio 2026

Relatori i consiglieri Aldo Ferrara e Paolo Pirani

L’Assemblea del CNEL ha approvato nella seduta odierna il Rapporto “Riconversione e diversificazione industriale della filiera automotive: opportunità, vincoli e politiche pubbliche”. Lo studio ha l’obiettivo di offrire al dibattito pubblico un contributo analitico rigoroso, nella consapevolezza che le scelte di politica industriale compiute nei prossimi anni determineranno in misura decisiva la capacità del sistema produttivo italiano di preservare competenze, occupazione e posizionamento nelle catene del valore internazionali. La crisi che attraversa la filiera automotive europea e italiana, infatti, non è riconducibile a fattori contingenti, ma rispecchia una trasformazione strutturale di lungo periodo, determinata dalla convergenza di tre grandi forze di cambiamento: la transizione verso la propulsione elettrica, la digitalizzazione dei sistemi veicolari e la ridefinizione degli assetti competitivi globali, con l’emergere di nuovi attori industriali capaci di sfidare posizioni consolidate in tempi storicamente brevi.

Il Rapporto restituisce un quadro complesso: le opportunità di riconversione verso i settori della difesa, del dual use e dell’aerospazio esistono e sono misurabili, ma hanno natura intrinsecamente selettiva, richiedono tempi lunghi e condizioni abilitanti che il solo mercato non è in grado di generare e, soprattutto, non possono essere confuse con politiche di compensazione occupazionale tra settori, ipotesi che i dati smentiscono con chiarezza. Pertanto, come evidenziato dai relatori, i consiglieri CNEL Aldo Ferrara e Paolo Pirani, la sfida per le istituzioni è quella di promuovere, con il coinvolgimento delle parti sociali, politiche pubbliche in grado di agire efficacemente secondo un approccio multidimensionale che consideri adeguatamente il peso di tutte le variabili - industriali, finanziarie, formative e regolatorie - che rappresentano altrettante condizioni abilitanti per una trasformazione della filiera automotive che tenga insieme competitività, occupazione, innovazione e coesione sociale.

L’analisi svolta si fonda su metodologie quantitative di frontiera, applicate a dati relativi al commercio internazionale e ai brevetti, al fine di misurare con precisione la prossimità tra le capacità produttive e tecnologiche dell’automotive e quelle dei settori verso cui la diversificazione appare più promettente. Le evidenze prodotte si avvalgono anche di un contributo di verifica empirica raccolto attraverso un ciclo di audizioni che ha coinvolto le principali istituzioni, imprese, associazioni e organizzazioni sindacali del settore.


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