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UE, GUALACCINI: SERVE NUOVO MODELLO DI CRESCITA POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE
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UE, GUALACCINI: SERVE NUOVO MODELLO DI CRESCITA POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE

La pandemia ha accentuato gli squilibri sociali negli Stati membri dell’Unione Europea. Nel nostro Paese sono aumentate la povertà assoluta familiare (+7.7%) e quella individuale (9.4%), la disoccupazione dei giovani (26,8% a dicembre 2021) e quella delle donne (12,8%), il lavoro part-time (20.3%).
E’ quanto emerge dal documento di Osservazioni e Proposte dal titolo “Per un modello europeo di crescita politica, economica e sociale”, ratificato nell’ultima riunione dell’Assemblea del CNEL su proposta della III Commissione Politiche Ue e Cooperazione Internazionale del CNEL, coordinata dal consigliere Gian Paolo Gualaccini.
Il documento contiene 3 articolate proposte sostenute dalle parti sociali rappresentate al CNEL: riforma della governance europea; aumento delle risorse comunitarie a disposizione dei Paesi membri; implementazione delle politiche sociali dell’Unione condivise.
La prima illustra la necessità, aprendo una fase costituente, di una riforma della governance europea che superi l’attuale modello intergovernativo, tramite il passaggio dal voto all’unanimità a quello a maggioranza qualificata. A questo si affianca anche una revisione della governance economica: in particolare, si propone una riscrittura dei parametri previsti dal Patto di Stabilità, tra cui quelli della regola del debito e del computo degli investimenti pubblici, e l’introduzione dei Sustainable Development Goals (SDGs- Agenda ONU 2030) come nuovo modello di riferimento valutativo economico da affiancare al PIL. La seconda proposta riguarda la rimodulazione delle risorse comunitarie dell’UE, attraverso il loro aumento graduale al 3% del PIL e la creazione di un bilancio federale europeo autonomo, che possa consolidare una sovranità economica europea. Per una crescita politica dell’Unione, c’è poi la richiesta di maggiore coesione e coordinamento nella politica estera e di difesa comune al fine di ottenere una vera e propria autonomia europea decisionale e geopolitica.

“La maggiore urgenza è rappresentata, senza dubbio, dall’avvio di un progetto articolato di welfare europeo. È convinzione del CNEL, infatti, che il benessere economico abbia un legame indissolubile con il benessere sociale. Per il raggiungimento degli obiettivi prioritari e vincolanti della politica sociale europea, nonché per la definizione di specifiche procedure nell’ambito della governance sociale che afferiscono il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali - spiega Gualaccini - Il vertice sociale di Porto del 7-8 maggio 2021 ha definito, con il Piano d’azione per trasformare i principi del Pilastro in azioni, diritti e tutele reali in grado di migliorare la vita dei cittadini europei, 3 grandi traguardi che l’UE deve raggiungere entro il 2030: incremento, almeno al 78%, del tasso di occupazione della popolazione di età compresa fra i 20 ed i 64 anni, dopo che il trend del 72,4% è stato bruscamente interrotto dalla pandemia; aumento, dal 40% del 2018 al 60%, della garanzia in capo agli adulti di partecipare, ogni anno, ad attività formative; riduzione, di almeno 15 milioni di unità, del numero delle persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Nel 2019 erano circa 91 milioni, di cui 17,9 giovani fino a 17 anni”.

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