In occasione del 227° anniversario della sua morte
Nel 227° anniversario della sua morte, il CNEL rende omaggio a Eleonora Pimentel Fonseca, una delle figure più significative della nostra storia civile e culturale.
In occasione di questa ricorrenza, la facciata di Villa Lubin, sede del CNEL, stasera si illumina di rosa.
Donna di straordinaria cultura, intellettuale, poetessa e giornalista, Eleonora Pimentel Fonseca seppe interpretare il proprio tempo con uno sguardo moderno e con un profondo senso di responsabilità verso la società. Attraverso la sua cultura e la sua instancabile attività intellettuale, fece della parola uno strumento di impegno civile e di affermazione dei principi di libertà e dignità.
Nel 1799 fu tra le protagoniste della Repubblica Napoletana, alla quale affidò il proprio talento e le proprie convinzioni. Dalle pagine del Monitore Napoletano, da lei diretto, raccontò gli avvenimenti di quei mesi tumultuosi e diede voce alle idee di rinnovamento che attraversavano Napoli.
La caduta della Repubblica non la indusse a rinnegare i propri ideali. Il 20 agosto 1799, condannata a morte, affrontò il patibolo in Piazza Mercato con fermezza e dignità.
La sua morte non ha cancellato la forza della sua testimonianza. Al contrario, il tempo ha restituito a Eleonora Pimentel Fonseca il posto che merita nella memoria collettiva: quello di una donna colta, libera e coraggiosa, capace di mettere la propria intelligenza e la propria voce al servizio di un ideale di società più giusta.
Ricordarla oggi significa riconoscere il valore di una figura che appartiene profondamente alla storia non solo di Napoli ma dell’intera nostra Nazione.
Figura che, ancora oggi, rappresenta un esempio di libertà di pensiero, coraggio civile e partecipazione alla vita pubblica.
Eleonora Pimentel Fonseca non fu soltanto una protagonista della Rivoluzione napoletana: fu una donna che ebbe il coraggio di prendere la parola, di difendere le proprie idee e di restare fedele ad esse fino all’estremo sacrificio.
A 227 anni dalla sua morte, il suo nome continua a vivere nella memoria di chi riconosce nella cultura, nella libertà e nell’impegno civile valori fondamentali per costruire il futuro.
Alla sua memoria, il nostro rispetto.
Alla sua figura, la nostra gratitudine.
Al suo esempio, la nostra memoria.
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