BRUNETTA: MONDO PROFESSIONI È SPECCHIO DELL'ITALIA, REALTÀ FONDAMENTALE PER CRESCITA PAESE

30 novembre 2023

L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CNEL IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DELL'VIII RAPPORTO CONFPROFESSIONI

"Il mondo delle professioni è una rete straordinaria, che contribuisce in modo determinante alla crescita economica. Il connubio tra Stato e mondo delle professioni è l'ingrediente fondamentale del successo del nostro Paese. Il lavoro dei professionisti si è sviluppato e modificato nel tempo, divenendo un tessuto di competenze e specializzazioni che tiene insieme l'Italia. È lo specchio dell'Italia, lo specchio migliore. Di conseguenza subisce gli andamenti economici e sociali che investono il Paese. Penso ad esempio all'inverno demografico o all'impatto che ha avuto la crisi pandemica. Il nostro è un Paese sempre più atomizzato e le libere professioni possono essere un aggregatore dei processi di crescita e di cambiamento. Vi è una grande esigenza di aggregazione e in questo il CNEL, la casa dei corpi intermedi, ha un ruolo importante, un ruolo di ascolto, di sintesi e di proposta, da sottoporre ai decisori politici. In questo modo, anche grazie alle reti come quella delle professioni, possiamo individuare i percorsi più utili al Paese". Lo ha detto Renato Brunetta, presidente del CNEL, alla presentazione dell'VIII Rapporto sulle libere professioni in Italia, presentato da Confprofessioni presso la Plenaria Marco Biagi del CNEL.

È intervenuto anche Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni e consigliere del CNEL, appena nominato coordinatore della Consulta per il Lavoro autonomo del CNEL.

"Quello delle libere professioni - Ha affermato Stella -  è un mondo ricco e variegato ma l'VIII Rapporto di Confprofessioni, che presentiamo oggi al CNEL, fotografa anche alcuni aspetti preoccupanti per il settore: la crescente terziarizzazione, il calo demografico che inevitabilmente impatta sul nostro mondo, i profondi cambiamenti tecnologici in atto, la concentrazione dei professionisti nelle aree urbane, le disparità tra sud e nord relativamente all'occupazione. Oggi tra i professionisti c'è un forte calo dei giovani: 1 professionista su 2 in Europa ha più di 50 anni. Serve un segnale, servono investimenti. Serve anche un sostegno da parte del governo e delle istituzioni". 


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