Brunetta: "La parità di genere nel lavoro conviene a tutti"

03 gennaio 2024

L'intervista del presidente del Cnel su Il Sole 24 Ore


Lavoro: Brunetta, "la parità di genere conviene a tutti"

"Le disparità tra uomo e donna nel mercato del lavoro e il fenomeno odioso della violenza economica hanno un forte impatto sulle performance economiche di un paese. Dove c'è minore disuguaglianza di genere il reddito pro-capite è più elevato. La parità di genere nei diritti e nelle opportunità si associa a livelli più alti di sviluppo economico, migliora la mobilità sociale, promuove l'inclusione, stimola la crescita attraverso un migliore utilizzo delle competenze e una migliore allocazione della forza lavoro". Così il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in un'intervista pubblicata stamani dal Sole 24 ore. "La parità di genere – ha proseguito - è una fantastica medicina per aiutare le economie a riprendersi più rapidamente dagli shock: rafforza la resilienza, è anche un importante fattore di stimolo della produttività e riduce il rischio di povertà. Rende più resilienti le donne nell'intraprendere percorsi di uscita dalla violenza domestica. Insomma – aggiunge - divario di genere e violenza economica sono due facce della stessa medaglia". 

Il femminicidio è la punta dell'iceberg di una violenza più diffusa

"Quando si impedisce a una donna di acquisire e utilizzare risorse economiche, oppure di trovarsi un lavoro o di intraprendere un percorso di studi, questa è violenza economica. È la volontà maschile di ostacolare l'empowerment delle donne, cioè i processi virtuosi di arricchimento che consentano loro di essere indipendenti, autonome, libere. Non è un caso che molti dei femminicidi si consumino in contesti di cambiamento e di crisi che ruotano intorno all'autonomia o comunque alla volontà di possesso e dominio dell'uomo sulla donna. I femminicidi - aggiunge - sono solo la punta dell'iceberg di una violenza molto diffusa, una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della vita".

Meloni premier decisiva contro "soffitto di cristallo"

"La premiership di Giorgia Meloni è simbolicamente decisiva per ridurre il 'soffitto di cristallo'. Rispetto alle posizioni di potere nell'ultimo decennio il nostro Paese ha fatto alcuni progressi, ma molto lenti. Ma nella politica e nel management, anche pubblico, vediamo ancora una forte sottorappresentazione femminile. Basta pensare all'Università e alla Sanità – prosegue - settori a maggioranza femminile, ma con poche ordinarie e pochi primari (superano di poco il 20%). Un termometro del divario che permane è il gender pay gap, cioè la differenza di genere nelle retribuzioni. In Italia è intorno al 6%, percentuale che supera il 15% nel settore privato. Il divario, inoltre, si amplia con l'età, a dimostrazione della difficoltà delle donne nel fare carriera. Servono risposte multidimensionali, che investono la dimensione formativa delle ragazze fin dalle primarie, svecchiando i libri di testo e facendo studiare personaggi femminili nella storia, così come l'ambito della conciliazione vita-lavoro. Risposte sul fronte delle carriere e della partecipazione al mercato del lavoro, contrastando le barriere culturali e gli stereotipi di genere. Occorre anche rivedere – conclude Brunetta - il disegno del sistema di tassazione e dei trasferimenti alle famiglie per non scoraggiare l'inserimento lavorativo delle donne e promuovere tipologie di organizzazioni del lavoro più flessibili che tengano conto dei carichi familiari sia per uomini che per donne".

Il Cnel avrà un ruolo chiave contro le discriminazioni di genere

Contro il gender gap nel lavoro "il Cnel, che è la casa dei corpi intermedi, può giocare un ruolo chiave: gestisce l'archivio nazionale dei contratti e può porsi come lo snodo centrale nell'attuazione della Direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che impone una serie di diritti d'informazione per contrastare le discriminazioni fondate sul genere. La chiave è l'utilizzo mirato della contrattazione collettiva da parte dei corpi intermedi, che possono riorientare in termini di maggiore efficienza ed effettività le misure di incentivazione economica previste a sostegno della produttività, dell'occupazione di qualità, dell'investimento in formazione e nuove competenze, del welfare aziendale. Si tratta di ingenti risorse pubbliche che andrebbero indirizzate verso sistemi di contrattazione collettiva rivolti a favorire una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro e pari opportunità. I corpi intermedi - conclude - sono gli attori che possono portare a compimento la più rilevante rivoluzione dell'ultimo secolo, la rivoluzione femminile".

 

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