CONVEGNO ‘IL LAVORO BUONO. PARI OPPORTUNITÀ, CONDIVISIONE, CONTRATTAZIONE’

06 marzo 2024

L’iniziativa è stata promossa dal Cnel in vista della Giornata internazionale della donna

Si è tenuto oggi, 6 marzo, il convegno ‘Il lavoro buono. Pari opportunità, condivisione, contrattazione’, organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro a Villa Lubin.

I lavori sono stati aperti dal presidente Renato Brunetta.

BRUNETTA: “EQUILIBRIO DI GENERE MODELLO WIN-WIN-WIN. LA PARITÀ CONVIENE A TUTTI” 

Al convegno, tra gli altri, hanno preso parte Eugenia Maria Roccella, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, e Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

L’incontro è stato moderato da Manuela Perrone, viceresponsabile Alley Oop Il Sole 24 ore e coautrice del libro ‘Il buon lavoro’ insieme a Stefano Cuzzilla.

 

ROCCELLA: "RIPARTIRE DA VALORE SOCIALE MATERNITÀ"

"Dobbiamo ripartire dal valore sociale della maternità, che viene vista come un qualcosa di assolutamente privato ma non è così: il tempo e le energie spese dalla donna per la maternità vanno valorizzate a livello collettivo. I lavori di cura, da sempre svolti dalle donne, devono diventare attrattivi per tutti, questo vorrei. Come è diventato attrattivo per tutti il cucinare. Le competenze materne devono essere valorizzate e trasferite nel mondo del lavoro. In questo c'è bisogno di uno sforzo condiviso, che coinvolga sindacati, aziende e non profit. Natalità, pari opportunità e famiglia – ha aggiunto la ministra Roccella – sono i tre elementi chiave da conciliare l’un con l’altro, per garantire la possibilità per le donne di accedere all'occupazione e all'indipendenza economica".

 

SEMENZATO: "PARITÀ DI GENERE CONVIENE A COLLETTIVITÀ"

"In tema di pari opportunità serve una visione condivisa, una strategia coordinata, una governance efficace. Il Cnel è il luogo ideale per mettere a terra queste riflessioni. È la sede privilegiata per individuare i percorsi più idonei a garantire parità nell’accesso al lavoro e una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e familiare. È necessario coinvolgere tutti e stimolare la cooperazione. Il ruolo dei corpi intermedi può essere decisivo. La differenza salariale – ha sottolineato Martina Semenzato – ha una ricaduta sulla violenza di genere e sulla violenza economica. Il 62% delle donne italiane che chiede aiuto ai centri antiviolenza non sono economicamente indipendenti. Un dato che deve farci riflettere".

 

DETTORI: "LA CONTRATTAZIONE HA RUOLO FONDAMENTALE"

"In tema di parità di genere abbiamo buone norme ma c'è una grande distanza tra teoria e pratica. Se non c'è un cambiamento culturale – ha osservato la presidente del Comitato Pari Opportunità del Cnel Rossana Dettori – possiamo fare tante regole ma rimarranno inapplicate. Servono sanzioni certe per chi non rispetta le norme. Occorrono anche vantaggi economici e premi per le pratiche virtuose. Il Cnel, questa casa che è la casa dei corpi intermedi, può dare un contributo rilevante. Come Comitato per le pari opportunità abbiamo messo al centro dell’attenzione il ruolo della contrattazione, per la parità salariale ma anche per la non discriminazione sessuale, per combattere il fenomeno delle molestie, per migliorare l’organizzazione del lavoro in un'ottica di equità. Ancora oggi troppi contratti non tengono conto della parità e il nostro obiettivo è ridurre questo numero. Il Cnel può agire anche sul piano dell'iniziativa legislativa, ad esempio per riconoscere alle donne in tutti i contratti il diritto ad avere il 100 per 100 della retribuzione quando è in maternità oppure prevedere il congedo maschile obbligatorio. Libertà per le donne dentro e fuori il mondo del lavoro è questo il nostro obiettivo".

 

DALLA RIVA: "SETTORE BANCARIO STA RECUPERANDO GAP"

"La finanza – ha dichiarato il presidente del Comitato Affari sindacali e Lavoro dell’Abi Ilaria Maria  Dalla Riva – è stata per tanti anni grigia. Ha visto a tutti i livelli una grande presenza di uomini. È stata un ambiente maschile. Parliamo di un settore che nell’ultimo decennio ha dovuto recuperare un gap enorme rispetto ad altri contesti. In dieci anni è stato fatto molto ma non basta. Il cambiamento deve coinvolgere tutti i soggetti. Occorre mettere insieme aspetto economico, pari opportunità, formazione e orario lavorativo. Se questi fattori camminano insieme, si contribuirà una volta per tutte a garantire il lavoro buono”.

 

CARDINALI: "QUANTITÀ NON FA QUALITÀ. SIAMO INDIETRO SU LAVORO BUONO"

"La quantità non fa la qualità. Aumentano i posti di lavoro ma non migliorano le condizioni lavorative delle donne. Il lavoro femminile – ha affermato la ricercatrice dell’Inapp Valentina Cardinali – è condizionato dal contesto familiare. C’è una iniqua distribuzione in termini di lavoro di cura. Questi fattori negativi incidono sul sistema pensionistico, oltre che sulla realizzazione personale delle donne. Dietro l’inattività delle donne c’è il fatto che sulla conciliazione tra lavoro e vita familiare si è fatto ancora troppo poco".

 

CUZZILLA: "IMPEGNO COLLETTIVO PER FAVORIRE PARITÀ"

"Con più donne al lavoro avremmo un aumento significativo del Pil. Serve un impegno collettivo per la parità di genere.  È indispensabile mettere dei paletti e rivoluzionare i contratti di lavoro. La parità di genere – ha evidenziato Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager e coautore del libro ‘Il buon lavoro’ – deve essere il primo punto da discutere in sede di contrattazione, non l’ultimo. Il welfare deve essere parte fondamentale della contrattazione, per agevolare una buona conciliazione tra carriera e maternità".

 

 DEL CONTE: “LE PARI OPPORTUNITÀ NEL LAVORO DIVENTINO NORMALITÀ”

"In Italia il gender pay gap in termini di retribuzione oraria è più basso rispetto alla media europea, per via della vasta copertura contrattuale che caratterizza il nostro Paese. Il problema – ha spiegato il giuslavorista Maurizio Del Conte – si manifesta se guardiamo alla retribuzione su base annua, perché gli uomini hanno i lavori migliori e le donne quelli peggiori. Veniamo da una cultura e da una struttura economica costruita su una netta ripartizione dei compiti tra uomini e donne: da una parte lavoro e dall’altra cura della famiglia. L’obiettivo è arrivare a un lavoro neutrale rispetto al genere. Non bastano gli strumenti correttivi, le cosiddette azioni positive. Le pari opportunità nel lavoro devono diventare la normalità".

 

LEGA: "LA PA HA COMPIUTO TANTI PASSI AVANTI"

"La Pubblica Amministrazione in questi anni ha compiuto diversi passi in avanti sul fronte della parità di genere. Molte figure dirigenziali del settore pubblico – ha sottolineato il Capo dipartimento Libertà civili e Immigrazione del Viminale Laura Lega – sono donne. Facendo un confronto con il settore privato, possiamo dire che nel pubblico ci sia una maggiore valorizzazione delle lavoratrici, che si trovano spesso a ricoprire posizioni apicali. Cito un dato su tutti: in Italia al momento circa 58 prefetti su 154 sono donne. Un numero incoraggiante. Un capitolo a parte lo meritano i flussi migratori. È necessario prevedere un sistema di gestione ordinato, interrogandoci sull'impatto che i flussi hanno sul mercato del lavoro. Una buona fetta di manodopera viene impiegata irregolarmente. Penso al tema del caporalato che è parte integrante soprattutto del settore agricolo. Una gestione ordinata del sistema, dunque, garantirebbe sostenibilità civile".

 

PISANI: "OCCUPATI AUMENTANO MA GIOVANI RIMANGONO PRECARI"

"Il Consiglio nazionale Giovani – ha detto la presidente del Consiglio nazionale giovani Maria Cristina Rosaria Pisani – persegue percorsi virtuosi che hanno l’obiettivo di facilitare la partecipazione giovanile all'interno dei processi democratici. Vorrei riflettere sui dati relativi all'occupazione. È vero che l'occupazione giovanile è in crescita ma il 79% dei giovani assunti è precario. Una tendenza che riguarda innanzitutto la componente femminile”.

 

SABBADINI: "NEGLI ULTIMI 15 ANNI PARITÀ DI GENERE IN PEGGIORAMENTO"

"Negli ultimi 15 anni – ha osservato l’esperta di statistiche sulle politiche di genere Linda Laura Sabbadini – il nostro Paese ha vissuto un’accelerazione e una moltiplicazione di crisi che hanno prodotto conseguenze negative anche sulla parità di genere. Dopo la pandemia c'è stata una ripresa, che ha però visto un aumento dei contratti a tempo determinato. Negli ultimi 15 anni c'è stato un forte rallentamento in termini di inserimento lavorativo delle donne. Dal punto di vista quantitativo e qualitativo la situazione è peggiorata per via di tre fattori chiave: non si sono fatti progressi sulla conciliazione tra lavoro e famiglia; non si sono fatti passi in avanti sull'istruzione; è aumentato il part-time involontario".