Approvato in Assemblea, dopo un’ampia istruttoria e numerose audizioni
L’Assemblea del CNEL ha approvato all’unanimità, nella seduta del 24 ottobre, un documento di Osservazioni e Proposte su “Politiche industriali per l’intelligenza artificiale nel settore bancario e assicurativo”. È un lavoro di natura settoriale, a cui seguiranno approfondimenti anche su altri comparti produttivi, per un censimento ad ampio raggio relativo ai concreti utilizzi dell’IA nel nostro Paese.
SFIDE E OPPORTUNITÀ
L'Intelligenza Artificiale – sottolinea il documento CNEL – sta trasformando radicalmente le industrie di tutto il mondo e il settore finanziario è in prima linea in questa rivoluzione tecnologica. L’IA ha il potenziale per rimodellare il modo in cui vengono forniti i servizi, migliorare il processo decisionale, ridurre i costi operativi, accrescere la qualità del lavoro e l’esperienza dei clienti, attraverso la personalizzazione e l’automazione. Ma questi progressi pongono anche sfide significative, tra cui la conformità normativa, le considerazioni etiche e la necessità di una solida governance dei dati. In questo contesto, le parti sociali sono chiamate a introdurre nuovi strumenti e nuove pratiche nelle relazioni industriali, che mettano al centro il rafforzamento della produttività e della competitività e, al tempo stesso, il miglioramento delle condizioni di lavoro.
PAIS: SERVONO POLITICHE INDUSTRIALI A SOSTEGNO DI IMPRESE E LAVORATORI
“L’IA sta portando significativi cambiamenti nel mondo del lavoro, con l'Europa – dichiara la consigliera Ivana Pais, coordinatrice del gruppo di lavoro CNEL ‘Politiche industriali per l’Intelligenza Artificiale’ – in prima linea nella regolamentazione per mitigare i potenziali rischi. È fondamentale affiancare queste iniziative con politiche industriali a sostegno di imprese e lavoratori, così da cogliere le opportunità emergenti. Questo contesto apre nuove possibilità per innovare le relazioni industriali, promuovendo un dialogo tra le parti sociali coinvolte nella gestione di questi processi”.
Il documento approvato dal CNEL è il frutto di un lavoro istruttorio approfondito, che ha previsto un’ampia serie di audizioni con importanti aziende del settore (BNL BNP Paribas, Generali, Unipol, Intesa Sanpaolo, UniCredit) e con associazioni di rappresentanza delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori, centri di ricerca, autorità di vigilanza e istituzioni (ABI, ANIA, ASSOGESTIONI, FEDERCASSE, First CISL, FISAC-CGIL, Fondazione Ezio Tarantelli, Forum permanente per la cultura del consumo responsabile e sostenibile, UILCA, CDP, CONSOB, IVASS). Una memoria è stata trasmessa da Banca d’Italia. Queste le principali evidenze.
NEI PROSSIMI 4 ANNI INVESTIMENTI PER 60 MILIONI DI EURO
L’83% delle imprese che operano nei servizi finanziari a livello globale adotterà tecnologie IA entro il 2027. Questo settore è superato solo da IT e comunicazione digitale (88%), media, spettacolo e sport (87%), settore automobilistico e aerospaziale (85%). Nel 2024 le banche di tutto il mondo spenderanno 6 miliardi di dollari per acquistare programmi e servizi di IA Generativa e si prevede che questa cifra salirà a 85 miliardi di dollari nel 2030. Si stima che l’ammontare di investimenti previsti in Italia per i prossimi 4 anni in progetti con tecnologia primaria IA sia pari a 60 milioni di euro. L’IA è la seconda tecnologia più utilizzata dopo le app web-mobile. In moltissimi casi lo sviluppo di sistemi di IA è già in atto o lo diventerà in un prossimo futuro.
DAGLI ALGORITMI RISCHIO DISCRIMINAZIONE
Le aspettative ricondotte all’IA riguardano in primis l’aumento di produttività e i risparmi di tempi e costi, ma anche il work-life balance e la creazione di nuovi ruoli lavorativi. Quanto ai rischi, sono associati soprattutto alla sicurezza informatica e alla tutela della privacy del cliente. Vi sono anche rischi in termini di aumento dei movimenti di mercato e della volatilità, così come relativamente alla posizione dominante di alcuni fornitori, all’opacità dei processi, al degrado dei posti di lavoro e alle discriminazioni nell’accesso ai servizi. Un tema particolarmente rilevante è quello dell’affidabilità degli algoritmi, che possono prendere decisioni discriminanti. Il documento del CNEL segnala che per mitigare questi rischi le aziende fanno spesso riferimento a principi etici, come quello della supervisione umana, secondo un approccio human-in-the-loop. Altri principi etici riguardano la spiegabilità, per garantire la necessaria accountability nei confronti dei clienti e poi la non discriminazione, l’equità, la correttezza, la trasparenza, la responsabilità.
L’ITALIA NON DISPONE DI LINEE GUIDA NAZIONALI SPECIFICHE
L’analisi del CNEL rivela un quadro frammentato nella diffusione dell’IA nel settore finanziario, con gli istituti più grandi in prima linea e gli altri dietro. Una delle sfide principali è la mancanza di un'infrastruttura dati unificata e solida. Inoltre, permangono le preoccupazioni dei clienti relative alla privacy. Dal punto di vista regolativo, sebbene l'evoluzione del panorama normativo dell'UE offra un quadro per la governance dell'IA, il settore finanziario italiano attualmente non dispone di linee guida nazionali specifiche. Questa incertezza normativa può scoraggiare gli investimenti e rallentare l'innovazione, in quanto le istituzioni rimangono caute riguardo ai rischi di conformità. Un ostacolo significativo all'adozione dell'Intelligenza Artificiale è il divario di competenze all'interno della forza lavoro. Molti professionisti finanziari non dispongono della formazione necessaria per lavorare in modo efficace con le tecnologie di Intelligenza Artificiale. Inoltre, c'è una crescente consapevolezza tra i consumatori riguardo all'uso dell'IA nella finanza, ma la fiducia rimane una questione critica.
IMPORTANTE RUOLO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI
Nel corso delle audizioni che il CNEL ha svolto per la realizzazione del documento sull’IA nel settore finanziario è emersa una grande importanza attribuita al dialogo sociale. A partire da questo scenario, il CNEL ha messo a fuoco le principali aree di policy e i relativi obiettivi:
- l’istituzione di un solido quadro normativo, per sostener l'uso etico dell'IA, affrontare rischi quali pregiudizi e discriminazioni e garantire il rispetto delle norme dell'UE
- la promozione dell'infrastruttura tecnologica e dell'innovazione;
- il rafforzamento delle partnership pubblico-privato;
- la promozione dell’occupazione e l’aggiornamento delle competenze;
- la capacità di garantire una crescita sostenibile e inclusiva;
- il posizionamento del Paese come leader nell'Intelligenza Artificiale per la finanza, anche nell’ottica di contribuire allo sviluppo di standard internazionali;
- la promozione del dialogo sociale.
RAFFORZARE LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
Il documento CNEL sull’IA nel settore finanziario delinea una serie di strumenti di policy di natura regolativa, relativi alla governance dell’IA e all’adozione di standard etici, all’adeguamento della legge UE sull’IA alle normative nazionali, ai quadri di gestione del rischio per l’IA in finanza e nelle assicurazioni, al rafforzamento del ruolo negoziale del sindacato nella progettazione e implementazione di iniziative di IA nelle aziende. Un’altra area di intervento evidenziata riguarda la valorizzazione della contrattazione collettiva a livello settoriale e aziendale rispetto all’implementazione dei sistemi di IA. Si propone di dare la giusta rilevanza a osservatori e comitati bilaterali previsti dai CCNL. Si auspica, inoltre, una riprogettazione dei posti di lavoro per consentire ai lavoratori di rimanere all'interno dell'impresa in un nuovo ruolo, nel caso in cui alcune delle loro mansioni o il loro posto di lavoro scompaia a seguito dell’introduzione della tecnologia digitale e la definizione di ammortizzatori sociali specifici per accompagnare la transizione digitale. Viene anche avanzata la proposta di istituire la figura del Rappresentante dei lavoratori in ambito di trattamento dei dati e introduzione di sistemi di Intelligenza Artificiale, con prerogative simili al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
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