L’evento è stato moderato da Filippo Giordano, membro del Segretariato carceri del CNEL
Emilio Minunzio, consigliere del CNEL e presidente del ‘Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale’, ha partecipato alla tavola rotonda “In carcere non si finisce… si ricomincia. L’esperienza della Casa di Reclusione di Vigevano”, tenutasi a Milano presso la sede della Regione Lombardia, a Palazzo Pirelli.
Nel corso dell’incontro è stato approfondito il ruolo cruciale del lavoro inteso come strumento chiave nel processo di reinserimento sociale dei detenuti. È stata, dunque, analizzata l’esperienza virtuosa dell’istituto di detenzione di Vigevano, raccontata dai principali attori coinvolti. Il progetto, nato dalla collaborazione con la cooperativa bee.4 - altre menti, ha portato alla creazione di un contact center interno in cui oggi lavorano stabilmente 30 detenuti. Una realtà complessa, che prova a superare l'etichetta dell'emergenza carceri per raccontare un'altra possibilità.
"L’incontro di oggi – afferma il consigliere Minunzio, presidente del segretariato permanente per l’inclusione lavorativa delle persone private della libertà del CNEL – è stato un momento di condivisione su una tematica sempre più in risalto, che è quella dell’incrocio tra la domanda datoriale e l’offerta lavorativa da parte delle persone private della libertà personale. La possibilità di un reinserimento sociale attraverso il lavoro è ormai un obiettivo perseguito da tutti i portatori di interesse. Molte aziende vedono gli istituti penitenziari come un vero e proprio tabù, infatti, soltanto un terzo del totale dei detenuti risulta attualmente impiegato in attività professionali, perlopiù alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, e di questi un esiguo 1% è occupato nel contesto di un’impresa privata. Un dato che vogliamo senza alcun dubbio incrementare. La sfida che abbiamo davanti, quella di sviluppare percorsi riabilitativi in grado di garantire nuovi percorsi lavorativi ai detenuti, un obiettivo non certo semplice sul quale il CNEL sta concentrando un forte impegno”.
Durante la tavola rotonda si sono confrontati esponenti delle istituzioni, del mondo giuridico e del terzo settore, tra cui: Regione Lombardia; Comune di Milano; CNEL; Ambrosetti e Fondazione Social Venture GDA. L’evento è stato moderato da Filippo Giordano, docente di Organizzazione Aziendale e Public Management e membro del ‘Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale’ del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
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