Promosso da USB e A.ba.co
Si è svolto oggi al CNEL il convegno “L’Italia e la crisi idrica: soluzioni per la gestione della risorsa acqua”, un confronto multidisciplinare promosso da USB (Unione Sindacale di Base) e Abaco (Associazione di Base Consumatori) sulle criticità del sistema idrico in Italia e sulle strategie per garantire una gestione sostenibile ed efficiente della risorsa acqua.
Il seminario ha posto l’accento sulla crisi idrica che sta assumendo nel nostro Paese caratteri strutturali, richiedendo un cambio di approccio alla gestione di questa risorsa fondamentale. Secondo i dati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) -è quanto emerso dalla tavola rotonda- nel 2023 l’Italia ha registrato una riduzione del 16% delle risorse idriche rinnovabili rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Le proiezioni indicano, inoltre, che ci sarà un ulteriore calo del 10% entro il 2030 e addirittura del 40% entro il 2100, con punte del 90% nelle regioni meridionali.
Grazie ai contributi di esperti e istituzioni, il convegno ha gettato le basi per un Piano d'Azione Prioritario che coniughi interventi immediati con strategie di medio termine e riforme strutturali.
In apertura dei lavori sono intervenuti il Segretario Generale del CNEL Massimiliano Monnanni e la consigliera Paola Palmieri, promotrice dell’evento.
SERVIZI IDRICI. MONNANNI: GRANDE ATTENZIONE DEL CNEL, PREDISPOSTO ANCHE UN DDL IN MATERIA
“L’XI Consiliatura del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – ha dichiarato il Segretario Generale del CNEL Massimiliano Monnanni – è fortemente impegnata sul tema della tutela e dell’efficientamento della risorsa idrica. Al termine di un ampio lavoro istruttorio, abbiamo predisposto un Disegno di legge in materia, approvato dall’Assemblea lo scorso dicembre. Il Ddl mira a riordinare il quadro normativo relativo alla pianificazione e alla gestione delle acque e nasce dalla consapevolezza che i cambiamenti climatici, l’inquinamento e la crescente domanda di acqua rischiano di mettere in crisi la sicurezza dei territori e, al tempo stesso, la competitività e la coesione sociale delle comunità, ponendo l’esigenza di intervenire non solo sulle infrastrutture idriche, ma anche sull’organizzazione dei relativi servizi. Un’ulteriore attività di analisi e approfondimento è ora in corso nel quadro della realizzazione della Relazione annuale che il CNEL è chiamato a redigere sui servizi della pubblica amministrazione. Questo impegno parte dalla convinzione che per il nostro Paese è di fondamentale importanza ridurre la dispersione dell’acqua nella rete idrica, favorendo un processo di riqualificazione e di diminuzione dei costi”.
PALMIERI: CRISI IDRICA È MINACCIA PER NOSTRO PAESE, SERVE PIANO D'AZIONE SISTEMICO
"L'obiettivo del seminario - ha affermato la consigliera del CNEL - è approfondire in modo sistemico il tema della crisi idrica che imperversa in modo drammatico a livello globale. I colossi della tecnologia utilizzano la risorsa acqua in modo sproporzionato, rendendo uno strumento fondamentale ancora più inaccessibile. Il bisogno di acqua è diventato ormai un elemento di predominio e di guerra. La crisi del sistema idrico colpisce anche l'Italia, soprattutto il Mezzogiorno. Nel Sud le perdite idriche raggiungono il 50%. È dunque essenziale prevedere un piano d'azione condiviso che dia risposte concrete e sistemiche a una crisi che rappresenta una minaccia per i nostri territori".
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