RECIDIVA ZERO, AL VIA LA II EDIZIONE

17 giugno 2025

Brunetta: costruire un ponte tra carcere e società

Si è tenuta questa mattina la parte di apertura di “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, giornata di lavoro organizzata dal CNEL in collaborazione con il Ministero della Giustizia.


Vorrei iniziare – ha dichiarato il presidente del CNEL Renato Brunetta – condividendo, soprattutto con chi ancora non ne ha avuto conoscenza, la genesi del progetto Recidiva Zero. Tutto è partito da un principio semplice ma potente: ‘Il lavoro è valore sociale, fattore di emancipazione, giustizia e benessere per tutti’. È da qui che ha preso le mosse l’accordo firmato il 13 giugno 2023 dal CNEL e dal ministero della Giustizia – poco più di due anni fa – con un obiettivo chiaro: costruire un ‘ponte’ tra il carcere e la società, riportando lavoro e istruzione al centro di un grande progetto di inclusione sociale. Un progetto che vede coinvolti imprese, sindacati, volontariato, scuola e università, enti locali. E quel termine – ponte – ha assunto un significato ancora più profondo lo scorso 8 maggio, con le parole del Santo Padre, Leone XIV, nel suo primo discorso pubblico, affacciato dalla Basilica di San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi. Ecco il senso di ciò che stiamo facendo: un ponte tra il “dentro” e il “fuori”, tra il carcere e la società, per restituire dignità, speranza e futuro. E per dimostrare che includere conviene. A tutti”.

DOBBIAMO OTTEMPERARE ALL’ARTICOLO 27 DELLA COSTITUZIONE

“Da economista, osservo i dati. Perché i numeri non mentono: ci dicono dove siamo e quanto c’è ancora da fare. Nel 2023, quando il CNEL ha scelto di ‘investire’ in questa iniziativa, la baseline, il punto di partenza, era chiara: oltre il 70% dei detenuti ha al massimo la licenza media; il 6% è analfabeta o privo di qualsiasi titolo di studio; solo l’1% è laureato. Spendiamo ogni anno – ha aggiunto Brunetta – 3,5 miliardi di euro per il sistema penitenziario, ma il risultato è un dato allarmante: oltre il 70% di recidiva. Il nostro impegno è colmare questo divario, creando un legame strutturale tra carcere, impresa, formazione e istruzione.  La rieducazione, come ci ricorda la Costituzione, restituisce cittadini alla comunità e spezza la catena della devianza tra le generazioni. L’obiettivo di Recidiva Zero è ottemperare all’articolo 27 della Costituzione: la pena deve “tendere alla rieducazione del condannato. Perché le cose cambino, è fondamentale che il lavoro in carcere sia vero lavoro: professionalizzante, sicuro, tutelato, correttamente remunerato. Il legame tra disoccupazione e recidiva è ormai dimostrato: chi lavora, soprattutto chi ha un vero lavoro, ha meno probabilità di tornare a delinquere. In questo, il coinvolgimento del mondo produttivo è cruciale. Solo le imprese possono assicurare che la formazione in carcere sia coerente con le reali esigenze del mercato del lavoro, facilitando l’inserimento diretto dei detenuti dopo la detenzione”.

UN APPROCCIO STRUTTURALE, NON EMERGENZIALE

“Recidiva oltre il 70%: possiamo davvero accettarlo? Per rompere questo circuito perverso, la chiave è una sola: lavoro, studio e formazione, dentro e fuori dal carcere. Serve un cambio di passo: valorizzare il capitale umano del sistema penitenziario – chi vi lavora e chi sta scontando una pena/in attesa di esecuzione della pena – con un approccio strutturale, non emergenziale”.

RISERVA DI LEGGE PER I CALL CENTER IN CARCERE

“Un grande catalizzatore: la riserva di legge per i call center in carcere. Abbiamo proposto - ha proseguito il presidente del CNEL - una riserva di legge per i call center negli istituti penitenziari, destinando il 5% delle unità di personale a lavoratori detenuti. Si tratta di un intervento che può generare alcune migliaia di posti di lavoro. Ma non si tratta solo di posti di lavoro. Questa proposta è un moltiplicatore di trasformazioni in tutti i 189 istituti penitenziari italiani perché significa: ⁠attrezzare spazi idonei all’interno delle carceri; informatizzare tutti gli istituti penitenziari; organizzare turni di lavoro strutturati; garantire accesso alla formazione a distanza (DAD, etc.) ⁠e altro ancora. Una misura che mette in moto lavoro, dignità, formazione e innovazione. Una sfida concreta, realizzabile, ad alto impatto sociale”.

 

RECIDIVA ZERO, UNA SECONDA EDIZIONE CON STRUMENTI CONCRETI

“In questi mesi - ha sottolineato il presidente Brunetta -abbiamo lavorato alla seconda edizione di Recidiva Zero, che oggi può contare su un impulso importante: il recente “decreto sicurezza” - DL 11 aprile 2025, n. 48 (L. 9 giugno 2025, n. 80) - che contiene numerose novità nella prospettiva del CNEL. Ringrazio il Ministro Nordio che ha già accolto la nostra disponibilità a collaborare per i decreti attuativi. Mi permetto di dire: “Facciamo presto”, anche con più decreti attuativi, per iniziare a dare risposte da subito.  Il CNEL c’è. Siamo pronti, siamo a disposizione!”.

 

LA DIGITALIZZAZIONE, UNA LEVA PREZIOSA

“La digitalizzazione è il ‘ponte’ per collegare il dentro e il fuori dal carcere.  È una leva preziosa per l’inclusione socio-lavorativa e costituisce un fattore distintivo per migliorare la qualità della vita nelle carceri”.

 

UN’ALLEANZA PER IL LAVORO CON LE 15 PRINCIPALI ORGANIZZAZIONI DATORIALI

“In vista della II edizione di Recidiva Zero. Abbiamo fatto molto. Primo. Un’alleanza per il lavoro, anche in carcere. Le 15 principali organizzazioni datoriali presenti al CNEL si sono unite in un impegno concreto per portare iniziative imprenditoriali in tutti i 189 istituti penitenziari italiani, recuperando spazi inutilizzati e creando opportunità reali anche per il lavoro esterno. E questo è solo l’inizio”.

 

L’UTILIZZO DI SIISL

“Secondo. Un cambio di passo - ha continuato - anche sul fronte digitale. Il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), realizzato dal Ministero del Lavoro e dall’INPS, arriva anche nel mondo carcerario: uno strumento concreto per accompagnare detenuti ed ex detenuti verso percorsi di inserimento più efficaci e strutturati. già attivo in 8 carceri”.

 

L’ACCORDO CON ANAC


“Terzo. Nuove regole per un futuro più giusto. Con l’accordo CNEL–ANAC, anche il Codice dei contratti pubblici diventa leva per l’inclusione. Clausole dedicate, formazione e informazione per stazioni appaltanti e operatori economici: perché il reinserimento non sia un’eccezione, ma parte integrante della strategia Paese”.

 

AGIRE SECONDO LA LOGICA DEI 189, CIOÈ PER TUTTI GLI ISTITUTI PENITENZIARI

“La chiave: agire secondo la logica dei ‘189’. Investire in digitalizzazione (e formazione carceraria) non solo è un dovere civile, ma conviene economicamente!  Perché la digitalizzazione funge da leva per l’inclusione socio-lavorativa, contribuisce a superare le attuali nette differenze territoriali, e rappresenta una risposta concreta al principio costituzionale di rieducazione sancito dall’art. 27. Tutto questo produrrà nei prossimi anni un modello di utilità pubblica efficace e efficiente, con benefici di natura economica e sociale per il mondo delle carceri e tutte le persone private della libertà”, ha concluso il presidente del CNEL.