Brunetta: servono interventi sistemici replicabili in tutti i 189 istituti penitenziari
L’Organismo congressuale forense ha promosso oggi nella Plenaria Marco Biagi del CNEL la giornata di lavoro: “Le persone dimenticate”. Nel corso dell’iniziativa sono stati approfonditi temi cruciali dell’attuale sistema carcerario quali: il sovraffollamento; l’aumento dei suicidi tra i detenuti e il personale penitenziario; il lavoro in carcere. L’Organismo congressuale forense è l’organismo di vertice di rappresentanza politica dell’Avvocatura italiana ed è coordinato da Mario Scialla, avvocato penalista e consigliere Segretario dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
In apertura dei lavori è intervenuto il presidente del CNEL Renato Brunetta.
“Il tema carcerario – ha sottolineato - non può più essere affidato solo alla buona volontà dei singoli. Stiamo parlando di un universo di oltre 250.000 persone coinvolte, tra detenuti, soggetti in esecuzione esterna e in attesa di esecuzione della pena. Per dare risposte strutturali, non bastano le buone pratiche isolate: servono interventi sistemici, replicabili in tutti i 189 istituti penitenziari italiani. È questo il nostro “coefficiente di razionalità”. Per questo, abbiamo avviato un accordo con Cassa Depositi e Prestiti, coinvolgendo le sue partecipate, per promuovere numerosi progetti di investimento in carcere: spazi, formazione, capitale umano, logistica, tecnologie, contrattualistica. Parallelamente, stiamo lavorando per includere i detenuti nella piattaforma SIISL del Ministero del Lavoro, nata per il matching tra domanda e offerta per i soggetti più fragili. Un’infrastruttura che, se estesa anche al mondo penitenziario, potrà diventare uno strumento reale di reinserimento sociale e lavorativo. È un lavoro complesso, ma necessario. Solo dando struttura, visione e continuità all’azione istituzionale, potremo onorare davvero l’articolo 27 della nostra Costituzione".
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