Il presidente del CNEL su Radio Radicale, nella rubrica “Rivoluzione in corso”
“L’accordo tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi è meglio di un non accordo o di una guerra commerciale. L’UE ha fatto bene a non mettere contro-dazi, dando un segno di tranquillità, forza, saggezza ed equilibrio. Anche per questo suo atteggiamento l’Europa sta diventando un modello attrattivo, un modello di democrazia, di cultura politica ed economica, di welfare, di governance. Chi sta perdendo in realtà non è l’Europa, anche se ai più non sembra, ma è l’amministrazione americana, perché è sola contro tutti e di certo non avrà da guadagnare dall’aumento di incertezza degli scambi internazionali. L’UE può sopportare una fissazione finale dei dazi a poco più del 10% incrementale, medio ponderato effettivo (rispetto al 4,8% precedente), anzi questo incremento potrà diventare un grande stimolo, una grande occasione per trovare altri mercati e anche per il rilancio del modello europeo, ma eliminando i propri ‘dazi’ interni, vale a dire l’eccesso di regolazione, di burocrazia, di controlli, di pianificazione. E così affrontare le sue debolezze e miopie e diventare un po' più trasparente e un po' più libera, ma senza cambiare la sua natura straordinaria. Quindi calma e gesso. Mentre ci sono due terribili guerre in corso, quella in Ucraina e quella a Gaza, oltre a tutte le altre sparse nel mondo, con i dazi non sta succedendo nulla di tragico e irreversibile”. Così il presidente del CNEL Renato Brunetta su Radio Radicale, nella rubrica ‘Rivoluzione in corso’.
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