BRUNETTA: UNA LEGGE CHE RICONOSCA IL VALORE DELLA CIVILTÀ ARTIGIANA

08 agosto 2025

Il contributo del CNEL per i 40 anni della legge-quadro 8 agosto 1985 sull'impresa artigiana

“Artigianato e piccole-medie imprese - afferma il presidente del CNEL Renato Brunetta in occasione dei 40 anni della legge-quadro 8 agosto 1985 sull'impresa artigiana-  sono una realtà eccezionale del sistema produttivo italiano, un fattore fondamentale di coesione sociale e un volano di investimento sul futuro. È con questo spirito che, come presidente del CNEL, la casa dei corpi intermedi e della gente della mediazione, intendo sottolineare i quarant’anni della legge-quadro sull’artigianato. La legge 8 agosto 1985, con cui si avviava uno straordinario processo di modernizzazione del nostro Paese, non rinnegava la tradizione e il passato dando spazio e valorizzando, in attuazione dell’articolo 45 della Costituzione, la figura dell’imprenditore artigiano non solo come promotore di una attività economica, ma anche come portatore di valori quali la responsabilità, la competenza, la creatività, la trasmissione dei saperi e la capacità generativa. Una identità imprenditoriale fondata, cioè sul senso e il valore anche sociale del lavoro, prima ancora che sul ciò che si fa e sulla tecnica con cui lo si fa”. 

“Le imprese artigiane” – prosegue il Presidente Brunetta – sono un prezioso modello di prossimità sul territorio, perché capaci di rinsaldare il tessuto sociale del Paese, tanto più nelle aree marginali e periferiche del Paese oggi in grande sofferenza. Ma per far questo occorre il coraggio di guardare il futuro e quindi cogliere l’occasione di questa importante ricorrenza per pensare alle nuove generazioni e rinnovare il ruolo dell’impresa artigiana in una società in profonda trasformazione. Il CNEL segue con interesse il dibattito parlamentare sul disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese, che in parte si occupa del problema dell’aggiornamento della normativa esistente, e al tempo stesso manifesta tutta la sua disponibilità verso gli attori della rappresentanza del settore, le istituzioni e il Governo per concorrere a realizzare un disegno organico di riforma, capace al tempo stesso di resistere alle usure del tempo e di offrire il contributo della cultura e della civiltà artigiana nella costruzione di comunità coese, di territori vitali, di luoghi di lavoro più umani e più giusti. Centrale, da questo punto di vista, è il tema del lavoro, della trasmissione d’impresa, della formazione e dell’apprendistato che richiede un parallelo rinnovamento del sistema di contrattazione collettiva del settore che, grazie anche al contributo della bilateralità, è tra i più avanzati nel nostro Paese e che può rappresentare un modello anche per altri settori”.