FALABELLA: SEGNALE IMPORTANTE PER I DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

08 agosto 2025

"Ma senza intesa in Conferenza Stato-Regioni servono correttivi urgenti"

In seguito alla firma del decreto per il riparto del Fondo “Dopo di Noi” da parte del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, interviene Vincenzo Falabella, consigliere del CNEL:

“La firma del decreto rappresenta un passo importante per garantire continuità all’impegno istituzionale verso le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. È fondamentale che le risorse – parliamo di oltre 72 milioni di euro per il 2024 – siano utilizzate in modo efficace, orientate a costruire percorsi di vita indipendente e dignitosa, nel rispetto della libertà di scelta della persona.”

Falabella sottolinea l’importanza dell’introduzione, seppur graduale, di nuovi criteri di riparto:

“Accogliamo positivamente l’avvio di una revisione dei criteri di distribuzione del Fondo, che tiene finalmente conto anche della presenza reale di persone con disabilità grave nelle famiglie e nelle strutture. È un primo passo verso una maggiore equità, anche se sarà necessario monitorare attentamente l’impatto di questi nuovi parametri.”

Tuttavia, il consigliere CNEL mette in evidenza una criticità centrale:

“Rimane un problema di fondo che non possiamo ignorare: l’assenza dell’intesa in Conferenza Stato-Regioni. È un segnale di disallineamento istituzionale che rischia di compromettere l’efficacia dell’intervento. Occorre affrontare e risolvere queste distorsioni, altrimenti saranno ancora una volta le persone con disabilità e le loro famiglie a pagare il prezzo più alto.”

“Distribuire le risorse – prosegue Falabella – è solo una parte del lavoro. Serve un investimento parallelo in servizi territoriali, abitazioni supportate, sostegno alle famiglie e formazione degli operatori. La Legge ‘Dopo di Noi’ non può ridursi a un mero atto formale: deve diventare uno strumento vivo e concreto per costruire un futuro possibile per migliaia di cittadini.”

Il consigliere conclude con un appello alla responsabilità condivisa:

“Chiediamo alle istituzioni – centrali e regionali – un confronto trasparente e costruttivo, che metta al centro i diritti delle persone. La governance di queste politiche deve essere partecipata, inclusiva e orientata alla qualità della vita. Solo così daremo piena attuazione al dettato costituzionale e agli impegni assunti con la Convenzione ONU.”