Brunetta: è lo strumento più avanzato per gestire il presente e per affrontare il futuro
Si è svolto oggi il convegno “Il Terzo Settore opportunità per il Paese”, organizzato a Villa Lubin dal Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) e presieduto dal consigliere CNEL Alfonso Luzzi.
“Quando parliamo di Terzo Settore, di volontariato, non parliamo di un retaggio del passato ma di un pezzo importante del futuro", ha affermato il presidente del CNEL Renato Brunetta, nel suo intervento di apertura.
"Lo dico da economista - ha aggiunto - Il paradigma economico classico, basato sull’idea che la somma degli interessi individuali produce il benessere delle comunità, non funziona più. Non permette di affrontare le grandi transizioni in atto, informatica, ambientale, demografica e poi una quarta transizione, quella geopolitica. Serve un altro paradigma. Il paradigma dell’economia civile, il paradigma di Antonio Genovesi, filosofo della scuola napoletana, che ai tempi di Adam Smith pose le fondamenta di una ricca tradizione culturale, tutta italica, centrata sulla convinzione che il benessere collettivo si ottiene costruendo ponti rispetto all’egoismo individuale. Il volontariato è figlio di questa tradizione. E non è un caso che in Italia ci siano 4-5 milioni di volontari, che operano attraverso il dono di sé stessi, attraverso le passioni, l’altruismo, il comunitarismo, l’inclusione. Il Terzo Settore è una componente fondamentale nella composizione del CNEL. Prepariamo insieme un pacchetto di riforme all’attuale normativa per rendere questa straordinaria rete del volontariato come lo strumento più avanzato per gestire il presente e per affrontare il futuro”.
LUZZI: AFFRONTARE TEMA FISCALITÀ TERZO SETTORE
“Questo convegno riguarda il tema specifico della fiscalità - ha sottolineato -. Su questo fronte i progressi normativi sono stati eterogenei e numerosi. È ora fondamentale l'implementazione della disciplina del regime fiscale degli Enti del Terzo Settore (ETS). La Commissione Europea ha riconosciuto che tali enti si collocano in una situazione giuridica diversa dagli operatori for profit. Questo ha segnato un momento in cui l'architettura delineata nel 2017 è stata accolta nei confini del diritto unionale, un fatto molto positivo. Il Terzo Settore viene così legittimato e collocato nelle politiche statali di sviluppo delle economie sociali. Avendo ottenuto il via libera dall'UE, è ora possibile estendere tale disciplina a livello nazionale dal primo gennaio 2026. L'applicazione dell'IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) resta un nodo cruciale. Dobbiamo proseguire l'intervento di riforma in atto, soprattutto nei settori dove il nostro ambito è poco tutelato. Chiediamo un'aliquota agevolata per gli Enti del Terzo Settore. Va inoltre tutelata la pubblica utilità dei patronati e delle cooperative sociali. Proponiamo anche l'istituzione di un tavolo di confronto tra la Conferenza Stato-Regioni e il Forum del Terzo Settore per affrontare questo tema così rilevante”.
Hanno preso parte al dibattito il viceministro dell'Economia e delle Finanze Maurizio Leo e la viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, intervenuta in videocollegamento. Hanno partecipato, tra gli altri, Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore; Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale e i consiglieri del CNEL Domenico Pantaleo e Fiovo Bitti.
.png?sfvrsn=8865c34e_7)