BRUNETTA: SEGNALI DI MIGLIORAMENTO MA ANCORA UN QUADRO DI LUCI E OMBRE

14 ottobre 2025

Presentata Relazione CNEL sui servizi pubblici 2025 con il ministro per la PA Paolo Zangrillo

È stata presentata oggi a Villa Lubin la Relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini. Il rapporto viene predisposto e inviato al Parlamento e al Governo ai sensi della legge 936/1986. Ha aperto i lavori il presidente del CNEL Renato Brunetta (cliccare qui per il video integrale). Sono intervenuti, inoltre, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo; Marcella Mallen, consigliera del CNEL; Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato; Emanuele Padovani, professore presso l'Università degli Studi di Bologna. Ha moderato i lavori Manuela Perrone, giornalista de Il Sole 24 Ore. 


BRUNETTA: SEGNALI DI MIGLIORAMENTO MA ANCORA UN QUADRO DI LUCI E OMBRE

“La Pubblica Amministrazione italiana - ha affermato il presidente del CNEL -  mostra segnali di miglioramento: cresce la consistenza del personale, aumentano gli investimenti in formazione e competenze, si amplia l’uso delle infrastrutture digitali e si moltiplicano le esperienze di innovazione organizzativa. Anche sul fronte dei pagamenti, le amministrazioni locali mostrano progressi rilevanti. Tuttavia, il quadro resta a luci e ombre. Permangono ampi divari territoriali, soprattutto tra Nord e Sud, in settori cruciali come i servizi sociali, l’assistenza all’infanzia e la gestione dei rifiuti. La spesa pro-capite cresce, ma non sempre si traduce in un effettivo miglioramento della qualità percepita dai cittadini”. 


UNA PA CHE STA IMPARANDO A MISURARE SÉ STESSA IN MODO PIÙ MATURO

“Se da un lato il Paese avanza sul fronte della digitalizzazione e dell’economia circolare, dall’altro restano criticità significative negli ambiti ambientali e istituzionali: gestione dell’acqua, consumo di suolo, sovraffollamento carcerario e durata dei procedimenti civili. Nel complesso, l’Italia e i suoi territori non hanno ancora compiuto passi avanti decisivi verso gli obiettivi dell’Agenda 2030, anche se la consapevolezza e l’impegno delle amministrazioni appaiono in crescita. Ciò che emerge è un sistema pubblico che sta imparando a misurare sé stesso in modo più maturo, spostando lo sguardo dai risultati immediati agli effetti di lungo periodo”, ha aggiunto Brunetta.


PA PRESIDIO DI COESIONE E SOSTENIBILITÀ

“In un contesto globale segnato da grandi incertezze, la PA è chiamata a essere non soltanto un erogatore di servizi, ma un costruttore di futuro, un presidio di coesione, sostenibilità e fiducia. Per questo la Relazione sui servizi pubblici che ogni anno il CNEL redige e invia a Parlamento e Governo non va visto solo come un documento tecnico, ma come uno strumento di democrazia sostanziale: un momento di trasparenza, di valutazione e di ascolto. È la rappresentazione concreta di una PA che osserva sé stessa, che misura i propri risultati e l’impatto sulla vita dei cittadini, delle imprese e delle comunità. La Relazione 2025 si muove in piena continuità con quella dell’anno scorso e sposta il focus dalla mera misurazione degli output alla valutazione degli outcome, ossia degli effetti reali delle politiche pubbliche sul benessere collettivo”, ha sottolineato.

 

TRASPARENZA E ACCOUNTABILITY SONO I PILASTRI DI UNA BUONA GOVERNANCE

“La trasparenza e l’accountability - ha evidenziato Brunetta -  sono i pilastri di una buona governance. La responsabilità di redigere la Relazione sui servizi della PA è stata affidata al CNEL dalla legge n. 15 del 2009, una legge di riforma della pubblica amministrazione, proprio per garantire una valutazione indipendente, trasparente e imparziale dell’azione pubblica. Da allora, e con particolare slancio negli ultimi anni, il CNEL ha consolidato il proprio ruolo di ponte istituzionale tra cittadini, imprese e amministrazioni, mantenendo una visione di lungo periodo, coerente con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. La Relazione 2025 conferma questa impostazione metodologica, con tre linee di continuità fondamentali: la misurazione dell’impatto, la centralità della sostenibilità come criterio di valutazione, il coinvolgimento delle parti sociali e dei corpi intermedi”.

 

FONDAMENTALE LA MISURAZIONE DEL VALORE PUBBLICO GENERATO

“La valutazione della performance della PA - ha dichiarato -  viene intesa sempre più come misurazione del valore pubblico generato. Non si tratta più soltanto di verificare l’efficienza di un servizio, ma di comprendere il suo contributo reale nel concorrere al benessere della collettività. In questa chiave, l’Agenda ONU 2030 e i suoi 17 obiettivi diventano il quadro di riferimento sistemico per ogni politica pubblica. L’attenzione si concentra sugli effetti concreti: riduzione delle disuguaglianze, inclusione, equità di genere, salute, istruzione, ambiente”.

 

UNA PA SEMPRE PIÙ ORIENTATA ALLA SOSTENIBILITÀ INTEGRATA

“Quest’anno abbiamo voluto introdurre, nella realizzazione della Relazione sui servizi pubblici, un criterio di rotazione tra i settori analizzati. Per la prima volta la relazione si è concentrata sulla transizione verso modelli di economia circolare, la creazione di ambienti favorevoli all’imprenditoria e all’innovazione e sullo sviluppo di percorsi comuni per far fronte ai cambiamenti climatici. È una scelta che riflette la volontà di integrare la dimensione economica con quella ambientale e sociale, delineando una Pubblica Amministrazione sempre più orientata alla sostenibilità integrata”, ha così concluso.


ZANGRILLO: LA PA CAMBIA VOLTO: INNOVATIVA E MODERNA CON LE PERSONE AL CENTRO

“Il percorso di innovazione della Pubblica amministrazione è diventato tangibile con progetti che sono stati messi a terra con un approccio basato sul lavoro di squadra, sull’ascolto e sul confronto e che stanno portando concreti benefici ai nostri utenti, cittadini e imprese”, lo ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “I dati rappresentano una fonte unica che dobbiamo analizzare con attenzione per capire se la strada tracciata è quella giusta. L’indagine condotta quest’anno dal Dipartimento della Funzione Pubblica con ISTAT ci restituisce una fotografia positiva delle iniziative che abbiamo adottato. In una scala da 1 a 10, i cittadini che hanno interagito con la Pubblica amministrazione nella richiesta di specifici servizi valutano la loro esperienza con un punteggio medio di 7 e punte oltre l’8. Questo vuol dire che dobbiamo continuare a lavorare dando centralità alle persone”, lo ha dichiarato Zangrillo. Durante il suo intervento il ministro ha ricordato le iniziative adottate per rendere le amministrazioni sempre più attrattive. Dal rafforzamento del Portale inPA, con i tempi delle procedure di reclutamento ridotte da 2 anni a circa 180 giorni, passando per il potenziamento della formazione soprattutto sulle competenze trasversali, fino ad arrivare a sistemi improntati sul merito”, ha sottolineato Zangrillo. “In questo percorso il ruolo dei dirigenti assume un ruolo strategico. Va in questa direzione il disegno di legge sul merito, ora all’esame del Parlamento, in cui si passa da un approccio burocratico a uno per obiettivi. Premiare le persone sulla base dei risultati raggiunti è un passaggio fondamentale che deve responsabilizzare soprattutto i dirigenti pubblici, veri leader”, ha aggiunto il ministro. Una attenzione particolare è stata dedicata alla burocrazia. “Abbiamo semplificato circa 400 procedure in settori strategici come l’ambiente, i controlli alle imprese, l’artigianato, i servizi sanitari. Continuiamo ad essere al fianco degli enti territoriali con uno stanziamento di 100 milioni per la riqualificazione degli spazi e gli strumenti di lavoro. Con il portale Italia Semplice, per la prima volta, permettiamo a tutti i nostri utenti di conoscere cosa e come stiamo semplificando. Un passaggio importante per avvicinarci sempre di piú ai nostri utenti, cittadini e imprese”, ha concluso Zangrillo.


MALLEN: DA RELAZIONE SERVIZI PA UNO STIMOLO PER ACCELERARE MIGLIORAMENTI IN ATTO

“Il percorso intrapreso con la Relazione dello scorso anno prosegue anche nel 2025, puntando con ancora maggiore vigore alla valutazione dell’impatto. La Relazione tende a leggere l’azione pubblica attraverso gli effetti reali sul benessere dei cittadini, nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con una visione di lungo periodo.  Un approccio fondato su indicatori tangibili e comparabili, capace di coniugare efficienza, equità, sostenibilità e trasparenza. Il contributo di numerosi enti e istituzioni ha restituito un affresco dei servizi pubblici caratterizzato da segnali di innovazione, sul versante della digitalizzazione e dell’economia circolare, ad esempio, insieme a criticità significative. Un dato emerge con assoluta rilevanza: l'eccessiva frammentazione territoriale dei servizi, sia in termini quantitativi che qualitativi, e la frequente distanza dei valori italiani dalla media UE e dagli obiettivi al 2030. Permangono, quindi, margini di miglioramento e ci auguriamo che la Relazione del CNEL sia da stimolo per un'accelerazione in tale direzione”. È quanto ha dichiarato la consigliera CNEL Marcella Mallen.

PERROTTA: RELAZIONE SERVIZI PA FONDAMENTALE PER ANALIZZARE STANZIAMENTO RISORSE E RISULTATI RAGGIUNTI

“Devo ringraziare il CNEL per l'attenta analisi svolta con la Relazione sui servizi pubblici, mettendo a fuoco ambiti centrali per la vita dei cittadini, quali la sanità o la giustizia, che sono poi le stesse aree inserite nel Piano strutturale di bilancio di medio termine, il nuovo documento di programmazione previsto dalla governance europea. Aree fondamentali su cui immaginare riforme e investimenti. I principi alla base della disciplina dei servizi pubblici, come la parità di trattamento, l'adeguatezza, la continuità dei livelli sono per noi essenziali, perché troppo spesso la contabilità pubblica si è limitata ad analizzare principi quali l’efficienza e l’efficacia tralasciando il principio dell’equità. È impensabile immaginare la funzione allocativa senza una funzione distributiva e redistributiva e una funzione volta alla crescita e allo sviluppo. Per cui oggi a fronte di un vincolo di bilancio stringente occorre analizzare non solo dove le risorse sono stanziate, ma se si raggiungono i risultati per i quali sono state stanziate”. Lo ha affermato Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato.

PADOVANI: PREMIO IMPATTO PA, TRASPARENZA E METODO GUIDANO LE VALUTAZIONI

“Il Premio Impatto PA 2025 del CNEL ha portato alla luce 40 buone pratiche, selezionate come ‘finaliste’. La valutazione si è basata su sei criteri fondamentali: sostenibilità economica (progetti che vivano sulle proprie gambe e continuino nel tempo), giustizia ed equità sociale (progetti che includano la cura delle persone, guardando sia all'interno che all'esterno dell'amministrazione ), sostenibilità ambientale , coinvolgimento degli stakeholder (con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani), risultati e impatti concreti (assegnato solo a chi dimostra concretamente di aver prodotto risultati non parole ma nei fatti), riusabilità (la possibilità che il progetto possa essere trasferito ad altri contesti). Il modello adottato è stato elogiato per il suo rigore metodologico e per rappresentare un contributo concreto alla trasparenza”. Lo ha detto Emanuele Padovani, professore presso l’Università degli Studi di Bologna.