MANOVRA: BRUNETTA, BENE POLITICA ECONOMICA MA ORA PIÙ CRESCITA CON ULTIMO MIGLIO PNRR

16 ottobre 2025

Intervista su Radio Radicale per la rubrica Rivoluzione in corso

“Voglio ricordare – ha sottolineato il presidente del CNEL Renato Brunetta su Radio Radicale, per la rubrica ‘Rivoluzione in corso’ – che la legge di bilancio si inserisce nel nuovo Patto di stabilità, incentrato su un documento di programmazione: il Piano Strutturale di Bilancio di medio termine, con obiettivi sia finanziari che di riforme e investimenti. L’ unico indicatore da monitorare è la spesa pubblica netta, con riferimento agli aggiustamenti per rispettare i parametri rimasti immutati dei rapporti deficit/PIL (3%) e debito/PIL (60%). Il Piano ha una validità di cinque anni estendibili fino a 7 (l’Italia ha optato per il settennio) ed è stato presentato il 20 settembre 2024”.

"Entro il 2 ottobre – ha proseguito Brunetta – il Governo, così come negli altri Paesi UE, approva il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), in sostituzione della NADEF, che aggiorna le previsioni di finanza pubblica già contenute nel Documento di Economia e Finanza presentato entro il 30 aprile di ogni anno. Il DPFP contiene il conto delle amministrazioni pubbliche, l’aggregato della spesa netta, le misure previste nella successiva manovra. Entro il 15 ottobre, i Governi trasmettono alla Commissione europea e all’Eurogruppo il Documento programmatico di bilancio (DPB). Le tabelle del DPB contengono le proiezioni delle entrate e delle spese e l'obiettivo di saldo di bilancio, come specificato dal MEF Dipartimento del Tesoro”.

"Entro il 20 ottobre - ha sottolineato - il Governo presenta il disegno di legge di bilancio in Consiglio dei ministri ed entro novembre la Commissione europea esprime i propri pareri sui progetti di bilancio degli Stati, verificandone la coerenza con le regole UE e con le raccomandazioni specifiche per Paese adottate dal Consiglio dell’Unione europea in estate”.

“Vorrei sottolineare – ha detto il presidente del CNEL – un punto centrale. Il nuovo Patto di stabilità dell’Unione Europea prevede un controllo molto attento dei conti pubblici. L’importante è la sostenibilità del debito, la riduzione del deficit, la capacità di mantenere sotto controllo la spesa pubblica. Tutto ciò è indubbiamente positivo, ma dobbiamo chiederci come si colloca in un contesto di congiuntura europea e mondiale incerto, instabile e con una crescita non particolarmente brillante, anche in ragione delle esogene, come le guerre o i dazi. In questo contesto, le direttive del nuovo Patto di stabilità sono pro-cicliche. Non vanno a sostenere la crescita e questo rischia di peggiorare la situazione invece di migliorarla. L’Italia, da qualche anno, si distingue per una politica economica virtuosa ed è un bene. I mercati plaudono. Paghiamo di meno il debito. È un punto a nostro merito che il Governo stia facendo una politica economica seria e credibile. Però la crescita rimane bassa. E allora – ha concluso Brunetta – dobbiamo puntare sull’ultimo miglio del PNRR. Perché PNRR vuol dire investimenti, vuol dire spesa, vuol dire PIL, vuol dire potenziale aumento di produttività, vuol dire dare un impulso alla crescita del Paese". Ha così concluso.

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