SIGLATO PROTOCOLLO D’INTESA TRA CNEL E CONFERENZA PRESIDENTI ASSEMBLEE LEGISLATIVE REGIONI E PROVINCE AUTONOME

27 ottobre 2025

Sottoscritto a Villa Lubin al termine dell’evento “Salute, imprese e lavoro”

È stato firmato oggi un Protocollo d’intesa tra il CNEL e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.

L’Accordo – sottoscritto dal Presidente del CNEL Renato Brunetta e dal Presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza Antonello Aurigemma – consolida la collaborazione istituzionale tra il Consiglio e le Assemblee legislative regionali, definendo un quadro stabile di cooperazione su temi di comune interesse e in particolare: servizi per il lavoro, formazione professionale, apprendistato e politiche attive del lavoro, contrattazione collettiva, salute e sicurezza sul lavoro, nonché gli ambiti relativi alle politiche industriali e al sostegno alle imprese, al rafforzamento della rete integrata dei servizi sociali territoriali, alle aree interne, alle analisi dei flussi migratori e delle conseguenti problematiche connesse all’integrazione degli stranieri.

La collaborazione riguarderà anche le attività relative alla predisposizione della Relazione CNEL sui servizi pubblici e gli interventi volti a promuovere l’inclusione socio-lavorativa delle persone private della libertà personale, mediante il lavoro, lo studio e la formazione in carcere e fuori dal carcere. Inoltre, prevede azioni per la sperimentazione di quanto disposto dalla legge 15 maggio 2025 n. 76, soprattutto in materia di partecipazione gestionale e organizzativa nelle aziende a partecipazione pubblica le cui quote di maggioranza sono possedute dalle Regioni.


BRUNETTA: L'INTESA RAFFORZA IL RACCORDO CON LE AUTONOMIE TERRITORIALI

"Questo accordo – ha dichiarato il Presidente del CNEL – assume per noi un grande significato, perché si colloca nel quadro di un intenso lavoro di rete portato avanti dal CNEL sin dall’avvio della XI Consiliatura. In particolare, l’intesa va a rafforzare la tessitura di relazioni interistituzionali sul piano locale, quello più vicino alle esigenze dei cittadini e delle imprese sui territori. L’obiettivo è di rilanciare la collaborazione e il raccordo con le autonomie territoriali e al tempo stesso valorizzare il contributo delle Assemblee legislative regionali alla definizione delle politiche pubbliche". 


AURIGEMMA: IL PROTOCOLLO CHE OGGI FIRMIAMO HA UN VALORE STRATEGICO

"Le sfide del lavoro che cambia, delle imprese che devono adattarsi all’innovazione tecnologica e adottare modelli sostenibili, e della sanità che deve essere sempre più integrata e vicina ai cittadini, richiedono – ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza – una rete di cooperazione istituzionale. Ecco perché il protocollo che oggi firmiamo ha un valore strategico: consente di condividere analisi, studi, dati, buone pratiche, e di promuovere proposte e indirizzi comuni su temi che toccano da vicino la vita quotidiana delle persone. L’intesa che oggi inauguriamo, quindi, non è solo un impegno reciproco tra istituzioni, ma un patto nei confronti dei cittadini, per l’eliminazione delle diseguaglianze, la valorizzazione delle specificità dei singoli territori e la realizzazione di un Paese più competitivo e più solidale".


Il Protocollo d’intesa è stato siglato a Villa Lubin al termine dell’evento "Salute, imprese e lavoro", promosso dal CNEL in collaborazione con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto istituzionale sui temi della qualità dei servizi pubblici, delle politiche per il lavoro e dello sviluppo territoriale.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del CNEL Renato Brunetta, seguito dall’introduzione della consigliera Marcella Mallen, coordinatrice del Gruppo di lavoro sulla Relazione al Parlamento e al Governo in materia di livelli e qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni. 

Nel corso dei lavori sono intervenuti i consiglieri CNEL Fiovo Bitti, Rossana Dettori, Mario Braga e Paolo Pirani, oltre a rappresentanti e funzionari delle Regioni e ai Presidenti dei Consigli regionali Roberto Ciambetti (Presidente del Consiglio regionale del Veneto), Quintino Pallante (Presidente del Consiglio regionale del Molise) e Stefano Balleari (Presidente del Consiglio regionale della Liguria). 

Le conclusioni sono state affidate ad Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio e Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.

 

 


 

GLI INTERVENTI DEI RELATORI 

MALLEN: REGIONI ED ENTI LOCALI SONO PRIMO PRESIDIO DI PROSSIMITÀ

"La Relazione annuale del CNEL sui servizi pubblici ha affermato la consigliera - consolida la prospettiva della valutazione dell’impatto. L’obiettivo non è solo verificare spesa e quantità dei servizi ma capire cosa producono in termini di benessere economico, sociale e ambientale, in termini di ricadute sulla vita delle persone e sulle imprese. Questo cambio di paradigma sposta l'attenzione dal semplice output all’outcome, segnando una rivoluzione culturale per la Pubblica Amministrazione. Ciò implica abbandonare la logica della rendicontazione formale per abbracciare la responsabilità sostanziale, assumendo come riferimento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030. In questa visione, il ruolo delle Regioni e degli Enti locali è decisivo, essendo il primo presidio di prossimità dove le politiche prendono forma e dove si misura la fiducia nello Stato. I dati della Relazione 2025 ci ricordano che ancora permangono significativi divari territoriali, non solo lungo l’asse Nord-Sud ma anche fra aree urbane e aree interne. Colmare questi divari vuol dire garantire i diritti di cittadinanza e in questo le Regioni sono fondamentali". 

BITTI: WELFARE E SERVIZI SOCIALI AL CENTRO DELLE ATTIVITÀ DELLA XI CONSILIATURA

"L’XI Consiliatura del CNEL - ha dichiarato il consigliere - sta ponendo particolare attenzione ai temi relativi al welfare e ai servizi sociali. Temi che trovano concretezza anche grazie all’attività dell’Osservatorio nazionale sui servizi sociali territoriali, istituito presso il Consiglio e che sin dal suo insediamento ha lavorato intensamente per fornire un quadro aggiornato sulle politiche sociali del nostro Paese. Cito, tra l’altro, la fotografia fornita dalla relazione sui Servizi sociali territoriali 2024. Questo lavoro di analisi si è poi tradotto in iniziative legislative, come il Ddl CNEL che interviene in revisione della legge quadro 328 del 2000 e il Ddl in materia di Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP), che si trova già sotto lo scrutinio della Commissione parlamentare competente”.

DETTORI: GARANTIRE E MIGLIORARE L'ACCESSO AI SERVIZI SANITARI PER TUTTI I CITTADINI

"In tema di salute - ha affermato la consigliera - il percorso che immaginiamo parte dall'esortazione di Papa Francesco a preservare il Servizio Sanitario Nazionale sulla base dei principi di universalità, equità e solidarietà. Attraverso un coordinamento interregionale, vogliamo arrivare a un documento specifico volto al rilancio del sistema. Tema centrale è come garantire e migliorare l'accesso ai servizi sanitari per tutti i cittadini, facilitando i percorsi, assicurando i supporti necessari. Fondamentale è anche la prevenzione. In tutto ciò è cruciale il coinvolgimento dei sindaci, nella definizione dei bisogni sanitari locali e delle politiche territoriali, specialmente per le aree interne. L'obiettivo è rafforzare il rapporto Stato-Regioni e costruire un sistema più equo, che migliori le condizioni sociali e sanitarie del Paese". 

BRAGA: SU FORMAZIONE IMPORTANTE PROCEDERE CON OGNI UTILE AZIONE DI RACCORDO

"Sul tema formazione - ha dichiarato il consigliere - anche il Presidente Mattarella, venerdì scorso durante la cerimonia di assegnazione dei riconoscimenti di Cavalieri del Lavoro, ha voluto evidenziare come sia uno dei fattori principali di inclusione, di innovazione, di costruzione del bene comune. Siamo tutti consapevoli che le tante attività formative e di istruzione sono oggetto di una pluralità di definizioni, che creano incertezza, anche tra gli esperti del settore. Ci sono poi tanti temi collegati: lo spopolamento e l'abbandono delle aree interne; il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro; un nuovo analfabetismo funzionale ma anche totale; il dato dei NEET e quello degli abbandoni scolastici; le fragilità giovanili; l'inadeguata formazione degli immigrati. Di fronte a questo quadro, è importante procedere con ogni utile azione di raccordo con questa iniziativa in ambito di formazione professionale, materia costituzionalmente di competenza regionale e delle Province autonome di Trento e Bolzano".

PIRANI: REGIONI ATTORI FONDAMENTALI NEI PROCESSI DI RICONVERSIONE INDUSTRIALE 

"Il lavoro che abbiamo svolto si è sviluppato - ha affermato Pirani - da un lato con il documento sulle politiche industriali realizzato in sinergia con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall’altro con un’analisi specifica sulle dinamiche e le buone pratiche regionali. L'esperienza storica dimostra come le Regioni siano attori fondamentali nei processi di riconversione industriale e di programmazione negoziata. Oggi, il Paese è alle prese con fenomeni che pesano sulle capacità di crescita e di sviluppo, come il calo demografico e la desertificazione bancaria e per affrontarli occorre superare una visione frammentata, selezionando impegni strategici sulle transizioni energetica e digitale. In questo contesto, le Regioni non devono essere spettatori, ma attori qualificati che partecipano alla definizione di politiche in grado di incidere sui territori e sullo sviluppo economico complessivo". 

BALLEARI: TRA CNEL E ASSEMBLEE REGIONALI PERCORSO NUOVO CHE VALORIZZA LAVORO CONDIVISO

"Ringrazio il presidente del CNEL, Renato Brunetta, per l'impulso deciso con cui ha voluto avviare questo percorso nuovo e strutturato tra il Consiglio e le Assemblee regionali. La logica che ha animato questo incontro ha affermato il Presidente del Consiglio Regionale della Liguria - pone al centro le Regioni e supera l'idea di considerarle solo come ricettori passivi di decisioni calate dall'alto o come soggetti unicamente consultati. Si tratta invece di un approccio che valorizza un metodo di lavoro condiviso, in cui le Regioni e le Assemblee legislative apportano proposte operative concrete, sperimentazioni legislative e buone pratiche già in atto. Il CNEL, dal canto suo, assicura l'apporto della sua visione d'insieme e della competenza economico-sociale che la Costituzione gli riconosce. Pongo l’attenzione, in particolare, sul tema della formazione professionale. La mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze, il mismatch, rimane una delle criticità principali che affligge i nostri sistemi produttivi. Senza una connessione solida e strutturale tra imprese, parti sociali, scuola e istituzioni, nessuna politica può dare risultati realmente efficaci".

CIAMBETTI: SICUREZZA SUL LAVORO È INVESTIMENTO STRATEGICO, URGE UN SALTO DI QUALITÀ CULTURALE

"Il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro - ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale del Veneto -  è un fondamento della convivenza civile e un elemento chiave della competitività nazionale. Per troppo tempo la sicurezza è stata vista come un mero costo burocratico. Oggi è chiaro che rappresenta un investimento strategico e per questo richiede un salto di qualità culturale prima che normativo. Non c'è impresa sana senza lavoro sicuro, e viceversa. La sicurezza si costruisce soprattutto nei territori, dove le Regioni hanno un ruolo decisivo. Oltre alla vigilanza, coordinano sistemi che mettono in rete imprese, enti di formazione e parti sociali. Dove questa sinergia funziona, si registrano meno infortuni e più produttività. Anche il CNEL è strategico in questa prospettiva, specie grazie all'Osservatorio permanente e alla convenzione con l'INAIL, per collegare gli infortuni al codice dei Contratti Nazionali di Lavoro applicati. Le Regioni devono diventare protagoniste di un nuovo patto per la qualità del lavoro e la competitività del sistema Paese".

PALLANTE: IL FUTURO DEI TERRITORI PASSA ANCHE ATTRAVERSO LA COLLABORAZIONE TRA LE VARIE ISTITUZIONI

"Il tessuto produttivo del Molise - ha affermato il presidente del Consiglio Regionale del Molise - è composto per oltre il 95% da micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare, radicate nel territorio, che operano con stoica resilienza. Negli ultimi mesi abbiamo registrato alcuni primi segnali positivi. Le imprese artigiane, circa il 20% delle nostre attività produttive, restano una componente importante per l’occupazione e la coesione sociale. Un segnale interessante viene anche dall'imprenditoria femminile che in Molise è tra le più alte d'Italia, il 27% del totale sono imprese guidate da donne. Anche le imprese a guida estera sono aumentate di oltre il 15% negli ultimi dieci anni. Tutti questi numeri ci raccontano una realtà viva e capace di adattarsi ma c'è una difficoltà di crescere in modo strutturale e duraturo. Perciò è importante parlare non solo di sostegno, ma anche di accompagnamento. Il CNEL, con la sua funzione di raccordo e di analisi, può diventare un punto di riferimento prezioso per fornire dati, tendenze e buone pratiche alle Regioni. Il futuro dei nostri territori passa attraverso le imprese, il lavoro, i giovani, e passa anche attraverso la collaborazione tra le varie istituzioni – Regioni, Parlamento. Sono convinto che il protocollo che oggi sottoscriviamo possa essere un punto di partenza per questo lavoro comune". 


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