La nota del consigliere del CNEL
Il consigliere del CNEL Vincenzo Falabella esprime forte disappunto per la richiesta di accertamento in capo all’INPS della permanenza dei requisiti sanitari ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, con oneri a carico delle singole amministrazioni, delle risorse umane e strumentali degli enti di cui all’articolo 19, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e dei medici della sanità militare. A norma della recente riforma di cui alla Legge 227/2021, attuata dal decreto legislativo 62/2024, la valutazione di base e i fattori di revisione della condizione di disabilità sono già affidati all’INPS e regolati dalla normativa vigente. Le unità di valutazione sono strutturate con competenze multifunzionali, che non possono essere assegnate senza idonea formazione ai medici della sanità militare, come invece previsto nella proposta contenuta nella legge di bilancio.
"Oltre all’antinomia giuridica che si determinerebbe – sottolinea – l’entrata in vigore della riforma sulla disabilità ha richiesto un importante sforzo organizzativo della Pubblica Amministrazione che verrebbe ora vanificato. La norma rischia di introdurre una logica di controllo e di sfiducia nei confronti dei lavoratori che assistono familiari con disabilità, stravolgendo lo spirito originario della Legge 104, fondata sulla solidarietà familiare e sull’inclusione sociale, e determinando un’evidente discriminazione tra i dipendenti pubblici con disabilità e gli altri lavoratori".
"È inaccettabile – dichiara Falabella – che si possa arrivare a subordinare l’esercizio di un diritto fondamentale a ulteriori verifiche promosse dai datori di lavoro. La persona con disabilità e la sua famiglia non possono essere trattate come oggetto di sospetto. Questa impostazione rischia di creare un clima di tensione e di sfiducia, minando la serenità e la dignità di chi quotidianamente si fa carico di situazioni di grande fragilità".
Falabella evidenzia, inoltre, che la previsione di convenzioni onerose tra INPS e amministrazioni pubbliche per l’effettuazione delle verifiche rappresenta un inutile aggravio economico e burocratico, in contrasto con gli obiettivi di semplificazione e razionalizzazione della Pubblica Amministrazione.
Il consigliere CNEL sottolinea, infine, che il CNEL potrebbe essere il luogo di confronto istituzionale più idoneo per approfondire le criticità della norma e individuare soluzioni condivise, eque e rispettose dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
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