Brunetta: valorizzare le reti contro la desertificazione dei territori
Si è tenuta oggi presso la Plenaria Marco Biagi del CNEL l'Assemblea annuale dell'Associazione dei giovani imprenditori agricoli (Agia), organizzazione giovanile della Confederazione italiana agricoltura (Cia), dal titolo "Come l’Agia ha accompagnato l’evoluzione dell’impresa agricola giovanile negli ultimi 25 anni".
L'evento ha rappresentato l'occasione per celebrare i 25 anni di Agia-Cia, presieduta da Enrico Calentini.
Ha aperto i lavori il presidente del CNEL Renato Brunetta.
"I corpi intermedi - ha affermato - sono reti: reti sociali, reti di inclusione, reti di intelligenza, di lavoro, di tecnologia. Reti di cultura e di storia. Perché oggi quella che viviamo è sempre più l’epoca delle reti, in grado di costruire un tessuto forte e flessibile, come le strutture in fogli di carbonio intrecciati tra di loro. Le reti sono essenziali per governare le transizioni: quella energetica, quella digitale e quella demografica. A questo riguardo, siamo alle prese con una vera e propria glaciazione demografica. È il tema dei temi. E riguarda tanti ambiti, come quello delle aree interne e della desertificazione dei servizi sui territori. Noi come CNEL stiamo facendo proprio questo: vogliamo valorizzare e mettere insieme tutte le reti, dai consorzi di bonifica alle camere di commercio, dalle università popolari alle fondazioni bancarie. Quindi ricordate che non siete soli. Lavoriamo insieme in questa prospettiva. Per avere sostenibilità territoriale, sostenibilità delle aree interne e per rendere più sostenibile il vostro lavoro. Lavoriamo insieme a un pacchetto di proposte da trasformare in uno o più disegni di legge d’iniziativa CNEL, da mandare in Parlamento come sassi nello stagno".
CALENTINI: ENTRO PROSSIMI 25 ANNI PIENA REALIZZAZIONE DEL RICAMBIO GENERAZIONALE NEL SETTORE AGRICOLO
"Ripercorrere i 25 anni di Agia-Cia serve a rinsaldare l’impegno dell’associazione in favore delle politiche agricole giovanili - ha detto il presidente nazionale Agia-Cia - ma anche a sollecitare azioni concrete e fondi adeguati a dare seguito alle leggi e alle proposte ora in campo. In un Paese che invecchia l’agricoltura è ancora il settore che fatica più di tutti a contrastare il calo demografico e nonostante la leva dell’innovazione scientifica e digitale. Con le crisi in corso, climatica e geopolitica in primis, non ce lo possiamo permettere. La sicurezza alimentare globale, il Made in Italy nel mondo, le aree interne e rurali cuore pulsante del nostro agroalimentare devono poter contare sugli under 40. Entro i prossimi 25 anni ci aspettiamo la piena realizzazione di quel ricambio generazionale nel settore davvero in grado di autodeterminarsi, quanto a reddito e competitività. Per questo, l’obiettivo della Strategia Ue di portare gli under 40 del comparto al 24%, non può stare in piedi senza un bilancio dedicato nella Pac. Al governo italiano chiediamo di fare la differenza ancora prima, portando avanti l’efficacia della sua legge Quadro".
FINI: TUTELARE L'AGRICOLTURA E LE SUE AREE INTERNE
"I migliori auguri ad Agia-Cia per il suo quarto di secolo, che merita insieme a tutti i suoi giovani un’Europa all’altezza, che non indebolisca e frammenti una delle politiche fondanti dell’Ue. Continueremo a dare battaglia per difendere la Pac, tutelare tutta l’agricoltura e le sue aree interne, dove sentirsi liberi di restare per costruire futuro", ha dichiarato Cristiano Fini, presidente della Confederazione Agricoltori italiani e consigliere del CNEL.
Ha inoltre contribuito al dibattito il consigliere CNEL e docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Alessandro Rosina, intervenuto nel corso del panel 'Riflessioni sulla demografia italiana e le prospettive per il Paese e il Bilancio Intergenerazionale'.
"Siamo nel terzo decennio di questo secolo - ha affermato il consigliere del CNEL - e ci accorgiamo che non abbiamo interpretato bene la transizione demografica, trovandoci con squilibri accentuati che mettono in crisi l'impalcatura del nostro Paese, proprio come la Torre di Pisa che, arrivata al terzo piano, subì un cedimento. Di fronte a questa inclinazione, c'erano tre opzioni: abbandonare il Paese, come un fallimento; fare finta di niente, continuando a costruire finché non crollerà (come stiamo facendo adesso); oppure, la terza opzione, quella che ha reso la Torre di Pisa la più famosa del mondo: rimettersi in discussione e trovare soluzioni nuove. Dobbiamo trovare il nostro modo di essere vincenti, non imitando gli altri, ma in modo sostenibile. Questo lo si fa in due modi: uno, rafforzando la base, che per noi significa gestire l'immigrazione e impedire che la natalità continui a crollare. Due, costruire con una curvatura opposta alla pendenza. Mettere in campo le componenti che finora abbiamo lasciato da parte, come i giovani e le donne, le nuove tecnologie e la collaborazione tra generazioni. Così il baricentro cadrà all'interno della base e, pur pendente, la torre diventerà sostenibile, bella, diversa e capace di funzionare".
Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del Consiglio europeo dei giovani agricoltori (Ceja) Peter Meedendorp e il presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati Mirco Carloni.
Ha concluso i lavori il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
"Si parla molto di ricambio generazionale", ha affermato il ministro. "Tutti cercano le risposte per riuscire a risolvere il problema. La risposta io credo sia una: ci sono persone che vorrebbero svolgere un'attività con passione, bisogna dare loro innanzitutto il reddito per vivere bene, per vivere bene riuscendo ad avere soddisfazione e avendo riconosciuto il loro ruolo all'interno della società. E qual è il ruolo dell'agricoltore? Il custode del territorio, prima ancora che il garante della sicurezza alimentare di qualità. Questo è il ruolo che per noi hanno gli agricoltori".
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