AL CNEL CONVEGNO CISL SU "IL CAMMINO DELLA RESPONSABILITÀ"

20 novembre 2025

Brunetta: serve spirito costituente per il nostro Paese e per l’Europa

Si è svolto oggi, presso la Plenaria Marco Biagi del CNEL, il convegno “Sul cammino della responsabilità, il Patto che serve al Paese e all’Europa”, promosso dalla CISL. L’iniziativa ha riunito rappresentanti del sistema produttivo e del mondo accademico per discutere l’opportunità di costruire un grande Patto Sociale capace di rilanciare produttività, salari e innovazione.

Ha aperto i lavori il presidente del CNEL, Renato Brunetta. Le conclusioni sono state affidate alla segretaria generale della CISL Daniela Fumarola. Sono intervenuti, tra gli altri, la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto.

“Viviamo tempi difficili. Caotici, disordinati, conflittuali. Per fortuna, ha dichiarato Brunetta, dentro questa fase storica così difficile qualcuno pensa in grande: avviare un cammino della responsabilità per un nuovo patto in Italia e in Europa. Avere un obiettivo di questa portata è un aspetto da sottolineare e ne va dato atto alla CISL. Proprio in questi giorni ho visto un barlume di speranza in Parlamento, con l’approvazione bipartisan in prima lettura di un testo contro la violenza sulle donne. Ho visto aleggiare uno spirito costituente. Un salto culturale straordinario. Perché questo stesso spirito costituente non lo applichiamo al cammino della responsabilità e al patto che serve al nostro Paese e all’Europa? È un sogno, che ha connotato tutta la mia vita professionale, politica e istituzionale. Questo paese è stato capace di costruire patti e percorsi d’incontro tra corpi intermedi e governi. Penso al lodo Scotti, all’accordo che portò al decreto di San Valentino, al protocollo Ciampi. Serve un nuovo momento costituente, come quello che si ebbe nell’eremo di Camaldoli, nel luglio 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, quando un gruppo di intellettuali di matrice cattolica diede vita a quella che sarà la Costituzione sociale della Repubblica italiana. Il Codice di Camaldoli divenne in Assemblea costituente il catalizzatore di un sentire comune. Fu un vero miracolo, con il consenso unanime di tutte le famiglie politiche: liberali, cattoliche, socialiste, socialdemocratiche, comuniste.  Ora come allora – ha concluso Brunetta – serve uno spirito costituente per rispondere alle sfide delle grandi transizioni: ambientale, demografica, tecnologica. Per rispondere allo strapotere delle piattaforme digitali, al prevalere degli egoismi, all’individualismo conflittuale, all’isolazionismo. Sognare in grande è ancora possibile. Sognare il ritorno di uno spirito costituente per il nostro Paese e per l’Europa”.

Durante il suo intervento, il presidente Brunetta ha richiamato il recente Disegno di legge di iniziativa CNEL "Disposizioni per la valorizzazione della fraternità umana nei luoghi di lavoro" (cliccare qui per il Ddl), approvato dall' Assemblea il 24 luglio scorso e già incardinato presso la Commissione Lavoro della Camera dei deputati.

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MASSAGLI: NECESSARIO PATTO DELLA RESPONSABILITÀ PER AFFRONTARE SFIDE EPOCALI DEL PAESE

“È necessario un patto della responsabilità per affrontare le sfide epocali del Paese. Penso al tema dell’intelligenza artificiale generativa o alla transizione demografica. Un patto che assuma una logica espansiva. Occorre passare da una generica politica dei redditi a una politica per espandere i redditi, essenziale per superare la stagnazione salariale. Fondamentale è l’impegno del CNEL, che sta intervenendo con un’azione significativa sulla banca dati dei contratti collettivi di lavoro, migliorando e rendendo più trasparente l’Archivio nazionale istituito presso il Consiglio. Questo lavoro permetterà di fare chiarezza anche sul fenomeno della contrattazione pirata, evitando la strumentalizzazione politica del dato. Ognuno faccia la sua parte, mettendo sul tavolo anche qualche sacrificio, con l’obiettivo di individuare un sentiero di crescita efficace. Sposiamo l’idea dell’homo innovationis, liberando la capacità della persona nel non essere passiva rispetto al proprio destino”. Lo ha affermato il consigliere CNEL e presidente della Fondazione Ezio Tarantelli Emmanuele Massagli.


GRANELLI: ITALIA CRESCE QUANDO SINDACATI E IMPRESE GUARDANO NELLA STESSA DIREZIONE

“L’Italia - ha affermato il presidente di Confartigianato Marco Granelli - non cresce per decreto, non si rialza da sola, non trova da sé la strada delle grandi transizioni che stiamo vivendo. Cresce quando chi lavora e chi crea lavoro sceglie di non voltarsi le spalle, quando sindacati e imprese decidono di tenere lo sguardo puntato nella stessa direzione. Ed è qui che le imprese che voglio rappresentare, le imprese del valore artigiano, sentono di poter parlare con voce piena. Un patto può produrre effetti concreti fra attori che rappresentano davvero imprese e lavoratori, che hanno la forza dei numeri, la solidità della storia e la credibilità delle relazioni costruite nel tempo: solo così il patto diventa uno strumento efficace e non un esercizio formale. Le imprese a valore artigiano sono pronte a fare la loro parte in questo cammino della responsabilità evocato dalla CISL, pronte a costruire un’Italia che non lascia indietro nessuno, che ha un senso di mutualità nell’operare; pronte a dire, con forza e con umiltà, che il futuro non ci verrà consegnato ma lo dobbiamo generare assieme. L’Italia vera, quella che non ha paura del domani, esiste già e ha il volto dei suoi lavoratori, le mani dei suoi imprenditori e cammina ogni giorno nella stessa direzione.”


LUSETTI: LOTTA AL DUMPING ELEMENTO QUALIFICANTE DI UN POSSIBILE PATTO

"Se vogliamo parlare di un patto che guardi all’interesse complessivo del Paese dobbiamo evitare che diventi un elemento di posizionamento politico, perché questo escluderebbe qualcuno. Dobbiamo affrontare questioni concrete, come quella demografica e l'immigrazione, che deve essere gestita come una risorsa, senza estremismi e tifoserie. Altro elemento cruciale è la gestione della transizione dovuta all'Intelligenza Artificiale. Non possiamo pensare di fermare il mare con le mani, ma abbiamo bisogno di capire come farla diventare uno strumento a supporto della qualità del lavoro delle persone. Anche la lotta contro il dumping contrattuale è un elemento qualificante di un possibile patto, per garantire concorrenza trasparente e sicurezza sul lavoro”, ha dichiarato il vicepresidente di Confcommercio Mauro Lusetti.


MARCHESINI: PARTITA SI GIOCA IN EUROPA

"Condividiamo l'obiettivo della Cisl di costruire un patto di responsabilità fondato su coesione e sviluppo, ma ogni proposta deve confrontarsi con un tema imprescindibile che è la competitività del sistema produttivo, messo alla prova da un mercato globale sempre più aggressivo e dalla sfida della triplice transizione - ambientale, digitale e demografica - che sta ridisegnando le nostre imprese e la nostra società in modo profondo". Così Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali. "La competitività non può essere affrontata solo in chiave nazionale: la partita si gioca in Europa. Molte leggi che impattano sulle imprese nascono a Bruxelles e vanno gestite senza sacrificare valore e capacità produttiva. Poi, la competitività richiede un impegno politico convinto e di lungo periodo. Un patto che coinvolga anche il governo deve necessariamente avere un orizzonte temporale medio-lungo: solo così possiamo dare stabilità e prospettiva alle imprese e ai lavoratori. Infine, dobbiamo essere consapevoli dei limiti strutturali del nostro sistema produttivo, dove il 5,5% delle imprese e i 10 milioni di lavoratori in esse occupati finanziano una quota preponderante dei servizi pubblici e del sistema di welfare da cui dipendono oltre 50 milioni di persone. Nel definire un patto di responsabilità non si può non tener conto di questi dati e dell'elevata pressione fiscale e contributiva (pari al 42,5% del Pil nel 2024, oltre 930 miliardi di euro) che grava su imprese e famiglie", ha concluso.


PICIERNO: PARLARE DI CRESCITA NON È MAI STATO COSÌ NECESSARIO

"Noi viviamo un tempo che definire complesso è davvero poco", ha detto la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno in un videomessaggio. "Un tempo - ha aggiunto - in cui la promessa del progresso per tutti si è inclinata sotto il peso delle tante crisi che si sono accumulate l'una dietro l'altra: crisi economiche, crisi sociali, crisi geopolitiche. Proprio per questo  parlare di crescita non è mai stato così necessario e così urgente. Perché la crescita non è soltanto un fatto economico, è la capacità di una comunità di tenere insieme la dignità del lavoro con l'innovazione, con il benessere diffuso e con la coesione sociale. Il percorso del Pnrr ha insegnato una lezione davvero molto importante: quando l'Italia riesce a fare sistema, quando smette di muoversi per frammenti, può ottenere risultati che sembravano davvero impensabili. La sfida vera inizia ora, perché la fase del post Pnrr sarà la prova della nostra maturità e non sarà sufficiente amministrare bene le risorse: noi dovremo imparare a dare continuità al nostro lavoro, dovremo correggere ciò che si è rivelato sbagliato e infine costruire un modello sociale ed economico assolutamente più stabile. Questa fase sarà decisiva per capire che se in qualche modo le trasformazioni avviate usciranno davvero anche a radicarsi nella struttura economica e sociale nel nostro paese", ha sottolineato.

"Le risorse straordinarie mobilitate in questi anni hanno messo in moto investimenti su digitalizzazione e infrastruttura con la sanità, la transizione verde, ma dopo il Pnrr sarà necessario un passo ulteriore, un coraggio ulteriore, cioè passare dalla logica dell'emergenza a quella della continuità. Significherà garantire che i progetti non si esauriscano con i finanziamenti europei, ma diventino appunto capitale permanente, capace di generare produttività, capace di generare i servizi migliori e nuova occupazione. Significa, in sostanza, sostenere un tessuto produttivo che per reggere la competizione globale dovrà crescere nelle dimensioni, nelle competenze, riducendo frammentazione. Significa, insomma, avere meno salari bassi e più investimenti, innovazione in qualità e in filiere robuste. E servirà, per fare tutto questo, una cosa: la partecipazione. Partecipazione non come slogan, ma come metodo. La partecipazione nei luoghi di lavoro è una delle chiavi della produttività moderna, significa coinvolgere l'intelligenza collettiva per migliorare qualità per migliorare i processi, per migliorare la sicurezza, per migliorare la sostenibilità", ha così concluso.


FITTO: BILANCIO VA MODERNIZZATO, SEMPLIFICAZIONE E FLESSIBILITA' PAROLE CHIAVE

"Semplificazione e flessibilità sono le  due parole chiave se vogliamo dare una risposta efficace alle domande  che ci vengono dal contesto globale ma per questo dobbiamo avere la  capacità di modernizzare il bilancio europeo. L'idea - ha affermato il vicepresidente esecutivo Commissione europea  per la coesione e le riforme Raffaele Fitto - che possa  permanere lo status quo non può esistere perché non abbiamo le risorse per affrontare le future sfide e perché serve una flessibilità fino ad oggi mancante, impensabile affrontare un bilancio pluriennale con la  rigidità degli strumenti avuti fino ad oggi. Lo sforzo che il nuovo  bilancio mette in campo è quello di una grossa semplificazione, 4  capitoli, e della flessibilità che rappresenta l'elemento decisivo".


MENNI: VA RIPENSATO IL PATTO CON LA COMUNITÀ

“La mia preoccupazione maggiore è che venga rivolta una primaria attenzione alla comunità. La grande tradizione di questo Paese passa dall’assunzione delle responsabilità sociali e civili sul territorio. Il tema della casa, il tema del welfare, il tema di come vive la comunità sul territorio. Tutto questo era affrontato e gestito in modo trasversale, all’interno di patti e di relazioni tra corpi intermedi e istituzione. Abbiamo bisogno di aprirci trasversalmente, di riscrivere il patto tra persone. Il nostro ruolo è quello di ripensare non solo a un patto fra di noi, ma a un patto con la comunità, con i cittadini, nei territori. Il lavoro rimane un punto di riferimento importante, ma a fianco a questo c’è anche la costruzione di reti e di relazioni”. Lo ha affermato Marco Menni, consigliere CNEL e vicepresidente vicario di Confcooperative nazionale.


MALAGOLA: NECESSARIO UN PATTO SOCIALE PER GOVERNARE LE TRANSIZIONI

“La fase attuale - ha dichiarato il deputato Lorenzo Malagola - richiede la sottoscrizione di un patto sociale per governare la transizione digitale e ridefinire i concetti di pace e sviluppo. La guerra è tornata ad essere uno scenario non più improbabile e il sistema capitalista liberale, pur essendo strenuamente difeso, necessita di manutenzioni, a causa delle forti sperequazioni economiche e per proteggere il ceto medio. Anche l'intelligenza artificiale ridefinirà completamente il mercato del lavoro. In questa cornice, governare le transizioni non è solo responsabilità delle istituzioni. Nessuno si salva da solo. Serve coraggio e responsabilità da parte di tutti, anche per mettere in discussione le rendite di posizione. Le parti sociali riscoprano uno spirito costituente, all'altezza dei padri fondatori della Repubblica, poiché la fase attuale ha caratteristiche molto simili al dopoguerra”. 


PRODI: PER PATTO DI RESPONSABILITÀ GLI INCENTIVI NON BASTANO

“Affinché un patto di responsabilità sia efficace, gli incentivi non bastano, perché non responsabilizzano. È cruciale invece sperimentare altri strumenti e concedersi anche il lusso di sbagliare. Riguardo la neutralità tecnologica, sostengo che il capitale privato non è neutrale nell’individuare quale tecnologia vuole far maturare e tendenzialmente sceglie quelle che sono più vicine al mercato, rendendo così necessaria la presenza dello Stato per altre energie come nucleare e idrogeno”. Così Elena Prodi, ricercatrice San Raffele di Roma.


FUMAROLA: NO STAGIONE SCONTRO, PATTO PER CRESCITA E SALARI

Rispetto a una situazione internazionale complicata e di fronte ai "nodi strutturali" che frenano il Paese "la rotta giusta si tiene solo se remiamo tutti nella stessa direzione". Lo ha detto la leader della Cisl, Daniela Fumarola. "Non possiamo permetterci di affrontare alla cieca il post-Pnrr. Il 2026 è dietro l'angolo non possiamo arrivare a questa scadenza senza un progetto, una visione strategica per il dopo. Serve un accordo che definisca le strategie per aumentare integrazione sociale e produttività, assicurando la crescita per gli anni a venire attraverso investimenti in nuove tecnologie e capitale umano per evitare l'arretramento del sistema economico e del welfare. Non si può e non si deve navigare a vista, un semestre dopo l'altro. Il rischio è quello di lasciare risorse e relative politiche di sviluppo a una feroce contesa tra lobby. Lasciare che sia questo scenario a determinare le sorti del Paese vorrebbe dire capitolare sulla coesione, aumentare le disuguaglianze e, con esse, un'ingiustizia che si traduce sempre in arretramento economico e sociale. Equità sociale e crescita sono due facce della stessa medaglia - ha proseguito - il primo obiettivo da conquistare per il Paese. Su questo indispensabile binomio va costruito un patto tra soggetti responsabili e riformatori. Nessuno può affrontare da solo le transizioni radicali e le sfide in cui siamo già immersi. È il tempo non delle rivendicazioni solitarie, ma delle soluzioni condivise; il momento non di dividere, ma di lavorare uniti. È la stagione non dello scontro, della contrapposizione identitaria, ma della cooperazione, delle convergenze tra le migliori energie. Istituzioni, sindacato, imprese, territori, con ruoli distinti e autonomie chiare, devono sentirsi chiamati a fare la propria parte nel quadro di una cooperazione strutturata su obiettivi condivisi".