BRUNETTA: IL SUD AL CENTRO DELLA NUOVA GEOECONOMIA

27 novembre 2025

L'intervento del presidente del CNEL alla presentazione del Rapporto SVIMEZ 2025

Si è svolta oggi, presso l'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la presentazione del "Rapporto Svimez 2025 sull'economia e la società del Mezzogiorno". 

È intervenuto il presidente del CNEL, Renato Brunetta.


PNRR È STATO UN SUCCESSO

"Smettiamola di farci del male: bisogna cominciare a dire che il PNRR è stato un successo. Per anni se ne è parlato male, tranne qualche eccezione. Invece siamo il primo Paese in Europa per implementazione e per risultati. Un successo di tre governi. Il governo Conte ha preso i soldi, quello Draghi lo ha approvato e ha avviato i primi decreti, il terzo lo sta gestendo e portando a conclusione. E smettiamola di farci del male anche con un altro elemento: troppi progetti si diceva. Ma da quei progetti è nato uno stress virtuoso, che ha coinvolto tutti gli enti locali, tutte le Regioni, le Province, i Ministeri. È nata una nuova cultura della pubblica amministrazione, centrale e periferica. Ora manca l'ultimo miglio: un insieme di pathos, di convergenza, di accumulo, che può dare dei risultati straordinari”. Ha esordito così il presidente del CNEL.

IL SUD STA DIVENTANDO IL NORD E IL NORD STA DIVENTANDO IL SUD

“Il PNRR sta cambiando l'Italia - ha continuato il presidente - lo vediamo dai numeri forniti dal Rapporto Svimez. Il Sud sta diventando il Nord e il Nord sta diventando il Sud. Anche se rimane un'arretratezza che viene da lontano. Dall’unificazione dell’Italia, quando il Piemonte impose le sue regole, che erano di avere dazi bassi e tasse alte, perché voleva espandersi in Europa e gestire la ricchezza che veniva prodotta. Solo che il Sud aveva bisogno della ricetta opposta. Aveva bisogno di dazi protettivi per la sua nascente industria. E aveva bisogno di tasse leggere. Da lì nasce lo squilibrio, il dualismo”.

IL SUD AL CENTRO DELLA NUOVA GEOECONOMIA

“Ora dobbiamo gestire l’ultimo miglio del PNRR ed evitare il pericolo del fiscal cliff, il baratro dopo il 2026", ha aggiunto. "E quindi bisogna gestire bene questa fase, perché è cambiata la geoeconomia. Il Sud sta ridiventando centrale, come era centrale ai tempi di Boccaccio, di Petrarca, ai tempi di Federico II. Ora i Sud diventano luoghi di potenziale maggior crescita. Ed è la grande occasione perché l'effetto PNRR non sia effimero”.

PORTIAMO AL SUD I MIGLIORI

“In passato nel Mezzogiorno si verificava una selezione al contrario: le migliori risorse non andavano al Sud ma andavano al Nord. Non ce lo possiamo più permettere, come dimostrano i dati del Rapporto CNEL sugli Expat che presenteremo la prossima settimana. Dobbiamo portare al Sud i migliori. Portare al Sud il miglior capitale umano e le migliori tecnologie. La migliore energia. La migliore ricerca. Questo è il punto. Invertire la selezione inversa”.

IL SUD HA LA PIÙ GRANDE OCCASIONE DELLA SUA STORIA

“Venendo qui mi sono detto: da dove parto? - ha affermato - Parto dalla Reggia di Caserta, che ha una sala meravigliosa con i quadri dei 17 porti del Regno delle Due Sicilie. Quei porti erano il patrimonio infrastrutturale del Regno delle Due Sicilie. Ecco, la relazionalità di quei porti si ricollega alla nuova geoeconomia. Perché c'è la via della Seta, c'è la via del cotone, c'è il nuovo Mediterraneo, il nuovo Adriatico, il nuovo Tirreno. E allora la nostra piattaforma Sud ha la più grande occasione della sua storia”.


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