AL CNEL PRESENTAZIONE DEL LIBRO "IL MERCATO DEL LAVORO NELLA TRIPLICE TRANSIZIONE"

03 dicembre 2025

Ha introdotto i lavori il presidente Renato Brunetta

Si è svolta oggi, presso la Plenaria Marco Biagi del CNEL, la presentazione del libro “Il mercato del lavoro nella triplice transizione. Le politiche pubbliche e il ruolo delle Agenzie per il Lavoro e di Forma.Temp”, curato da Franco Bassanini, Mimmo Carrieri, Giuseppe Ciccarone e Antonio Perrucci. Il volume, pubblicato nel settembre 2025 da Il Mulino, illustra una ricerca promossa da Forma.Temp per la Fondazione Astrid, che analizza i principali fattori critici che mettono alla prova la stabilità del sistema economico e sociale del Paese. 

All'iniziativa, promossa dalla Fondazione Astrid, hanno preso parte il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il presidente della Fondazione Astrid, Franco Bassanini e il presidente di Forma.Temp Francesco Verbaro.


Ha aperto i lavori il presidente del CNEL Renato Brunetta.

“È in atto una triplice transizione: quella demografica, quella ambientale e quella tecnologica. Tutti ne parlano ma nessuno sa cosa produrranno singolarmente e nessuno sa cosa produrranno insieme. Quali saranno gli impatti e come le società reagiranno. Queste tre transizioni - ha affermato - hanno una valenza totalizzante e sono concatenate. Stanno avvenendo tutte insieme e quindi gestirle è tanto più difficile. La cassetta degli attrezzi la conosciamo: scuola, tecnologie, mercato di lavoro. E poi i contratti collettivi di lavoro, di cui abbiamo al CNEL l’Archivio nazionale. Garantiamo il monitoraggio, la gestione, la trasparenza dei contratti di lavoro, che sono il misuratore del metabolismo delle dinamiche sociali ed economiche del Paese. Ecco, gestire una triplice transizione di questa dimensione, di questo impatto, di questa valenza totalizzante è un qualcosa che fa tremare i polsi. Ma il nostro Paese ha un potenziale straordinario. Abbiamo dei serbatori a cui attingere dal punto di vista occupazionale. Penso al potenziale sul fronte delle donne, dei giovani, dei NEET. Puntando su queste potenzialità potemmo colmare il gap rispetto ai valori medi europei”, ha concluso il presidente del CNEL.


VALDITARA: RIFORMA 4+2 AUTENTICA SVOLTA

“Il tema più scottante - ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara - è quello del mismatch, cioè il disallineamento tra ciò che le imprese richiedono e ciò che il mondo della scuola finora è stato in grado di offrire. Confindustria ha stimato che nel 2027 il 47% dei posti di lavoro richiesti dalle imprese non potrà essere coperto perché le qualifiche tecniche richieste non potranno essere garantite. La riforma 4+2 introduce novità significative. Non solo potenzia la formazione scuola-lavoro, elemento qualificante del modello nordico, tedesco, svizzero; non solo rafforza l’apprendistato formativo, altro aspetto essenziale del modello duale; ma introduce la cosiddetta ‘filiera’. Dal prossimo anno ogni scuola dovrà offrire almeno un percorso 4+2, ma solo se vi è un collegamento stretto tra scuola, impresa e ITS. È un’autentica svolta, una vera rivoluzione culturale, che porta l’istruzione tecnico-professionale a essere considerata finalmente un canale formativo di serie A. Puntiamo sulla qualità e non sulla quantità: programmi nuovi, moderni, che consentano in quattro anni di acquisire competenze e conoscenze utili per un immediato inserimento nel mondo del lavoro”.


CALDERONE: TANTI INDICATORI RIVELANO CHE LA SITUAZIONE STA CAMBIANDO

“Il mercato lavoro è in profonda trasformazione - ha sottolineato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone -  perché è un mercato del lavoro certamente dinamico sul fronte dell’offerta ma è frenato dalle dinamiche demografiche, dal mismatch e dall’inattività. Però su questo ci sono tanti indicatori che rivelano come la situazione stia cambiando. Dal momento in cui questo governo si è insediato, nell’ottobre del 2022, cioè negli ultimi tre anni, abbiamo ridotto la percentuale di disoccupazione di quasi due punti. Ora è al 6%, quindi in linea con la media europea. Sono particolarmente contenta che sul fronte degli inattivi i numeri stanno registrando un’inversione di tendenza. Perché in un contesto in cui gli indicatori demografici sono negativi è importante rivolgere la massima attenzione ai NEET. Non possiamo permetterci che un milione e 500 mila ragazzi siano fuori la partita. Su questo si giocherà una parte delle sfide attuali e delle sfide del futuro”.


BASSANINI: MISMATCH TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO È PROBLEMA CRUCIALE PER IL PAESE

"Quello che emerge con molta nettezza - ha affermato il presidente della Fondazione Astrid Franco Bassanini -  è che la questione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro è ormai uno dei problemi cruciali che il Paese deve affrontare. È il primo ostacolo sulla strada della crescita, della competitività della nostra economia e della stessa tenuta del sistema del welfare. Ne deriva che sono fondamentali politiche pubbliche mirate e anche investire più risorse di quanto si fa normalmente. Perché è un elemento che determinerà il ritmo della crescita e della competitività del nostro Paese. Un dato incoraggiante è che l'Italia può essere ben posizionata nel medio periodo, può avere delle buone chance, perché abbiamo ancora un tasso di occupazione, soprattutto femminile, inferiore alla media europea e anche una presenza di forze di lavoro derivanti dall'estero inferiore. In un momento in cui prevale spesso sui media una narrazione pessimista, penso che si possa essere ottimisti, a condizione di congegnare bene le politiche pubbliche e di allocare le risorse necessarie”. 


VERBARO: NON POSSIAMO PIÙ PERMETTERCI DI SPRECARE CAPITALE UMANO

“Questo lavoro di ricerca ci ha gettato in un contesto magmatico, dove è difficile tirare le fila e fare previsioni. Il tema è reso più complesso dall'incertezza dovuta a fattori mondiali, come l'impatto della crisi energetica e della transizione verde. Ci troviamo di fronte a due grandi esplosioni: quella dell'intelligenza artificiale e quella della demografia, che condizionano e alterano tutto. Oggi non ci domandiamo più solo quali siano le caratteristiche della domanda, ma anche di come sta l'offerta di lavoro, con i datori che pensano a come trattenere i lavoratori. Siamo nell'era della ‘guerra dei talenti’ e del capitale umano. Non possiamo più permetterci di sprecare capitale umano, come purtroppo abbiamo fatto in questi anni. Lo spreco è evidente nell'alto abbandono scolastico, nel basso tasso di laureati e nell'alto tasso di inattivi, che il governo sta cercando di ridurre. Il calo demografico inciderà sul nostro modo di organizzarci, anche nella Pubblica Amministrazione. E dobbiamo affrontare il problema della longevità, valorizzando i lavoratori più anziani per far fronte agli shortages. Serve una strategia complessiva che miri non solo al lavoro, ma al buon lavoro”. Lo ha dichiarato Francesco Verbaro, presidente di Forma.Temp e curatore dell’introduzione del libro.