I dati della Relazione CNEL sui servizi pubblici 2025
Per il servizio di Viabilità, che non ricomprende i trasporti pubblici locali, la dimensione comunale incide in modo significativo: i piccoli enti mostrano valori più alti di attività per abitante, segno di un presidio diffuso ma oneroso, con evidenti diseconomie di scala. La maggiore intensità si registra in quasi tutti gli indicatori, mentre i grandi centri si distinguono solo in alcuni ambiti, quali le concessioni (fino a 9,5 per 1.000 abitanti al Centro, contro 3,76 di media) e i permessi di sosta per persone con disabilità e ZTL (quasi 94 per 1.000 abitanti al Nord-Est, contro i quasi 21 di media). Per l’illuminazione pubblica i piccoli comuni superano i 313 punti luce per 1.000 abitanti, mentre i grandi centri urbani si attestano su 123. È quanto si legge nella Relazione CNEL sui servizi pubblici 2025, presentata a Villa Lubin lo scorso ottobre.
UN QUADRO ARTICOLATO
Molise e Abruzzo si distinguono per valori nettamente superiori alla media in progetti, direzioni lavori e collaudi. Le Marche emergono per livelli alti di collaudi e punti luce da gestire ogni 1.000 abitanti. Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna si distinguono soprattutto per concessioni suolo, mentre Umbria, Emilia-Romagna e Liguria spiccano per permessi sosta persone con disabilità e accesso ZTL.
Tra le Regioni con il maggior numero di indicatori in crescita spiccano le Marche, che registrano ben 9 segni positivi su 10: i progressi sono diffusi e riguardano soprattutto i contratti (+45%), i permessi per la sosta delle persone con disabilità e l’accesso a ZTL (+43%) e le gare e affidamenti (+25%). Anche l’Umbria mostra una dinamica molto vivace, con 7 indicatori in aumento, fra cui i contratti (+96%), i collaudi (+45%) e gli stati di avanzamento e stati finali (+22%). A seguire la Liguria, con 6 indicatori positivi: qui la crescita si concentra nei contratti e nei permessi sosta e ZTL (+32%) e nei collaudi (+29%). All’opposto, la Calabria si segnala per la situazione più critica, con 8 indicatori in calo, tra cui i progetti (−35%), la direzione lavori (-31%), gli stati di avanzamento e stati finali (−30%) e le concessioni di suolo pubblico (−25%). Con 7 indicatori negativi seguono l’Emilia-Romagna, fra cui spicca la riduzione nelle attività relative a gare e affidamenti (−13%), e la Puglia, con calo, fra gli altri, nelle gare e affidamenti (−24%) e nei collaudi (−10%).
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