Tiraboschi: la Relazione è il frutto dello sforzo del CNEL di adempiere pienamente alla sua funzione istituzionale
È stata approvata oggi dall’Assemblea del CNEL la Relazione annuale “Contrattazione collettiva e lavoro pubblico”, che si colloca nel percorso già avviato lo scorso anno, finalizzato a realizzare l’obiettivo di rendere effettiva, in attuazione della legge 936/1986, l’osservazione della contrattazione collettiva del settore pubblico, in modo da integrare e completare l’attività che il Consiglio svolge, sempre per legge, con riferimento alle dinamiche retributive e contrattuali del settore privato. Ecco le principali evidenze.
CONTRATTAZIONE SETTORE PUBBLICO, 2025 ANNO DI FORTE ATTIVITÀ DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI
In riferimento al settore pubblico, alla data del 30 novembre 2025 risultano 2.600.934 dipendenti contrattualizzati coperti dalla contrattazione di livello nazionale, 493.424 dipendenti ai quali si applicano accordi sindacali recepiti con d.P.R. e 84.943 professionisti in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il 2025 è stato un anno di forte attività delle relazioni industriali. I dieci accordi di rinnovo (testi definitivi) depositati nell’Archivio del CNEL nel corso dell’anno, sempre alla data del 30 novembre, e le cinque ipotesi di accordo sottoscritte, ma non ancora depositate alla stessa data, riguardano 3.141.257 dipendenti pubblici e professionisti del SSN per la tornata contrattuale 2022-2024, e 6.258 dipendenti pubblici per la precedente tornata 2019-21. Pertanto, la tornata 2022-24 risulta terminata per la quasi totalità dei dipendenti pubblici e professionisti operanti in convenzione con il SSN. È quanto rivela il CNEL nella Relazione annuale “Contrattazione collettiva e lavoro pubblico”, approvata dall’Assemblea nella seduta odierna.
CRESCITA RETRIBUZIONI CONTRATTUALI AL 3,3% NEL SETTORE PUBBLICO
Con riferimento alle retribuzioni contrattuali, risulta che tra settembre 2024 e settembre 2025 si è registrata una crescita complessiva pari al 2,6%: nello specifico, al 2,4% nel settore privato e al 3,3% nel settore pubblico. Gli incrementi ammontano al 7,2% nei Ministeri, allo 0,8 per Regioni, Autonomie locali e SSN, al 3,2% nella Scuola, al 6,1% per le Forze dell’ordine, al 6,9% per Militari-Difesa, al 6,8% per i Vigili del fuoco.
VACANZA CONTRATTUALE IN DIMINUZIONE DA 34 A 31 MESI
La durata media della vacanza contrattuale calcolata sul complesso dei dipendenti risulta tra ottobre 2024 e ottobre 2025 in diminuzione da 34 a 31 mesi per l’insieme dei contratti del pubblico impiego. Tendenza opposta, ma con ritardi sensibilmente inferiori, si registra nel settore privato, dove lo stesso dato mostra un lieve incremento da 4 a 5 mesi, soprattutto per effetto dell’aumento da 3 a 8 mesi rilevato da ISTAT nell’industria. Se la durata della vacanza contrattuale è calcolata in riferimento ai soli dipendenti in attesa di rinnovo, il dato relativo al settore pubblico non cambia, in quanto tutti i dipendenti hanno il contratto scaduto.
INDICE MENSILE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI PERSONALE NON DIRIGENTE RAGGIUNGE IL VALORE DI 137,89 (FATTO 100 IL VALORE DEL DICEMBRE 2021)
Un capitolo specifico della Relazione si concentra sull’andamento delle retribuzioni nel pubblico impiego negli ultimi quindici anni. Da tale ricostruzione per il 2024 emerge che grazie alla prosecuzione dell’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale con riferimento agli adeguamenti delle indennità di amministrazione in alcuni Ministeri e all’anticipo degli incrementi legati ai rinnovi 2022-2024, l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali del personale non dirigente dei comparti ARAN raggiunge a dicembre il valore di 137,89 (con base dicembre 2021=100). Tale crescita rimane tuttavia insufficiente a compensare il livello dell’inflazione, pari nello stesso mese a 158,88. Anche la dinamica retributiva del personale non dirigente in regime di diritto pubblico (Forze armate, Forze di polizia, Vigli del fuoco) mostra aumenti riconducibili all’indennità di vacanza contrattuale e ai rinnovi anticipati. A dicembre 2024 l’indice mensile retributivo di questa categoria è pari a 144,76, valore superiore a quello del personale contrattualizzato ma comunque inferiore al NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo).
RIVEDERE RAPPORTO TRA LEGGE E CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
La Relazione CNEL, inoltre, si concentra sul rapporto tra legge e contrattazione collettiva, con particolare riferimento agli istituti della partecipazione sindacale e dell’organizzazione degli uffici e gestione dei rapporti di lavoro. Tale esame dimostra come un ripensamento delle materie affidate alla contrattazione collettiva e una più attenta ripartizione delle tematiche di competenza della partecipazione sindacale potrebbero dare risposte più efficienti in materia di organizzazione del lavoro pubblico, a condizione che si ponga rimedio allo strutturale ritardo nella conclusione dei rinnovi e che si affrontino adeguatamente le emergenze legate all’inarrestabile progresso tecnologico, all’ingresso delle nuove generazioni nella macchina pubblica e alle più adeguate modalità di conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro. A distanza di oltre trent’anni dall’avvio della privatizzazione del rapporto di lavoro alle dipendenze della PA si continua, infatti, ad affidare al legislatore il compito di regolare nei dettagli aspetti di natura organizzativa che dovrebbero invece trovare più adeguata collocazione nel quadro di una regolazione sub-primaria, con i vantaggi conseguenti in termini di adattabilità e di più diretta responsabilizzazione dei centri amministrativi nella gestione delle risorse umane.
CRESCENTE ATTENZIONE AL PRINCIPIO DELLA MERITOCRAZIA
Il CNEL sottolinea come la centralità del capitale umano nella difficile operazione di rinnovamento della macchina amministrativa pubblica si rifletta nella crescente attenzione che l’autonomia collettiva riconosce al principio della meritocrazia. Negli ultimi anni sono stati rielaborati istituti esistenti e se ne sono introdotti di nuovi, nell’intento di valorizzare l’apporto dei dipendenti pubblici in possesso di specifiche conoscenze professionali, ma anche per garantire l’attrattività di un settore al centro dei profondi processi di innovazione e di trasformazione, anche digitale. In quest’ottica, sulla scia delle basi poste dai CCNL della tornata 2016-2018, è stata introdotta nel sistema di classificazione professionale definito nella tornata 2018-2021, la nuova Area delle “Elevate Professionalità”, alla quale si è ritenuto opportuno, peri l’importante funzione di valorizzazione di cui è portatrice, dedicare nel testo specifica attenzione.
TIRABOSCHI: LA RELAZIONE È IL FRUTTO DELLO SFORZO DEL CNEL DI ADEMPIERE PIENAMENTE ALLA SUA FUNZIONE ISTITUZIONALE
“La relazione sullo stato della contrattazione collettiva nel settore pubblico – ha dichiarato Michele Tiraboschi, presidente della Commissione Informazione e relatore della Relazione CNEL, approvata oggi dall’Assemblea - è, anche quest’anno, il frutto dello sforzo del CNEL di adempiere pienamente alla sua funzione istituzionale secondo quanto previsto dalla legge Mattarella del 1986: procedere cioè, su tematiche complesse e anche divisive come quelle economiche e del lavoro, a un esame critico dei tanti dati disponibili e delle loro fonti, al fine di agevolare l'elaborazione di risultati univoci sui singoli fenomeni. La particolare complessità delle dinamiche della contrattazione collettiva per i dipendenti pubblici, che non consente un facile parallelo con quanto avviene nel settore privato, ha suggerito quest’anno di soffermarsi sulle tendenze di medio e lungo periodo così da leggere i dati del 2024 e dei primi mesi del 2025 in una prospettiva storico ed evolutiva che ricostruisce un quadro informativo di dati ed elementi preziosi anche per il lavoro pubblico non contrattualizzato e quello fuori comparto. Dati che danno conto di tutte le manifestazioni negoziali (e non solo contrattuali) nel lavoro pubblico e che ancora non erano emersi o pienamente noti tanto nel dibattito pubblico che nelle analisi scientifiche e che ora meglio consentono di evidenziare luci e ombre del fenomeno e stemperare le criticità legate al dibattito politico e sindacale contingente”. Il consigliere ha inoltre ringraziato la coordinatrice del gruppo di lavoro, dott.ssa Larissa Venturi, e il personale del CNEL che ha consentito con professionalità e impegno di predisporre una relazione di ottima fattura e di grande utilità per decisori politici e attori sociali.
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