Brunetta: “È la risposta a un cambiamento demografico epocale”
Nella seduta odierna l’Assemblea del CNEL ha approvato il Disegno di legge “Istituzione del servizio civile volontario degli anziani”. L’iniziativa legislativa mira a trasformare la percezione dell’anziano, non più visto solo come soggetto da assistere, ma come una risorsa strategica per la società. Si propone, in particolare, una disciplina unitaria per superare l’attuale frammentazione regionale, introducendo il coinvolgimento volontario dei cittadini over 65 in attività di utilità sociale. Gli obiettivi principali sono il contrasto all’isolamento e la valorizzazione delle competenze accumulate durante la vita, favorendo al contempo lo scambio tra generazioni. È dimostrato, infatti, che il volontariato migliori il benessere psicologico e rallenti il declino cognitivo. I volontari potranno impegnarsi in ambiti diversificati: dal supporto sociale alla tutela del patrimonio culturale, fino all'alfabetizzazione digitale. In sintesi, la legge punta a un modello di invecchiamento partecipativo che rafforzi la coesione sociale e il benessere collettivo.
“L'istituzione del servizio civile volontario degli anziani – ha affermato in Assemblea il presidente del CNEL Renato Brunetta – è una risposta a un cambiamento demografico epocale, caratterizzato da disallineamenti nel mercato del lavoro e da enormi serbatoi di capitale umano ancora inespressi. Nel nostro Paese esiste un patrimonio prezioso in termini di competenze, che coinvolge giovani, donne e anziani, troppo spesso escluso a causa di barriere economiche, sociali, organizzative o normative. Bisogna mettere a sistema le politiche di welfare e stili di vita capaci di favorire l’inclusione e la partecipazione attiva”.
“Il costante aumento della popolazione anziana ha reso ormai urgente – ha sottolineato il consigliere Paolo Pirani, relatore del Ddl – l’adozione di strategie mirate a promuovere un invecchiamento che sia dignitoso, partecipativo e autonomo. Questo Disegno di legge si muove in linea con il Piano Nazionale sull'Invecchiamento Attivo e si inserisce nel solco della riforma delle politiche sociali tracciata dal decreto legislativo n. 29 del 15 marzo 2024. L'obiettivo principale è introdurre un nuovo paradigma di sostegno per le persone anziane e per le loro reti di assistenza, puntando su un approccio integrato, flessibile e rispettoso della dignità individuale. Vogliamo dare finalmente una disciplina organica e unitaria a un quadro normativo, quello regionale e locale, che oggi appare purtroppo non omogeneo e molto frammentato. Per elaborare questa proposta, il CNEL ha sviluppato una ricerca approfondita sulle diverse normative e sulle migliori pratiche esistenti territorio per territorio. Si tratta di un passo avanti fondamentale verso una società che non vede più l'anziano come un peso, ma ne riconosce e valorizza le capacità, favorendone l'inserimento attivo come protagonista del nostro tessuto sociale. È una sfida culturale che punta a migliorare la qualità della vita e a rafforzare concretamente i legami tra le generazioni”.
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