Il presidente del CNEL su Radio Radicale, nella rubrica "Rivoluzione in corso"
“C'è un evidente bias narrativo, una profonda distorsione nel racconto di quanto sta avvenendo in Medio Oriente. Da quarant'anni abbiamo di fronte l’Iran, uno Stato canaglia, in mano a un'autocrazia religiosa feroce, regressiva e criminale, che viola i diritti umani, delle donne e di ogni minoranza. Questa teocrazia ha finanziato tutto il terrorismo internazionale e arricchito l'uranio con l'obiettivo di farsi la bomba atomica o centinaia di bombe sporche, sfruttando le risorse di una nazione di oltre 90 milioni di abitanti con una storia millenaria”. Così il presidente del CNEL Renato Brunetta, nella rubrica settimanale "Rivoluzione in Corso" su Radio Radicale.
“La narrazione giornalistico-istituzionale oggi si sofferma a cavillare sul rispetto del diritto internazionale riguardo l'azione di Israele e Stati Uniti, a fronte dell’attendismo dell’Europa e la postura ambigua di Spagna, Gran Bretagna e Francia. Ma chi si indigna, dov'era quando decine di migliaia di giovani iraniani venivano uccisi, accecati con colpi alla testa o impiccati solo per aver chiesto in piazza 'donna, vita, libertà'? Oggi assistiamo a una guerra asimmetrica: Israele e Usa stanno eliminando l'aviazione, la marina, i siti di comando e la classe dirigente più feroce del regime, mentre l'Iran, in preda a una comprensibile disperazione, risponde sparando droni nel Golfo al solo scopo di generare caos economico e mediatico” prosegue Brunetta.
Secondo il presidente del CNEL “esistono certamente costi dolorosi e blocchi critici, come la paralisi della mobilità aerea nell'area e l'imbuto navale nello Stretto di Hormuz, da cui transita tra il 20% e il 25% dell'energia del pianeta. Tuttavia, le speculazioni secondo cui i mercati e i traffici sarebbero saltati non sono vere, e questi costi temporanei sono nulla in confronto a ciò che avremmo visto se l'Iran si fosse definitivamente dotato dell'arma nucleare. Il vero, enorme beneficio di questa operazione militare è il regime change” conclude Brunetta.
“Spazzare via questa classe dirigente estremista è criminale porterebbe vantaggi di portata storica: la liberazione del popolo iraniano, la ricostruzione di un equilibrio non solo in Medio Oriente ma su scala globale, e la possibile rinascita dei Patti di Abramo. Significherebbe anche disinnescare connessioni geopolitiche pericolosissime, considerando che l'Iran ha fornito a Putin i droni usati in Ucraina e ha finanziato la tragedia del 7 ottobre. Con questa operazione ci stiamo finalmente liberando del più grande pericolo che la storia recente abbia conosciuto”.
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