PARALIMPIADI, FALABELLA: “OLTRE LE MEDAGLIE, UNA LEZIONE PER IL PAESE. L’AUTONOMIA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ È UNA SFIDA COLLETTIVA”

16 marzo 2026

La nota del consigliere del CNEL

“Le Paralimpiadi non rappresentano soltanto uno dei più importanti eventi sportivi internazionali, ma costituiscono anche un potente messaggio sociale e culturale sul valore dell’inclusione, del merito e delle pari opportunità”. È quanto dichiara il consigliere del CNEL Vincenzo Falabella, sottolineando il significato più profondo dell’esperienza paralimpica per la società italiana. 

“Le Paralimpiadi – afferma Falabella – ci mostrano atleti che competono ai massimi livelli, dimostrando che la performance sportiva non è definita dal limite, ma dal talento, dalla preparazione e dalla determinazione. In questo senso lo sport diventa un linguaggio universale che racconta autonomia, dignità e possibilità”. Secondo il consigliere del CNEL, il valore dei Giochi va ben oltre il medagliere: “Gli atleti paralimpici non chiedono di essere guardati attraverso una lente pietistica. Sono, prima di tutto, sportivi che si allenano, gareggiano e conquistano risultati sulla base delle proprie capacità. La disabilità non è ciò che definisce il loro valore, ma il contesto in cui esprimono il proprio talento”. 

Falabella sottolinea come l’esperienza paralimpica rappresenti anche una metafora della vita quotidiana di milioni di persone con disabilità. “Nella nostra società – spiega – tante persone studiano, lavorano, costruiscono relazioni e progettano il proprio futuro. Vogliono vivere in modo autonomo e partecipare pienamente alla vita della comunità. Ma perché questo accada non basta la forza individuale: servono politiche pubbliche efficaci, servizi adeguati, sostegni concreti e un’organizzazione sociale capace di rimuovere gli ostacoli”. In questo contesto, assume particolare rilevanza l’attuazione del Decreto legislativo 62/2024 sulla disabilità, che introduce un nuovo modello di valutazione della condizione di disabilità e promuove percorsi personalizzati basati sui bisogni della persona, superando logiche puramente assistenziali. 

“Possiamo immaginare questa riforma – prosegue Falabella – come una vera e propria ‘Paralimpiade della vita quotidiana’: la legge stabilisce le regole del gioco, le amministrazioni pubbliche sono chiamate a svolgere il ruolo di allenatori, mentre servizi territoriali, risorse e personale qualificato rappresentano le infrastrutture indispensabili per permettere a ciascuno di esprimere il proprio potenziale”.