BRUNETTA: BIAGI GRANDE RIFORMISTA, IL SUO LIBRO BIANCO È ANCORA LA NOSTRA BUSSOLA

18 marzo 2026

Tre borse di studio del CNEL in memoria del giuslavorista ucciso dalle BR

Si è svolto al CNEL il convegno "Partecipazione dei lavoratori e articolo 46 della Costituzione", in ricordo di Marco Biagi a 24 anni dalla sua scomparsa. L'evento si è tenuto nella Plenaria intitolata allo stesso Marco Biagi. Ad aprire i lavori il presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha reso nota l'istituzione di tre borse di studio del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro in memoria del giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse (cliccare qui per il video-intervento). 

Il convegno - organizzato in collaborazione con ADAPT (Associazione per gli Studi Internazionali e Comparati sul Diritto del lavoro e sulle Relazioni industriali) - ha visto la partecipazione, tra gli altri, del consigliere CNEL Emmanuele Massagli, di Daniela Fumarola, segretaria generale della CISL e di Luigi Sbarra, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche per il Sud.


BRUNETTA: TRE BORSE DI STUDIO DEL CNEL IN MEMORIA DEL GIUSLAVORISTA UCCISO DALLE BR


"È tipico dei momenti di commemorazione di personalità che hanno fatto la storia del nostro Paese e che hanno servito lo Stato, l'invito alla manutenzione del ricordo e anche la promessa di tenerne vivo l'insegnamento, il metodo, il pensiero. Rispetto a Marco Biagi - ha spiegato il presidente - esistono già varie iniziative, tra cui quelle della Fondazione Marco Biagi di Modena e i premi del Ministero del Lavoro e di ADAPT per le migliori tesi di dottorato e di laurea. Come presidente del CNEL, in vista della ricorrenza del prossimo anno e cioè i 25 anni dalla scomparsa dell'amico Marco Biagi, ho pensato utile e preziosa una diversa iniziativa, sempre nella forma delle borse di studio ma nella prospettiva di avviare presso il CNEL percorsi di studio e ricerca sui temi cari a Marco Biagi che possano poi essere presentati il prossimo anno così da coltivare i numerosi semi che ci ha lasciato tutto l'anno al servizio delle istituzioni e del Paese come era il suo modo di fare. Lontano dalla retorica insidiosa delle commemorazioni e attenta invece ai continui cambiamenti economici e sociali che devono essere letti con metodo e quel rigore che Marco Biagi ci ha insegnato. È con piacere e gratitudine che annuncio pertanto l'istituzione da parte del CNEL di tre borse di studio annuali, dell'importo di 12 mila euro ciascuna, finalizzate a tenere vivo nelle sale del CNEL il suo metodo e la sua lezione di apertura al cambiamento e del coraggio del riformismo. Il tutto stando sempre da una parte sola e cioè dalla parte della persona che lavora nel rispetto della pluralità di idee, progettualità e interessi che è il dato costitutivo del CNEL". 

Le tre borse di studio del CNEL saranno incentrate sui temi oggetto della sua elaborazione scientifica e progettuale di Marco Biagi, con particolare riferimento al diritto delle relazioni industriali, alle pratiche partecipative e all'archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro. I risultati delle ricerche saranno presentati nel 2027, in occasione del 25° anniversario della scomparsa, come eredità scientifica e culturale del pensiero di Biagi.


BIAGI GRANDE RIFORMISTA, IL SUO LIBRO BIANCO È ANCORA LA NOSTRA BUSSOLA

"Ricordare Marco Biagi a ventiquattro anni dalla sua tragica scomparsa  ha dichiarato Brunetta – suscita ricordi dolorosi. Ma accanto al dolore, in quest'aula che da presidente del CNEL ho fortemente voluto dedicare a lui, quella che un tempo chiamavamo 'il parlamentino', emerge forte il senso della sua eredità. Biagi è stato un grande riformista, un giurista insigne, ma prima di tutto un grande professore. 

Per onorare questa eredità – ha proseguito – sono tornato a studiare il Libro Bianco sul mercato del lavoro dell'ottobre 2001. Un'opera straordinaria, di un'enorme forza propositiva, culturale e istituzionale, che mantiene intatta la sua valenza. A pagina 84, Biagi scriveva chiaramente che condivideva l'ispirazione della politica comunitaria in tema di relazioni industriali, auspicando che anche in Italia 'i rapporti tra le parti sociali si sviluppino in senso sempre più partecipativo'. È su questa parola, 'partecipativo', che si gioca la sfida di oggi. Rispetto alla concretezza delle politiche economiche e sociali in atto, il pensiero di Marco rappresenta ancora il corpo vivo e pulsante delle moderne relazioni sindacali, una bussola per superare la contrapposizione tra capitale e lavoro in nome della qualità e della flessibilità".

IA SIA PARTECIPATIVA, NON UN ALGORITMO NEO-FORDISTA

"Quest'anno il CNEL dedicherà il Primo Maggio all'Intelligenza artificiale generativa partecipativa. L'impatto di questa tecnologia ha sottolineato il presidente potrà essere straordinariamente positivo solo a una condizione: che non si trasformi in una piattaforma verticale imposta dall'alto. Il rischio che corriamo – ha spiegato – è quello di subire uno strumento neo-fordista. Vedo l'algoritmo come un vecchio direttore del personale, fermo alla catena di montaggio con il cronometro in mano per misurare tempi e metodi. Se la piattaforma tecnologica resta un fattore esogeno e iper-conflittuale, rischiamo la distruzione dei corpi intermedi e delle regole sociali che ci siamo dati in un secolo e mezzo di lotte. La soluzione è far sì che l'intelligenza artificiale venga governata da quello straordinario strumento che sono i contratti di lavoro e le relazioni sindacali. La partecipazione, intesa come alleanza tra capitale, lavoro e innovazione, è lo strumento in assoluto più efficiente per gestire la transizione digitale verso la società post-industriale, tutelando la produttività senza rinunciare ai diritti".


MASSAGLI: CON ‘BOLLINO BLU’ CNEL CERTIFICA SOSTENIBILITÀ E COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE

"La partecipazione – ha affermato il consigliere Emmanuele Massagli, presidente della Commissione CNEL per la partecipazione dei lavoratori – non è un accostamento forzato al pensiero di Marco Biagi, ma uno dei suoi assi portanti, sotto quattro aspetti in particolare: la materia, il metodo, il contenuto e la cultura. Biagi sosteneva che il lavoro del futuro, per non essere alienante, non poteva offrire solo una retribuzione ma anche qualcosa di più, in termini di coinvolgimento, welfare e qualità del rapporto di lavoro. C’è una coerenza profonda tra quel pensiero e la legge 76/2025: una coerenza che si ritrova nella tecnica legislativa promozionale, nel ruolo centrale della contrattazione, soprattutto di secondo livello, e nell’idea di un diritto del lavoro che si costruisce a partire dalla realtà concreta delle relazioni industriali. Attraverso la Commissione partecipazione del CNEL, monitoreremo l’andamento reale degli accordi, valorizzando le buone prassi con un apposito 'bollino blu' che certifichi la sostenibilità sociale e la competitività delle imprese. Dobbiamo ricordare che la partecipazione è un mezzo, non il fine: l'obiettivo vero resta l’elevazione economica e sociale dei lavoratori. La Legge 76/2025 vivrà e migliorerà solo se saprà trasformarsi in contratti concreti, fuggendo da ogni cristallizzazione ideologica". 


FUMAROLA: LA LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE TRASFORMA LA VISIONE DI BIAGI IN UN PROGETTO CONCRETO

"Onorare Marco Biagi ha sottolineato Daniela Fumarola, segretaria generale della CISL  significa misurare la distanza tra ciò che aveva immaginato e ciò che siamo riusciti a costruire. Biagi non si accontentava del diritto come sistema chiuso, ma lo considerava uno strumento vivo, immerso nella concretezza delle relazioni sociali e industriali. Già allora era consapevole di come il nostro mercato del lavoro fosse strutturalmente inadeguato ad affrontare le grandi transizioni in atto. La sua idea era un mercato del lavoro governato attraverso la partecipazione e non attraverso il conflitto permanente. Con la legge n.76/2025 sulla partecipazione dei lavoratori, la CISL ha trasformato questa visione in un progetto concreto, mettendo al centro la persona e la contrattazione come motore di competitività e democrazia economica. La partecipazione non è un regalo calato dall'alto o un vincolo burocratico, ma un diritto che si guadagna sul campo per governare insieme il cambiamento e costruire il futuro". 


SBARRA: DIFFONDERE UNA VERA CULTURA PARTECIPATIVA NEI LUOGHI DI LAVORO


"La partecipazione – ha affermato Luigi Sbarra, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche per il Sud – è uno dei pilastri più attuali del pensiero di Marco Biagi, che aveva intuito con grande lucidità la necessità di innovare profondamente le relazioni industriali, rendendo la contrattazione più vicina alle persone e promuovendo un modello in cui i lavoratori fossero protagonisti nelle imprese. La partecipazione non è uno slogan ma uno strumento concreto per rafforzare la democrazia economica e migliorare il funzionamento del sistema produttivo. La Legge 76/2025 rappresenta un risultato storico, che attua finalmente l’articolo 46 della Costituzione. Un passaggio epocale, che segna il superamento di un modello fondato sul conflitto tra capitale e lavoro, aprendo una fase nuova basata su collaborazione, responsabilità e coinvolgimento. Ora la sfida è dare piena attuazione a questa riforma e diffondere una vera cultura partecipativa nei luoghi di lavoro. Partecipare significa rafforzare la qualità del lavoro, la coesione sociale e la competitività delle imprese. Dobbiamo fare della partecipazione una pratica concreta, capace di rendere il sistema produttivo più forte, più giusto e più moderno, mettendo al centro la persona, la dignità del lavoro e il ruolo dei corpi intermedi".