AL CNEL CONVEGNO SU LAVORO E PERSONE CON DISABILITÀ

30 marzo 2026

Brunetta: "Invertire il paradigma, l'inclusione non è un costo ma un investimento in efficienza economica e sociale"

Si è svolto oggi presso la Plenaria Marco Biagi del CNEL il convegno “Lavoro e persone con disabilità”, promosso dall’Osservatorio per l’inclusione e l’accessibilità, presieduto dal consigliere Vincenzo Falabella.
La giornata di lavoro ha rappresentato un momento di confronto e di proposta sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, tema al centro del programma della XI Consiliatura. 
Con il coinvolgimento di istituzioni, imprese, esperti e rappresentanti della società civile, l'obiettivo è stato quello di individuare strategie concrete per colmare i divari ancora esistenti, promuovendo un vero cambiamento culturale attraverso la costruzione di un mercato del lavoro pienamente inclusivo, capace di riconoscere il valore delle differenze come risorsa e non come limite.

Ha aperto i lavori il presidente del CNEL, Renato Brunetta (cliccare qui per il video-intervento).

"Bisogna invertire il paradigma: l'inclusione non è un costo, mentre è la discriminazione a rappresentare un onere economico e sociale insostenibile. Un modello che esclude e discrimina è, per definizione, un modello inefficiente da tutti i punti di vista. Dobbiamo smetterla - ha spiegato Brunetta - di considerare l'integrazione come un obiettivo nobile che però grava sui bilanci. È vero l'esatto contrario: una comunità inclusiva è più performante, più giusta, più sostenibile e più produttiva. La coesione sociale è un vero e proprio motore di efficienza economica e di giustizia sociale", ha così concluso.


FALABELLA: SUPERARE LE LOGICHE ASSISTENZIALISTICHE

“È fondamentale – ha affermato il consigliere CNEL Vincenzo Falabella - superare logiche assistenzialistiche e promuovere un modello che riconosca e valorizzi la professionalità delle persone con disabilità, garantendo opportunità lavorative basate su competenze, merito e pari condizioni di accesso. In questa direzione, il CNEL è chiamato a sostenere politiche e strumenti capaci di favorire l’inclusione attiva, accompagnando le imprese in percorsi innovativi che mettano al centro il valore del lavoro come leva di autonomia e piena partecipazione sociale”.


LOCATELLI: GARANTIRE AUTONOMIA ALLE PERSONE DISABILI E VALORIZZARE IL LORO POTENZIALE

"Il tema dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità – ha sottolineato in un videomessaggio il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli - è fondamentale per garantire a tutti il diritto di piena partecipazione alla vita civile e sociale. Dobbiamo spingere per innovare lo sguardo, affinché le aziende non assumano solo per obbligo di legge, ma perché convinte che ogni persona possa portare, attraverso i propri talenti e competenze, un contributo prezioso. È necessario superare i pregiudizi e passare da una visione assistenzialistica alla piena valorizzazione delle potenzialità. È in questa direzione che ci stiamo muovendo con la riforma sulla disabilità: investire sulle persone, garantendo loro autonomia e una vita indipendente, è l'unico modo per assicurare la crescita economica e sociale del nostro Paese”.

 

BELLUCCI: L’INCLUSIONE AUMENTA LA PRODUTTIVITÀ E IL BENESSERE COLLETTIVO
“Questo governo, indubbiamente, ha dato segnali molto forti – ha affermato il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci – di come le politiche sociali debbano puntare soprattutto sul lavoro, per superare il mero assistenzialismo. Perché il lavoro è dignità, il lavoro è identità, il lavoro non è soltanto un modo per costruire la propria vita, ma anche un elemento di crescita dell’intera comunità. Investire in inclusione e accessibilità non vuol dire aumentare i costi, ma aumentare la produttività e il benessere collettivo. È una scelta: se guardare al breve termine oppure avere una visione di medio e lungo periodo, capace di rendere davvero esigibili i diritti delle persone. Bisogna avere la lungimiranza di comprendere che questa nazione cresce nella misura in cui ognuno ha la possibilità di dare il suo contributo. La via è quella di un welfare tripolare, basato su un’alleanza tra Stato, sociale e privato, con pari dignità”.