Il presidente del CNEL su Radio Radicale, nella rubrica "Rivoluzione in corso"
"Se nelle trattative che si aprono in queste ore a Islamabad dovesse passare la linea che la libertà di navigazione è condizionabile dall'Iran, con il controllo totale o parziale di Hormuz, e gli Stati Uniti che si dicono d'accordo pur di chiudere in fretta la crisi, ne potrebbe derivare una ferita mortale a una delle leggi fondamentali dell'economia contemporanea". È l'allarme lanciato dal presidente del Cnel, Renato Brunetta, in un'intervista a Radio Radicale sulla crisi in Iran e sulle trattative con gli Stati Uniti per la conclusione della guerra.
Brunetta spiega nel dettaglio la reazione a catena che colpirebbe i mercati se venissero fatte eccezioni sulla libertà e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz: "Se crollasse il principio della libertà di navigazione, il rischio si alzerebbe notevolmente. Di conseguenza vedremmo un rialzo verticale dei premi assicurativi e un conseguente aumento dei costi. Un processo che porterebbe a un aumento spaventoso dell'inflazione, con conseguenze esiziali per tutto il commercio internazionale, con la diminuzione dei traffici e la potenziale implosione dell’economia globale".
Il presidente del CNEL ha espresso forte preoccupazione per le dinamiche diplomatiche in corso: "L'Iran ha sempre perso le guerre, ma normalmente vince nelle trattative. Gli Stati Uniti hanno la supremazia bellica, ma dal punto di vista della raffinatezza e intelligenza diplomatica l'Iran è straordinariamente superiore e sta vincendo. Il trascorrere del tempo gioca dalla parte degli ayatollah, perché così aumenta l'incertezza".
Da qui, la critica all'approccio di Washington e l'appello a Bruxelles: "Non si può lasciare questa trattativa solamente agli Stati Uniti di Trump. La libertà economica è una cosa troppo seria. Gli uomini dell’amministrazione Trump saranno anche dei bravi immobiliaristi, ma devono ancora imparare come si gestiscono complesse trattative diplomatiche. L'Europa - conclude Brunetta - deve intervenire pesantemente: in questo momento è l'unico faro di democrazia e dei valori del libero mercato a nostra disposizione".
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